Tutti noi adoriamo Paperino! Dei personaggi Disney è quello considerato più umano, colui con cui è più facile identificarsi.

Locandina originale del corto “La Gallinella Saggia” © Disney

Donald Fauntleroy Duck (Paolino Paperino, da noi) fece il suo debutto il 9 giugno del 1934 nel cortometraggio “La Gallinella Saggia” (“The Wise Little Hen”). In quel corto appariva come uno sfaccendato scansafatiche che non esitava a fingersi malato pur di non aiutare la gallinella del titolo. Col tempo, nelle successive apparizioni sullo schermo e sulla carta, la sua personalità è stata arricchita e approfondita, rendendolo l’emblema dell’uomo moderno, irascibile, pieno di difetti, nato per perdere, altro che quell’antipatico di Topolino!

E già, perché da sempre, almeno qui in Italia, la patria dei dualismi e delle fazioni (Coppi vs Bartali, Spandau Ballet vs Duran Duran, Milano vs Roma, Pandoro vs Panettone) la preferenza del popolo non è mai andata all’emblema di casa Disney bensì all’amico/rivale dai piedi palmati.

Un sorridente Topolino, incurante di quello che la gente pensa di lui, disegnato da Giorgio Cavazzano. ©Disney

Ma perché Mickey Mouse risulta antipatico?

“Perché è troppo perfettino!” diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. Perché essere “perfettini” è un difetto? Perché valori come l’Intelligenza, l’Altruismo, la Positività, la Curiosità (intesa come sete di conoscenza), l’Apertura Mentale e lo Spirito di Avventura, che caratterizzano il Topo più famoso del mondo, ci fanno sentire a disagio, inferiori e pertanto preferiamo personaggi più fallibili ma più vicini ai nostri difetti.

Il celebre “balletto rabbioso” di Paperino, qui tratto dal corto “Moving Day” (1936). ©Disney

E chi è più vicino ai nostri difetti di Paperino? Come non parteggiare per lui quando, appena accomodatosi sull’amaca in giardino, si ritrova Zio Paperone che, ricattandolo mostrandogli la sua chilometrica lista dei debiti, lo costringe a seguirlo suo malgrado in capo al mondo in cerca di tesori o più semplicemente al deposito a lucidare monete? E chi, nelle spesso catastrofiche battaglie contro i vicini di casa, Anacleto Mitraglia e Jones, non riconosce le interminabili discussioni alle riunioni condominiali? Alzino la mano coloro che non sono mai stati lasciati a piedi dalla propria vecchia utilitaria, alla quale si è comunque affezionati, malgrado sia un catorcio! E chiunque affermi di non aver mai sognato almeno una volta di emulare le gesta di Paperinik, andando in giro di notte a stanare deliquenti con mantello e mascherina, mente sapendo di mentire! Sono tutte situazioni comuni che, meno “pittorescamente” del papero vestito alla marinara certo, viviamo in prima persona.

Topolino e Paperino, disegnati da Stefano Turconi. © Disney

Dal canto suo Topolino, nelle credenze popolari, viene sempre associato all’immagine del tizio sempre pulito, gentile, educato, ottimista che va d’accordo con tutti e a cui va sempre tutto bene. Ma siamo sicuri che questi siano difetti? Poco più su scrivevo che Topolino risulta antipatico perché ci fa sentire a disagio, ma la scomoda realtà è che noi siamo solo invidiosi.

Noi invidiamo la sua attitudine a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, la sua disponibilità ad aiutare gli amici (e gli sconosciuti) disinteressatamente, la sua fiducia nel prossimo, la sua capacità di affrontare qualunque problema sempre a testa alta e la sua incapacità di rimanere inerme davanti alle ingiustizie, al punto tale da autoconvincerci che sia antipatico, quando basterebbe compiere un piccolo sforzo, per essere come lui.

Ma allora, perché non iniziamo tutti ad ispirarci a Topolino, piuttosto che accontentarci pigramente di riconoscerci in Paperino? Il mondo ne gioverà!

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