Lunch atop a skyscraper. Undici operai che consumano il pranzo seduti su una trave sospesa a 250 metri d’altezza… Era il 2 ottobre 1932 quando questa foto (oggi un “cult”) fu stampata sulle pagine del supplemento domenicale del New York Herald Tribune, diventando immagine iconica di un’epoca (la Grande Depressione), della città di New York, ma anche della straordinaria capacità di quegli uomini, nessuno dei quali mostra il minimo segno di disagio.
 
Mahatma Gandhi nacque il 2 ottobre 1869. In questa foto di Margaret Bourke-White, sua fotografa ufficiale, sta tessendo del tessuto di lino con il suo arcolaio. Lo sapevate che come dono di nozze per la regina Elisabetta II ha inviato un merletto di pizzo intessuto di suo pugno?
È forse la più iconica immagine della fine della Guerra: un marinaio (George) che bacia un’infermiera (Greta), accompagnandola cedevolmente in un casqué, durante i festeggiamenti della Giornata della vittoria sul Giappone. Fu scattata alle 17 e 51 minuti del il 14 agosto 1945 dal fotografo Alfred Eisenstaedt con una Leica IIIa, durante le manifestazioni spontanee di gioia per la fine della guerra a New York. Fu pubblicata dalla rivista LIFE, diventando l’immagine simbolo del giubilo degli americani per la fine della Seconda Guerra Mondiale. 
Montgomery, Alabama, 1° dicembre 1955: terminata la giornata lavorativa, la quarantaduenne Rosa Parks, di pelle nera e di professione sarta, prende l’autobus 2857, diretta a casa. Si siede in una fila centrale, ma quando dopo poche fermate sale un passeggero bianco, il conducente le chiede di alzarsi per lasciargli il posto, come impongono le regole. Rosa le conosce bene: i neri siedono dietro, i bianchi davanti, mentre i posti centrali sono misti e si possono usare solo se tutti gli altri sono occupati, ma la precedenza spetta sempre ai bianchi. «Non stavolta», pensa Rosa, e senza rifletterci troppo risponde che «no», non intende alzarsi. Quel rifiuto la trasforma all’improvviso in un’eroina dei diritti dei neri, impegnati nella lotta contro la segregazione che opprimeva l’Alabama e altri Stati del Sud, divenendo il propellente di una storica protesta che fu tanto rabbiosa quanto non violenta.
Il suo nome è Sharbat Gula e il suo sguardo è probabilmente uno dei più famosi del mondo. La foto, intitolata semplicemente “ragazza afgana”, è stata pubblicata sulla copertina dell’edizione del giugno 1985 del National Geographic. Il successo riscontrato dall’immagine è stato immediato e, a distanza di diversi anni, la fama della foto non ha accennato a diminuire. Il ritratto frontale, denso di vita, è ormai un’icona universale. La fotografia è stata scattata in un campo profughi di Peshawar, in Pakistan, durante un viaggio del fotoreporter Steve McCurry. La ragazza appare diffidente verso l’obiettivo ma lo sguardo è travolgente, pieno di energia, resa ancora più intensa dalla brillantezza degli occhi verdi, spalancati che guardano dritto in camera.
La mensa degli impiegati di Disneyworld nel 1961. In divisa da lavoro! Disneyland venne inaugurata da Walt Disney il 17 luglio 1955. Alle ore 14:00 il parco venne aperto, e la cerimonia d’inaugurazione di 90 minuti fu trasmessa in diretta televisiva sulla ABC. Si stima che 70 milioni di persone – in un paese di 165 milioni – si fossero sintonizzate a guardare l’inaugurazione co-presentata dall’attore, e futuro presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan.
Il giorno dell’inaugurazione, conosciuto come “il giorno nero” di Disneyland, oltre ai circa 6.000 invitati regolarmente, se ne aggiunsero altri 22.000, che riuscirono a entrare con dei biglietti di invito falsi o scavalcando una recinzione, arrivando ad oltre 28.000 invitati, più di quanti gli addetti al parco fossero pronti a ricevere.
L’enorme affluenza di quel giorno creò ingorghi chilometrici su tutta l’autostrada, mentre nel parco, dove a stento si riusciva a camminare, finirono ben presto le scorte di cibo facendo infuriare gli ospiti. A questo si aggiunse uno sciopero degli idraulici che perdurava da qualche giorno che fece rimanere le fontane del parco a secco. Complice il caldo infernale di luglio e l’asfalto fresco posato sulla Main Street la mattina stessa, i tacchi delle scarpe delle signore finirono per incollarsi al manto stradale, rendendo ulteriormente complicato il passaggio sulla Main Street.
