Da te ho imparato, Giacomo, come si guardano le stelle da una finestra mentre il mare, specchio del purissimo azzurro del cielo, respira infaticabile e tranquillo. Da te ho imparato come ci si meraviglia, sovrastati dalle cose non fatte dall’uomo che ispirano quelle che ancora può fare.

Alessandro D’Avenia

Uno dei giochi che il professore Alessandro D’Avenia ama fare con i suoi studenti del liceo è quello di iniziare a raccontare la vita di scrittori e poeti partendo da un’immagine o da una fotografia. A suo dire questo è un modo alternativo di fare le presentazioni, come se si trattasse di un amico incontrato per caso. 
Con un solo poeta D’Avenia esordisce in maniera diversa, lo presenta come “Il più grande poeta moderno” e poi i ragazzi devono indovinare di chi si tratta. Difficilmente viene fuori il nome di Giacomo Leopardi, perché purtroppo Leopardi si porta dietro quel manto di “sfiga” e pessimismo che una certa critica gli ha affibbiato quando addirittura il poeta era ancora in vita. Non deve essere facile per un professore innamorato della sua poetica, convincere gli studenti che quello di Giacomo Leopardi non è pessimismo, ma che il suo pensiero anzi è vitale, esplosivo, tendente all’infinito.

Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d’amore.

da Giacomo Leopardi, Lettera a madama Antonietta Tommasini a Bologna, da Firenze, 5 luglio 1828


Già il regista Mario Martone con il film “Il Giovane Favoloso” del 2014 ha provato, anche grazie a una magistrale interpretazione di Elio Germano, a capovolgere l’immagine del poeta di Recanati. Oggi D’Avenia riparte dalla stessa identica immagine, quella di un adolescente seduto vicino alla finestra e intento a leggere i testi dell’immensa biblioteca paterna ma sempre tenendo un occhio fuori, verso la natura, per creare un contatto intimo tra Giacomo Leopardi e tutti gli adolescenti.
Una cosa è subito chiara: gli adolescenti non hanno domande, ma sono domande, sono un continuo oscillare tra desideri e disastri (de-sidera, distanza dalle stelle e dis-astro, assenza di stelle). Ma come fare a trasformare questa estrema fragilità, questo limite incipiente, in bellezza?  

Risulta essere Giacomo Leopardi l’unico poeta ad aver creato massimi esempi di bellezza partendo dai suoi stessi limiti ed è lui il testimonial migliore per spiegare a tutti gli adolescenti di oggi come fare a capovolgere in positivo le loro vite. Attraverso la lettura delle sue opere, soprattutto dello Zibaldone che Alessandro D’Avenia dimostra di conoscere approfonditamente, partecipiamo alla creazione di un nuovo Leopardi e intraprendiamo un viaggio sorprendente al termine del quale la natura, la sapienza e il nostro io si congiungono in un unico elemento alchemico. 

Il 2019 sarà un anniversario letterario particolare: duecento anni prima, nel 1819, Giacomo Leopardi ha finito di comporre la poesia: “L’Infinito”.  Il piccolo idillio, come lo definisce la critica, fu pubblicato nel 1826 e non nella prima edizione dei  Canti  di Leopardi, segno che persino il poeta non ne era immediatamente convinto. Eppure oggi è una delle poesie più lette, commentate, persino imparate a memoria della letteratura italiana: forse, se avesse senso una classifica del genere, la più conosciuta e studiata di tutte. C’è da sperare che l’anniversario muova qualcosa che in Italia non si muove più da tempo: una grande riflessione comune, un lavoro di rilettura e riappropriazione che coinvolga tutti di questo testo cardine della nostra storia. Ebbene, l’infinito siamo proprio noi. In un’epoca in cui si fa un gran parlare di identità, proprio perché non ne sappiamo più niente, è importante volgere lo sguardo di nuovo a una pietra miliare del nostro essere.

Come si può rendere omaggio a Leopardi a 200 anni dalla creazione di una delle sue massime liriche quando aveva appena 20 anni? Organizzando un flash mob!

#200infinito: flash mob e iniziativa social per omaggiare il grande autore

In data 28 maggio (Sapete perché insieme al Ministero della Pubblica Istruzione per #200infinito è stata scelta la data del 28 maggio? Provate per un secondo a rovesciare l’8…. dentro ci vedrete anche voi l’infinito ♾ e i 200 anni della composizione!) tra le varie iniziative, Casa Leopardi e Olimpia Leopardi hanno avuto come idea l’organizzazione di un flash mob nella celebre piazza del Sabato del Villaggio a Recanati, nelle Marche, dove 2000 studenti reciteranno i celebri versi di Leopardi in contemporanea con altre migliaia di studenti in altre piazze d’Italia (piazza di Spagna a Roma, piazza Gae Aulenti a Milano, fino a Bari e ad altre province del nostro paese più piccole). La risposta all’appello di Casa Leopardi, quindi, è arrivata da moltissime scuole che si sono dette più che felici di partecipare a questo omaggio collettivo.
L’evento dedicato al poeta avrà il suo culmine a Recanati, nel centro storico, dove verranno premiate le scuole vincitrici del concorso indetto per il bicentenario della celebre lirico. #200infinito è un’iniziativa realizzata in collaborazione con la Rai e con il comune di Recanati allo scopo di avvicinare i giovani al mondo della poesia; utilizzando un flash mob, linguaggio vicino a quello dei ragazzi, lo scopo è quello di creare un momento di unione tra i giovani grazie alla poesia, un momento che ispiri coraggio e che permetta di vedere “oltre la siepe”.


Giacomo Leopardi merita senza dubbio alcuno un’iniziativa collettiva di tale portata per festeggiare i duecento anni dalla stesura, considerato che L’Infinito è stato da lui composto quando l’uomo era poco più che ventenne. Il risultato ottenuto è stato una delle liriche più intense, significative e assolutamente indimenticabili tra tutte le sue numerose opere che ancora oggi rimane attuale e che, visti il duecentesimo anno che ricorre, potrebbe anche essere oggetto di prima prova nel corso della maturità 2019, tra i tanti altri possibili argomenti.

Fonte (D’ispirazione) Alessandro D’Avenia, L’arte di essere fragili

http://www.giacomoleopardi.it/

https://www.profduepuntozero.it/


    

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