Van Life. Tra minimalismo e libertà

Viaggiare in furgone e soprattutto vivere a bordo di un camper può sembrare una condizione non appetibile per moltissimi, ma se ti dicessimo che ci sono persone che lasciano volontariamente la loro vecchia vita per viaggiare in furgone?
Fino a poco tempo fa ridotto a pochissime persone, oggi il fenomeno Van Life si sta diffondendo sempre di più: uomini, donne o intere famiglie che abbandonano le vecchie abitudini per viaggiare, vivere e lavorare in giro per il mondo con il proprio furgone camperizzato, alla ricerca di nuove avventure.
Una scelta coraggiosa, certo, ma che può riservare stimoli e libertà che la sedentarietà ci ha costretto a dimenticare: ecco, quindi, tutto quello che c’è da sapere sulla Van Life.

Cos’è il fenomeno Van Life?

Ci sono tantissimi modi di vivere la vita on the road: lasciare tutto e partire in viaggio con a disposizione qualche risparmio e la giusta dose di adattabilità e spirito di avventura è un classico entrato nell’immaginario di molti sognatori, che magari accarezzano da tempo il desiderio di lasciare una vita noiosa e ripetitiva. In questo universo dei globetrotter, tuttavia, da qualche anno si è inserito il fenomeno Van Life: una vera e propria scelta di vita, per alcuni una moda, ispirata tuttavia a concetti profondi, come inseguire la propria libertà e, soprattutto, la voglia di esplorare il mondo.

A differenza dei normali viaggiatori on the road, chi si ispira alla filosofia Van Life fa proprie una serie di scelte davvero importanti: si tratta, infatti, di uno stile di vita tendenzialmente nomade, che porta a spostarsi continuamente da un luogo all’altro, alla ricerca di un bagaglio di esperienze e di conoscenze che la normale vita stanziale impedirebbe.

La caratteristica principale di questo tipo di nomadismo è legata al viaggiare in furgone: non un furgone qualsiasi, ma uno camperizzato, e cioè adattato e trasformato per diventare la nuova base mobile delle esplorazioni dei viaggiatori.

All’interno del movimento Van Life, ovviamente, ci sono tantissime persone diverse, ciascuna delle quali ispirata a questa scelta di vita da motivazioni differenti. Tutte, però, sono accomunate dall’abbandono delle cose superflue e da un nuovo minimalismo che permette di coniugare nel modo più efficiente le esigenze più importanti: quella di mantenere sè stessi, svolgendo un lavoro, e quella di dedicarsi del tempo, esplorando il mondo, conoscendo nuove persone, liberandosi delle incombenze quotidiane (le pulizie e le manutenzioni della casa, le noie dell’ufficio, le spese e così via).

Ma come funziona effettivamente la vita di chi sceglie di viaggiare a bordo del proprio furgone camperizzato? Come fanno queste persone a mantenersi e a continuare il proprio viaggio? Nei prossimi paragrafi cercheremo di rispondere a queste domande, indicando qualche consiglio per avvicinarsi in prima battuta alla Van Life.

A chi è adatta la Van Life?

Come potrai facilmente immaginare, vivere, lavorare e viaggiare a bordo di un furgone camperizzato comporta necessariamente rinunciare alle comodità domestiche considerate ovvie fino a poco tempo prima.

Allo stesso tempo, dal momento che in questo stile di vita la libertà di viaggiare è estrema, non esistono indicazioni specifiche sul come potrai gestire il tuo peregrinare intorno al mondo: ciascuno è libero di sperimentare le più diverse soluzioni e scelte, come quella di stanziarsi in un determinato luogo più o meno a lungo, di svolgere un’attività tradizionale o legata alle nuove professioni digitali, oppure di programmare viaggi lunghissimi, volti alle destinazioni più lontane.

Per questo, all’interno del movimento Van Life, è possibile trovare moltissime categorie di persone che hanno adottato questo o quello stile di viaggio. Il che, peraltro, significa che in via tendenziale questa scelta di vita è adatta a tutti, nel senso che ciascuno di noi, se armato del giusto spirito di adattamento e sorretto da una motivazione seria, potrà declinare la sua nuova vita nel modo che ritiene più ottimale per sé ed eventualmente per le persone con cui condividere questa esperienza.

Per fare qualche esempio e individuare quelle che possono essere le categorie di persone che possono rivolgersi a questa scelta di vita, possiamo distinguerle in base:

– al tipo di viaggio che hanno intrapreso, se principalmente stanziale o volto al continuo spostamento da un luogo all’altro;

– all’attività svolta, perché ad esempio si spostano in relazione ai diversi lavori stagionali disponibili nell’una o nell’altra località o perché, viceversa, hanno intrapreso lavori digitali (come reporter di viaggio, scrittori, blogger, social influencer, ecc.) che gli permettono di decidere in assoluta autonomia come programmare e svolgere la propria vita in viaggio;

– alle caratteristiche personali, dal momento che ci potranno essere persone interessate più al viaggio in sè, altre che invece mirano a restare lontane dalla “civiltà”, o magari pensionati che vogliono vivere avventurosamente il resto della propria esistenza.

Van Life: pro e contro

Ovviamente, adottare lo stile di vita Van Life non è indifferente rispetto alle proprie condizioni di partenza. Occorre che tu valuti, in altri termini, se vuoi davvero rinunciare alla tua occupazione stabile, al tuo comodo appartamento e alla tua routine e se puoi permetterti di fare ciò per imbarcarti verso questo tipo di avventura itinerante.

Per questo, è onesto dire che la vita del Vanlifer non è sempre tutta rose e fiori. Già il fatto di scegliere di vivere senza più punti di riferimento stabili può rappresentare un trauma per chi non è adeguatamente preparato ai (tutto sommato piccoli) sacrifici da sostenere.

In particolare, prima di fare il grande passo è doveroso scegliere il veicolo da utilizzare, personalizzarlo nel modo più opportuno alle necessità di una vita in movimento e, soprattutto, programmare quanto meno la sostenibilità economica del progetto. A questo proposito è importante stabilire di quanto reddito si può disporre, così da determinare sia la portata del viaggio che la gestione delle emergenze che, ovviamente, possono sempre capitare: che sia un guasto che richieda riparazioni, una malattia o qualsiasi altra incombenza che determina un ritardo o una virata rispetto al programma.

Al contempo, bisogna essere preparati a tutto quello che comporta vivere in un furgone camperizzato e, in generale, a tutto quel che riguarda il vivere on the road vero e proprio. La stanchezza, magari dovuta alle tappe del viaggio, o magari pericoli di vario tipo, l’assenza di comodità e comfort a lungo termine, e così via, sono tutti fattori da ponderare bene prima di scegliere questo stile di vita.

In cambio, però gli aspetti positivi della Van Life non mancano. Se riesci ad assicurarti una fonte di sostentamento stabile e remunerativa, non c’è confine ai luoghi che potrai visitare, alle esperienze che potrai fare e, in generale, alla libertà sconfinata di cui potrai godere.

Tieni presente, peraltro, che vivere e viaggiare con il tuo furgone camperizzato comporta anche un notevole risparmio rispetto a tutte quelle spese che ci vengono imposte dalla vita sedentaria: bollette, affitto, mutuo, tasse. Tutto ciò di cui dovrai preoccuparti saranno le spese di mantenimento, manutenzione e pulizia e, ovviamente, in base al lavoro svolto, le imposte dovute.

Senza parlare, ovviamente, della possibilità di dedicare il tuo tempo libero alla scoperta, alla realizzazione del sogno di poter viaggiare senza gli stretti margini delle ferie da impiegato. Il tutto con la possibilità di venire in contatto con culture diverse e lontane, di staccare dallo stress della “civiltà”, di vivere in modo più pieno e libero la tua personalità, le tue inclinazioni, il tuo Io.

Conclusione

Il fenomeno Van Life, da espressione di nicchia di qualche nomade hippie di nuova generazione, si sta lentamente trasformando in uno stile di vita che riserva numerose sorprese. Conoscere quali sono le caratteristiche e gli oneri dovuti a questa scelta esistenziale è il primo passo da fare per potersi lanciare in un’avventura potenzialmente lunga tutta la vita.

Fonte www.vanlife.it

www.mangiaviviviaggia.it

Documentario Netflix: “Minimalism, a documentary about little things” di Joshua Fields Millburn e Ryan Nicodemus 

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