Vi ricordate l’Expo 2015? Si tenne dal primo maggio al 31 ottobre 2015 su di un’area di 110 ettari alle porte di Milano (Rho, per la precisione). Molti si lamentarono preventivamente, così, tanto per, altri (soprattutto milanesi) rimasero delusi, perché si aspettavano una versione (ancora) più grande della tradizionale Fiera dell’Artigianato di inizio dicembre.

Ma cos’è esattamente un’esposizione universale? Per farla breve, è una sorta di fiera campionaria con espositori provenienti da tutto il mondo. La prima venne organizzata a Londra nel 1851 e la più celebre è quella del 1889 a Parigi, durante la quale venne inaugurata la Tour Eiffel.

La caratteristica principale dell’Expo sono i padiglioni, realizzati dalle nazioni e dalle aziende partecipanti. Alcuni padiglioni presentavano semplicemente le caratteristiche e le tradizioni principali del paese (Colombia, Thailandia), altri offrivano veri e propri spettacoli (Giappone, Emirati Arabi) altri erano sostanzialmente delle giostre (Brasile, Kazakistan).

Il tema di quell’anno fu: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Dei 141 partecipanti ufficiali (tra nazioni, organizzazioni e aziende) un padiglione in particolare si avvicinava più di tutti all’argomento scelto, tanto da essere premiato per la migliore interpretazione del tema: il padiglione svizzero.

Era formato da quattro torri di tre piani ciascuna, collegate tra di loro e dava la possibilità ai visitatori di poter prendere gratuitamente campioni dei quattro prodotti di cui la Svizzera è la maggiore esportatrice: sale, mele, acqua e caffè liofilizzato. Ad ogni prodotto, era dedicata una torre. La particolarità consisteva nel fatto che le risorse fossero limitate, calcolate in modo da bastare per tutta la durata dell’esposizione, a patto che i visitatori avessero avuto un atteggiamento responsabile nel consumo: un campione a testa (un bicchiere, nel caso dell’acqua). Sul padiglione campeggiava la scritta “Ce n’è per tutti?”

All’ingresso del padiglione, i visitatori venivano accompagnati al piano più alto ove ci fossero prodotti disponibili, e la guida spiegava lo scopo del padiglione: dimostrare che senza un consumo ragionato, le risorse mondiali non basteranno.

Purtroppo, dopo venti giorni dall’apertura, già le mele e i bicchieri d’acqua erano terminati, presi d’assalto dai visitatori.

In questo filmato (datato 23 ottobre 2015), realizzato dal sito Varese News, viene mostrato come si presentava il padiglione a pochi giorni alla chiusura e la spiegazione data dalle guide.

Purtroppo alla fine l’esperimento è quindi riuscito: dimostrare che con i ritmi e le abitudini attuali, le risorse si stanno impoverendo e non bastano per tutti. Un padiglione ben fatto e con un risultato che poteva renderci più felici, se non fosse per quel leggero egoismo che caratterizza tutti noi. Riflettiamo, gente. Riflettiamo.

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