Da poco io e Sofia abbiamo terminato un ciclo di incontri di formazione per adulti e adolescenti legati all’uso consapevole della tecnologia. L’approccio a questo tipo di formazione è stato scrupoloso: da un lato anni di esperienza sul campo in ambedue le formazioni si sono congiunte con lunghe ore di studi e ricerche sul caso stesso.
Bene, non soffermandoci sui risultati stessi (che vi porteremo in futuro), due dei fattori predominanti all’interno del comparto tecnologico che affliggono sempre di più i tempi moderni si riferiscono a Social e Video Giochi.

Mentre nel secondo caso l’aspetto ludico e coinvolgente del gioco stesso può generare anche aspetti positivi (ma non solo), il lato oscuro di questa luna ricade inevitabilmente sui Social Network.
Secondo il mio modesto parere, la società odierna si grava del peso di questo potenziale strumento quasi sempre impiegato come un’arma di autolesionismo inconsapevole in quanto amplificatore dei più oscuri lati del carattere umano.

Si parla di Invidia, Confronti, Persecuzioni, Pettegolezzi, Perdita di Privacy, Litigi Virtuali, Deviazione della percezione delle cose, Falsità…

Tutti noi abbiamo sperimentato una o alcune di queste emozioni almeno una volta nell’utilizzo di un social. Una mia personale ed iniziale esperienza nell’approccio con un social network è stato un quasi immediato raffronto di vita con le mie conoscenza online. Guardavo gli stati e le fotografie delle esperienze più belle online raffrontandole con la mia vita reale del momento.
Il Risultato?
Una quantità esagerata di inadeguatezza. Inadeguatezza nata proprio dal giudicarmi inadeguato, con una vita MENO brillante, MENO felice, con MENO eventi di rilievo.
E più confrontavo e cercavo altri esempi e più questa sensazione disagevole cresceva.

Ma quanto era vero ciò che stavo vedendo?

o meglio,
quanto era vera quell’idea di vita perfetta che mi si era generata in mente?
Perché, in fondo, io stavo collezionando una serie di istantanee di momenti di vita positiva, anzi, collezionavo SOLO quei momenti di vita positiva, ignorando il resto. Così facendo, il confronto con l’interezza della mia vita risultava fortemente sbilanciato, e tutto questo per un errore di osservazione personale.

Partendo da questo tipo di esperienza possiamo facilmente ipotizzare una serie di circostanze affini, dove confronti, giudizi e invidia generano una catena di sensazioni ed eventi fortemente negative. Ma la cosa spaventosa è che oggi la situazione è incredibilmente peggiorata.

Chamath Palihapitiya parlò chiaro

Qualche anno fa il vicepresidente di Facebook presentò un interessante punto di vista, parallelamente con le sue intenzioni di abbandono del progetto stesso, parlò chiaramente dell’evoluzione scientifica legata all’implementazione dei social network stessi. Nell’implementazione di tali strumenti vengono ormai ingaggiati non solo grafici, programmatori e affini, ma ad oggi si pone un particolare focus su Psicologi, Neuro-Scienziati, Comunicatori. E l’impiego di queste figure nasce dalla necessità di passare da un coinvolgimento di tipo emotivo ad un coinvolgimenti di tipo Psico-Fisico, cercando di creare dei veri e propri meccanismi neuro chimici grazie ai quali si sviluppa una sorta di dipendenza di basso livello legata all’utilizzo degli strumenti stessi.
E’ ormai comprovato che la reiterazione continua e persistente di un’azione o di uno stimolo porti inevitabilmente ad una nuova ristrutturazione sinaptica legata a tale esperienza e, se a tale esperienza abbiniamo sensazioni di soddisfacimento o di auto compiacimento date da meccanismi insiti in tale tecnologia, vien da sé che il coinvolgimento diventerà sempre più vincolante. E nel contempo l’azione sporadica diventa prima un’abitudine, poi un vizio insistente, fino a diventare infine un riflesso incondizionato.

Quanti di noi annoiati nel traffico allungano la mano verso il cellulare?

Young girl uses a mobile phone in the car. Technology cell phone isolation. Internet and social media. Woman with smartphone in her car. Girl is using a smartphone

E’ proprio a questo punto che ormai siamo già caduti nella rete del social network. Ormai è paragonabile ad un piccolo campanello che suona e risuona in continuazione, in maniera silente ma udibile, percepibile. Cominciamo a rovistare in tasca in cerca dello smartphone ogni qual volta non siamo ingaggiati in qualche cosa di piacevole e coinvolgente. In metro, in coda alla cassa o in posta, In treno.
Ma non solo, in bagno, nella vasca, in auto e addirittura in bicicletta. Cerchiamo continuamente questo oggetto che ci permetta di estraniarci (inconsapevolmente) dalla realtà.
Addirittura lo utilizziamo alle terme.

E allora?

Allora sta a noi scegliere, anche se in queste cose ci vuole forza e coraggio!

Offended businesswoman screaming and throwing her mobile phone while standing in her office

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui