Dopo aver elogiato il cibo e consigliato l’assaggio a volontà mi è parso doveroso affrontare l’argomento sport. Non voglio parlarne in relazione alle dieta, alla perdita di peso o all’ingrossamento muscolare, ma vorrei focalizzarmi sul lato divertente dello sport.
Questo è un mio modesto parere, ma credo che purtroppo, oggi, anche in ambito amatoriale, ci sia sempre tanta competizione a tal punto che non ci si diverte e non si gode più dei benefici che lo sport ci può dare. Non voglio consigliare metodi specifici ma solo raccontare cosa accade alla sottoscritta per fare in modo che quanto vi dico possa essere da spunto.
In primis voglio parlare della mia esperienza al corso Zumba: ho fatto varie prove e l’ho sempre snobbata finché ho trovato il giusto insegnante. Una persona ricca di carisma e capace di trasmettere la sua passione a noi allieve. Bene, nonostante tutte le mie perplessità iniziali e grazie alla mia amica che mi ha trascinata con sé, l’ora di Zumba è stata per me il momento in cui premevo il tasto off del cervello. Questo, ovviamente, aveva delle ripercussioni durante la lezione dato che tutto il gruppo si spostava in una direzione facendo determinati movimenti, mentre io ero ferma alla battuta precedente. Con convinzione e tanta voglia di fare andavo avanti per la mia strada e mi accorgevo solo a posteriori, sentendo le risate delle mie compagne, che stavo facendo dell’altro. Il tutto sotto gli occhi dell’insegnante che restava perplesso ma allo stesso tempo soddisfatto perché mi ero totalmente lasciata andare e fatta prendere dalla musica. Quando trovate il corso giusto, vi rilassate, non pensate a nulla e vi fate coinvolgere completamente, toccate il cielo con un dito! Sarebbe ancor meglio se trovaste qualcuno che vi trasmetta tutta la propria passione. Non è così semplice, anzi, ma se si può, approfittate adesso delle prove gratuite che organizzano nelle palestre. 
Un’altra cosa, nonostante portassi avanti una lezione, non dico da autodidatta ma quasi,  e nonostante facessi movimenti e passi spesso sbagliati, mi divertivo un sacco con le mie amiche, sudavo nei peggio modi e posso assicurare che non sono mai stata così in forma!
Se ne avete la possibilità, in montagna avete l’imbarazzo della scelta, una prima attività sportiva potrebbe essere lo slittino. Il mio compagno, poverino, ha subito la mia trasformazione in pura infante e il continuo andirivieni dall’alto della montagna. Non riuscivo a fermarmi, nonostante ci fosse poca neve e fosse pieno di buche, non la smettevo di ridere. La prima volta non ero nemmeno attrezzata a dovere, eravamo a marzo e non pensavamo di trovare così tanta neve. Beh le scarpe di tela e il jeans leggero non mi hanno scoraggiata dal salire e scendere sulla candida coltre bianca e questa volta ha fatto tutto il mio povero fondoschiena. 

Neve, neve, neve

Divertente e impegnativa è stata anche la mia prima esperienza con gli sci, durante la settimana bianca organizzata dalla scuola. Purtroppo, in quell’occasione la neve non era tanta, ma abbondava il ghiaccio. Bene, la principiante ha beccato una lastra abominevole e non è riuscita a fermarsi, arrivando a fondovalle. Incurante della presenza degli skilift, la mia risalita con gli sci, passetto per passetto e posizionata perpendicolare alla montagna, è stata interminabile con tanto di domanda del maestro, una volta raggiunto il mio gruppo: “dove sei finita? Sei sparita per mezz’ora!”… Chiudo il capitolo montagna con l’esperienza snowboard. Non ho ancora avuto occasione di ripeterla, spero possa succedere presto. Anche in questo caso, mi è bastato prendere confidenza e ho cominciato un sali e scendi continuo con tanto di saluti alla gente. L’unico intoppo era la discesa dalla seggiovia, il capitombolo era puntuale e il rischio di ricevere il seggiolino in testa è stato scampato più volte. In un’occasione mi sono anche beccata il rimprovero del signore che avrebbe rallentato la seggiovia per aiutarmi. Io però mi ero abituata ai colleghi che ridevano vedendomi puntualmente cadere…
Mi raccomando di non imbruttirvi di fronte alle disavventure ma fate una bella risata, anche se, se vi state divertendo come è successo a me, non passerà neanche per la testa l’idea di arrabbiarvi. Non disperate se non siete capaci, anzi, godetevela ancora di più!
Avete figli, nipoti o bambini a cui badare? Voglio consigliarvi questo attrezzo sportivo avveniristico: il bipattino. Una ruota davanti e due ruote basculanti dietro, l’apertura e la chiusura delle gambe genera la spinta. Oltre al divertimento, e qui mi rivolgo a chi volesse farsi soprannominare “chiappe d’acciaio”, il risultato sarà: rassodamento, tonificazione e potenziamento muscolare estremo. 
Quello che doveva essere il regalo per il mio nipotino è stato testato prima dalla zia che per un attimo ha pensato di tenerselo. Consiglio caldamente di organizzare un pomeriggio nel week end, si porta i piccoli all’aria aperta con il grande amico bipattino. Sarà indispensabile stabilire i turni di prova, se non volete far bisticciare i bambini e anche voi adulti, lo dico per esperienza… 

Test di prototipo per il movimento alternativo

Cari zii, ma ovviamente anche cari genitori, portate i bimbi all’aria aperta e divertitevi su qualsiasi mezzo o gioco con loro. Non farà male, anzi farà solamente bene, tornare bambini per un po’! E se la gente guarda con perplessità perché state facendo il vostro bel giretto sul mitico mezzo avveniristico e ve lo state godendo, sorridete e salutateli!
Passiamo ora dalle tre alle due ruote: grazie, cara la mia bicicletta, di farmi fare tanti bei giri, di farmi svagare e distrarre. Si monta in sella, si parte, si segue la pista ciclabile fino a che non si è stanchi, indispensabile, però, è considerare il ritorno, cosa che a me spesso sfugge. 
Il mio compagno organizza le gite e oltre a vedere posti nuovi, a costo zero e senza inquinare, ci rilassiamo completamente. Non manca, come è giusto che sia, il divertimento: se decidete come me di indossare il poncho, guardando la vostra ombra vi sentirete Batman sulla Bikemobile: sfreccerete col vostro mantello svolazzante, peccato che nel mio caso al posto della maschera con le orecchie a punta, ci sia una folta chioma che si muove libera nell’aere. La mia amica ha ben pensato di regalarmi un meraviglioso cestello in vimini per la mia cara bicicletta. Una mano dal cielo quando vado in giro a fare la spesa dato che viene riempito con la qualunque cosa. Oltre che a godermi campi, distese di fiori ma anche le piccole vie della città, posso fare acquisti e commissioni pedalando a costo zero, senza inquinare e senza stressarmi per dover cercare parcheggio. Poi non si scorda mai il simpatico campanello rispetto ai rumorosi e fastidiosi clacson dell’auto. Aspettate però che mi compri la trombetta che ovviamente starà zitta quando passerò nei boschi per poter ascoltare il piacevole cinguettio degli uccellini.

La mia cara bicicletta

Inutile dire che questo mezzo è l’emblema dell’utilità, del piacere, del divertimento e chi più ne ha più ne metta. Godetevelo.
Concludo, passando dalle ruote alle gambe. Anche in questo caso, zero costi, movimento e divertimento e a volte anche qualche interrogativo: mi sono sempre chiesta come sia possibile che la gente corra, sudi e lasci un profumo di fiori. Se doveste incontrarmi mentre corro mi spiace se non potrò profumare, ma regalerò sicuramente un saluto o un sorriso. Qualora doveste vedermi fare smorfie o strani movimenti sappiate che sono presa ad ascoltare e a riprodurre a mio modo la musica. Se invece dovessi essere in clima di camminata è possibile mi vediate parlare con scoiattoli, salutare lucertole o seguire con lo sguardo moscerini e volatili di ogni tipo. 

Dunque, come avrete capito, lo sport è relax e divertimento!

3 Commenti

    • Buongiorno Gk,
      grazie per la risposta al mio articolo.
      Concordo con quanto dici, spero sempre che i miei articoli possano essere da spunto per riflettere su tutte queste tematiche.

      Sofia

  1. L’autrice degli articoli, che conosco bene, è davvero una piacevole “riscoperta”.! Mi piace la scioltezza e limpidezza del linguaggio, l’eleganza dello stile, la semplicità dei racconti, la simpatia e l’ottimismo che sprigionano le parole e poi la gioia che emerge dalle espressioni. Che altro potrei aggiungere? Ad maiora semper!

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