Camminare racchiude in sé un grande potere trasformativo: per ritrovare la serenità e guadagnare in autostima si può meditare on the road.

Salute ed equilibrio interiore sono legate da un filo rosso che si chiama meditazione camminata. L’arte della mindfulness on the road. Di mindfulness si è scritto tanto, esiste una letteratura scientifica ormai quarantennale: per l’esattezza dal 1979, cioè da quando il biologo molecolare Jon Kabat Zinn ha fondato il programma per la riduzione dello stress che si chiama MBSR mindfulness based stress reduction. E dal 2014, anno in cui il settimanale Time gli ha dedicato la copertina, abbiamo assistito a una vera e propria esplosione di popolarità di questa disciplina: attualmente, la seguono più di 20 milioni di americani e anche in Europa il numero di praticanti è in continuo aumento.

Un passo alla volta.

Il Focus è sulla camminata, esaminata nelle diverse tradizioni meditative punto in primis quella Vipassana che ha origine dal buddhismo Theravada, prevalente nel sud-est asiatico. Ma si parla anche della camminata Zen (lo Kinhin) della tradizione giapponese, per poi passare a esercizi di Walking yoga, praticati nel continente indiano o, ancora, alla versione taoista che va per la maggiore in Cina.
Perché proprio la camminata?
È un tratto distintivo degli ominidi. Il nostro essere bipedi ci ha permesso di distinguerci dagli altri mammiferi superiori e di sviluppare il cervello e il linguaggio. Il Sapiens, prima ancora di costruire villaggi e darsi all’agricoltura, cammina e corre. E muovendosi, passo dopo passo, non solo esplora il mondo, ma prende coscienza di sé e capisce quanto questa attività sia benefica per il benessere di corpo e mente.

La meditazione dinamica.

Camminare è un’attività che impariamo a circa un anno di età e lo facciamo in modo completamente automatico. Preda dei nostri pensieri, in genere procediamo senza nemmeno renderci conto di cosa abbiamo intorno e spesso ci troviamo a destinazione senza sapere nemmeno come abbiamo fatto. Come si fa perciò a trasformare una sequenza di passi in una pratica meditativa? Il punto è proprio questo: questa tecnica è una camminata che non arriva da nessuna parte. Si tratta di portare l’attenzione sulle piante dei piedi e mettersi in ascolto delle sensazioni che arrivano senza badare al ritmo che può essere lento o veloce. Concentrarsi sui passi è un modo per spostare l’attenzione al momento che stiamo vivendo adesso, relegando sullo sfondo e pensieri a cui si attacca continuamente la nostra mente come rimuginii, progetti e preoccupazioni. In questo modo riusciamo ad eliminare i pensieri ricorrenti e ci calmiamo.

Passeggiare con le difficoltà.

La forza trasformativa di questa pratica è che, abituandoci a stare sulle sensazioni del corpo, impariamo anche a osservare le avversità che stiamo vivendo in modo diverso. Ovviamente, non esiste nessuna bacchetta magica: semplicemente si tratta di un addestramento emotivo che ci permette di cambiare prospettiva. È come dotarsi di un paio di occhiali nuovi. Inizialmente può succedere che ci si senta disorientati da una visione più nitida delle cose: in questo caso, si chiarisce che cosa succede nel nostro corpo quando siamo stressati e scopriamo quali sono le emozioni da cui veniamo sopraffatti. Ma a lungo andare, per continuare la metafora degli occhiali, questo training ci permette di vedere in modo più chiaro come funzioniamo proprio durante le difficoltà e a capire quali sono le reazioni che mettiamo in atto in modo automatico. Il risultato? Impariamo a scoprire le nostre risorse e a metterle in campo in modo creativo. Diventiamo, In poche parole, il miglior problem solver di noi stessi, e ne guadagniamo in autostima e sicurezza.

Come si inizia.

  1. In posizione eretta, a piedi nudi o indossando un paio di calze leggere, posizionate le gambe divaricate alla larghezza delle spalle. Le braccia sono rilassate lungo il corpo. Flettete leggermente le ginocchia. Lentamente, portate l’attenzione alle alla pressione delle piante dei piedi per terra, poi spostate tutto il peso sulla gamba sinistra e iniziate a sollevare il tallone destro, poi la pianta del piede fino alle dita, finché non sentite sollevarsi il tallone sinistro. Spostate il peso sulla gamba destra e ricominciate.
  2. Iniziate a camminare nella postura più comoda, facendo oscillare leggermente le braccia o raccogliendole dietro la schiena.
  3. Se siete in casa, scegliete un percorso rettilineo e, quando avete fatto una decina di passi, fermatevi, raccogliete l’attenzione, giratevi su voi stessi e ricominciate dall’altro lato.
  4. Se vi accorgete di esservi distratti, fermatevi nuovamente, andate a vedere con gentilezza dov’è finita la vostra attenzione e poi riportate l’attenzione sulla pianta dei piedi.
  5. Siete pronti per uscire a fare una camminata e meditare. Fatevi accompagnare da una bella musica rilassante o da un file audio. Per esempio: www.mindfulness-interpersonale.com

Fonte Starbene. Articolo di L. Guidotti. In marcia verso la felicità.

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