Molte delle pubblicizzate attrazioni erano in realtà ancora chiuse o in costruzione, in alcuni punti del parco, inoltre, la vernice era ancora fresca, tanto che alcuni operai ancora stavano terminando di ridipingere degli oggetti.
Foto scattata il 16 febbraio 1923 quando la Tomba di Tutankhamon venne aperta per la prima volta. Rinvenuto nella Valle dei Re vicino a Luxor, il sarcofago, rimasto inviolato per secoli, conteneva un’immensa Camera Sepolcrale interamente ricoperta d’oro, e nessun essere umano vi mise piede per quasi 3000 anni. E’ proprio per questo che si salvò dai saccheggiatori, restando praticamente intatta. Si tratta della più grande scoperta archeologica del XX secolo, la tomba di quello che è stato definito il “faraone bambino”, vissuto tra il 1341 a.C e il 1323 a.C, e che regnò per soli 9 anni, morendo poi a causa di un grave malattia a 18 anni, probabilmente un’infezione causatagli da una caduta. La mummia intatta del faraone era in un sarcofago d’oro massiccio del peso di circa 110 kg, con il volto coperto da una maschera d’oro massiccio che riproduceva le esatte sembianze del defunto. Furono oltre 2000 i reperti rinvenuti nella tomba e per catalogarli tutti ci vollero anni. La scoperta e i primissimi studi della tomba furono opera dell’archeologo inglese Howard Carter, che dedicò la propria vita alla scoperta della tomba di Tutankhamon, insieme a Lord Carnarvon, principale finanziatore dei suoi scavi.
E’ il 12 Aprile 1912 a Crosshaven, in Irlanda. Il giovane gesuita Francis Browne, irlandese, è appena sceso dall’RMS Titanic, con il quale ha compiuto il viaggio da Southampton, in Inghilterra, fino a Cobh, famoso porto in Irlanda adiacente a Cork (antica Queenstown). Il reverendo ha con sé la propria macchina fotografica, si sarebbe mai immaginato di scattare una fotografia così importante? Tre giorni dopo, il disastro.
La nave Terra Nova dell’esploratore Robert Falcon Scott al Polo Sud, vista attraverso una grotta di ghiaccio, (1911-12, Antartide) in una fotografia di Herbert G. Ponting. La spedizione Terra Nova (Terra Nova Expedition), conosciuta anche come spedizione antartica britannica 1910 è stata una missione esplorativa finanziata dal Regno Unito diretta verso le regioni antartiche. Svoltasi negli anni 1910-1913, la missione era comandata da Robert Falcon Scott a bordo della Terra Nova ed aveva come obiettivo principale «raggiungere il Polo Sud ed assicurare all’Impero britannico l’onore di tale impresa». La spedizione aveva anche ulteriori finalità di ricerca scientifica e di esplorazione geografica e, anche se si trattava formalmente di un’impresa privata, godeva della benedizione non ufficiale del governo britannico (che contribuì alla metà delle spese), dell’ammiragliato e della Royal Geographical Society.
La prima foto social è di una ragazza oggi ventiduenne, Sophie Kahn. Aveva solo pochi minuti di vita quando l’11 giugno del 1997 suo padre Philippe, informatico, inventore e imprenditore francese trapiantato nella Silicon Valley, spedì via cellulare dal reparto di maternità dell’ospedale di Santa Cruz la sua immagine a duemila persone: amici e parenti suoi e della moglie.
Nasceva così lo strumento (e un modo di condivisione) che ha cambiato per sempre il nostro rapporto con le fotografie: non solo grazie ai social network, uno per tutti Instagram, ma per i miliardi di immagini che ogni anno si scambiano nel mondo in tempo reale. Se ciascuno di noi può catturare e condividere tramite il telefono che ormai teniamo sempre in tasca ogni attimo della nostra vita è grazie all’immagine di quella bambina.

Fonti: Focus.it Vanillamagazine.it Wikipedia.it

Louis Daguerre, inventore del dagherrotipo, antenato della macchina fotografica.

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