Oggi ricorre il 113° anniversario dell’ apertura della prima scuola montessoriana a Roma per merito di Maria Montessori, pedagogista e scienziata italiana, ricordata e ammirata per le sue incredibili qualità e le sue scoperte straordinarie. Maria nacque il 31 agosto del 1870 a Chiaravalle, un paese in provincia di Ancona. Si iscrisse alla facoltà di Medicina della Sapienza e divenne una delle prime donne a laurearsi in questo ambito in Italia, nel 1896. 

Durante il periodo universitario concentrò i propri studi e le ricerche in pediatria, psichiatria e igiene, argomenti di cui si sarebbe occupata a lungo anche dopo l’università. Inoltre portò avanti in parallelo il suo impegno per l‘emancipazione femminile. Durante i suoi tirocini, le capitò di osservare molti bambini normodotati e non, e da lì fece alcune geniali osservazioni che presentò a Torino, nel 1898 al congresso pedagogico, con i risultati delle sue prime ricerche e dopo breve tempo, diventò direttrice della scuola magistrale ortofrenica di Roma. 

Il 6 gennaio 1907, a San Lorenzo, quartiere di Roma, aprì la prima “Casa dei Bambini”, in cui applicò una nuova concezione di scuola d’infanzia. Furono numerose le occasioni in cui Maria Montessori ebbe modo di commentare il suo “metodo” prima tra tutte dicendo che nelle “case” non si vede il metodo all’opera ma solo e semplicemente il bambino come egli è realmente e non come la società lo costringe ad essere.

La scuola per Maria Montessori dovrebbe rispettare questi tre punti essenziali: ambiente adatto, maestro umile, materiale scientifico. Secondo questo metodo l’allievo deve essere libero di sperimentare per conto proprio in modo da favorire la creatività e altre doti presenti nella sua natura. Inoltre secondo la Montessori occorre dare agli allievi le risorse per imparare a regolarsi da soli e a seguire, quando necessario, le regole.

La scuola deve essere a misura di bambino, e non di adulto come accadeva nei primi del Novecento (un concetto rivoluzionario all’epoca in cui fu introdotto). E’ necessario che ci sia un ambiente più amichevole e meno ostile per mettere a proprio agio i bambini e consentire loro di interagire con più naturalità.

Il metodo Montessori è stato a lungo criticato per la scelta dei materiali didattici, per l’eccessiva separazione tra il mondo dei bambini e quello degli adulti, per la troppo autonomia che viene concessa all’allievo etc. Tuttavia ad oggi sono ancora molte le “case dei bambini” che stanno aprendo in Italia e molti sono i genitori che scelgono di mandare i propri figli ad una scuola montessoriana. Il metodo Montessori fa parte di quelle pedagogie che oggi alcuni studiosi definiscono brain based education poiché consiste essenzialmente in un approccio che non vuole adattare la mente del bambino all’ambiente ma vuole piuttosto adattare la scuola alla mente del bambino.
Il metodo e i risultati delle scuole Montessori ci invitano a tenere presente la valida alternativa che questo metodo rappresenta, per la crescita umana piena e integrale. Tutte le ricerche condotte dalle neuroscienze oggi confermano le scoperte della Montessori.

E’ interessante in tal senso leggere i risultati di un’ampia ricerca pubblicata sulla rivista “Science” che metteva in luce come gli studenti delle scuole Montessori mostrassero di avere competenze cognitive, relazionali ed emotive più elevate rispetto agli studenti delle scuole tradizionali. I nidi rappresentano, perciò, un ambiente globale di vita in cui ogni aspetto dell’organizzazione e ogni attività proposta dà un contributo all’apprendimento del bambino e sono nello stesso tempo strutture nelle quali viene favorito il coinvolgimento e partecipazione delle famiglie consapevoli che l’intervento educativo svolto insieme rappresenta il modo più adatto per arricchire la crescita dei piccoli e nel contempo fornire sostegno alla genitorialità.

Sai cos’è un barattolo della calma? Alla base della pedagogia montessoriana c’è infatti il principio che i bambini vanno aiutati a fare da soli. Per questo il barattolo è tanto importante: perché aiuta i piccoli a ritrovare autonomamente il proprio autocontrollo. Il funzionamento è semplice: basta scuoterlo e i brillantini dall’alto fluttuano lentamente verso il fondo, creando un effetto magico e tranquillizzante; un po’ come osservare i fiocchi di neve venir giù dal cielo.
E mentre il bambino osserva il barattolo, chiedetegli anche di fare dei respiri profondi o di contare. E l’effetto di rilassamento sarà immediato.

Fonte: pianetamamma.it e lastampa.it

1 commento

  1. La scuola montessori è un ottimo metodo pedagogico. Mia figlia è andata la, 8 anni. Ne è uscita calma e ponderata.
    Mio figlio piu grande è andato in una scuola pubblica oer mancanza di danaro, e la differenza è abisdale.

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