È una delle frasi motivazionali più famose e diffuse: “Se Puoi Sognarlo, Puoi Farlo!” ma dobbiamo sfatare subito un mito: benché sia generalmente attribuita a Walt Disney, in realtà il papà di Topolino non l’ha mai pronunciata.


La frase risale agli anni ’80 (Walt Disney morì il 15 dicembre 1966) e fu coniata da Tom Fitzgerald, progettista Disney, per l’attrazione Horizons del parco Epcot (parco Disney dedicato alla celebrazione della realizzazione umana, della tecnologia, dell’innovazione e della cultura internazionale inaugurato nel 1982), ma dato che lo Zio Walt, oltre che il fondatore, era (ed è tuttora) il principale uomo-immagine dell’azienda, si pensò di attribuirgliela.

Epcot


Ma cosa vuol dire veramente questa frase? Molti sono convinti che il significato sia:


“Se Credi Veramente In Qualcosa, Allora Accadrà!”

Non è proprio così. Il vero significato della frase sarebbe:

“Se Puoi Sognarlo, Allora Esiste Un Modo Per Realizzarlo Ma Se Non Esiste, E Ci Credi Davvero, Rimboccati Le Maniche E Trovalo!”

(molto più lunga e soprattutto molto meno poetica) e la biografia dello stesso Walt Disney lo dimostra.
Abbiamo detto che la frase non è di Walt Disney, ma era molto vicina al suo modo di agire e di pensare. Gli americani credono molto nel mito del “American Dream”, il “Sogno Americano” dell’uomo che con le sue sole forze riesce ad uscire dall’anonimato ed ottenere successo e Walt Disney è la persona che più di tutti rappresenta questo concetto.
Walt Disney nacque il 5 dicembre 1901 a Chicago. All’età di 5 anni con la famiglia si trasferì nel Missouri, a Marceline, per poi spostarsi, nel 1910 a Kansas City dove per sei anni consegnerà giornali, mattina e sera, per conto di suo padre, sotto qualunque condizione atmosferica.
Nel 1918 si arruolò volontario nella Croce Rossa e partì per la Francia, dove guiderà ambulanze.
Tornò in patria l’anno successivo dove, dopo le prime esperienze come grafico fondò la Iwerks-Disney Commercial Artists, che però ha vita breve.

Walt Disney ritratto con il fratello Roy. Il suo contributo è stato fondamentale per la realizzazione del sogno visionario del fratello minore.


Nel 1922 fondò la Laugh-o-Gram Films che dichiarò bancarotta nel 1923, quindi Walt, insieme al fratello Roy fondò il Disney Brothers Studio, con il quale nel 1927 realizzò i cortometraggi della serie “Oswald The Lucky Rabbit” per conto della Universal che l’anno successivo non rinnovò il contratto.
Dopo questa serie di fallimenti chiunque si sarebbe arreso, ma Walt era convinto di quello che faceva, dimostrando di non tirarsi mai indietro e finalmente nel 1928 creò il personaggio di Mickey Mouse (Topolino) raggiungendo il successo a cui ambiva, piantando il seme per l’impero che tutti noi conosciamo (non senza problemi).

Nel 1955 apre il primo parco giochi a tema, a cui da il nome “Disneyland”, inizialmente un vero azzardo ma che oggi conta un totale di 6 parchi, migliaia di lavoranti e milioni di visitatori annui.
E come lui, molti altri self-made men (Steve Jobs, Bill Gates, Mark Zuckerberg) hanno dovuto impegnarsi per arrivare dove sono arrivati, perché malgrado quanto visto in “Pinocchio”, “Cenerentola” e “La Bella Addormentata Nel Bosco” non esiste una fata buona pronta ad esaudire i nostri desideri.
L’unica fata è dentro di noi e si chiama “determinazione”.


In conclusione: avete un sogno? E allora rimboccatevi le maniche ed impegnatevi a fondo; studiate, esercitatevi, siate voi stessi la vostra fata madrina e vedrete che i risultati arriveranno. E se non arriveranno, almeno ci avrete provato, che è molto meglio che non aver provato affatto!

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