FALLIMENTI? A volte è il nostro Ritmo – Tempo

DA OGGI CAMBIO VITA!
ADESSO MI METTO SOTTO A STUDIARE E RIBALTO LA MIA SITUAZIONE SCOLASTICA!
DA DOMANI CAMBIO LAVORO!
INIZIO UN NUOVO PROGETTO E MI LICENZIO!

Teniamo duro 2/3 giorni, poi cominciamo a sentire la fatica di mantenere le nuove abitudini, e piano piano torniamo sulla solita strada. E mentre ci rendiamo conto di ciò ci sentiamo avviliti, quasi depressi.

Spesso ho assistito o vissuto a scene similari, ci si imbatte in un malessere, si decide di ribaltare la situazione “di forza” e ci si ritrova fiacchi dopo 3 giorni. E man mano che assistetti a questi episodi, non potei far altro che arrovellarmi sul motivo di fondo che innescava questo “degrado” così rapido della volontà umana. E dopo varie riflessioni e incontri con persone che anch’essi vissero queste situazioni, giungemmo tutti ad una conclusione simile, avvalorata poi da vari studi:

Stressed businesswoman working in a coffee shop

CIO’ CHE CI FREGA E’ LA FRETTA DI CAMBIARE

Questo è anche definito (in questo caso probabilmente usato in maniera grossolana) Ritmo-Tempo. Mi spiego meglio:

Nel momento in cui prendiamo atto di trovarci in uno stato non più sopportabile o non più perpetuabile, nasce in noi un malessere che, in genere, è proporzionalmente più grande quanto è imminente il bisogno di cambiare o di modificarsi.
Per fare un esempio, se mi dovessi trovare con un ritardo di 10 minuti ad un appuntamento con un amico, il mio stato di disagio o ansia sarebbe minimo o nulla, in quanto so che non sussiste un reale problema per un ritardo così blando, sotto la misura di un amico.
Ma diverso sarebbe il caso in cui mi trovassi ad avere un ritardo di 1 ora ad un importante colloquio di lavoro.
Li si che il mio stato d’ansia sarebbe stato evidente e palpabile, tempo fa.

Questa Impellenza, soprattutto se non viene controllata o ridimensionata, porta inevitabilmente ad una reazione molto più forte del primo caso. Questo, probabilmente, comporterebbe una scelta radicale di cambiamento delle mie abitudini, che prenderei di petto e magari d’improvvisata.
Ma questo cambiamento, come ogni cambiamento in sé, porta stress e fatica: usciamo dai nostri schemi e spesso per mantenere quelli nuovi impieghiamo davvero molta attenzione e molto impegno.

Quindi, tanto più il cambiamento è GROSSO e REPENTINO, tanto più è facile cadere nell’errore di dare una risposta al problema DI FORZA e IMMEDIATA, generando così un carico di fatica e di stress non sostenibile a lungo termine, spesso nemmeno a medio termine.

MA

Il cambiamento va affrontato con calma e STRATEGIA!
Nella mia esperienza i migliori risultati davanti a grossi cambiamenti di vita o lavorativi sono tutti passati per un periodo di pianificazione, un periodo di attuazione intervallati da periodi di recupero.
Ma soprattutto, il mantenimento di calma e sangue freddo sono fattori indispensabili!

A quel punto, dopo il giusto tempo in cui si lavora sodo, arriveranno i giusti risultati sperati.

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