Concludiamo questo ciclo di festività natalizie parlando degli altri protagonisti della giornata di oggi: i Re Magi. Ecco per voi una serie di curiosità riguardanti questi tre personaggi minori della Bibbia.

  • Iniziamo dicendo che non è detto che fossero veramente tre. Nel Vangelo secondo Matteo (l’unica fonte canonica che riporta l’episodio) non viene citato il numero esatto dei Magi. Si è pensato fossero tre perché tre erano i doni da loro portati, i celebri oro, incenso e mirra.
  • Per chi ancora non lo sapesse, la mirra è un unguento o più precisamente una gommaresina aromatica che veniva utilizzata nel processo di imbalsamazione. Ma perché fare un dono del genere ad un bambino appena nato? Lo vediamo subito.
  • In realtà, i doni dei Magi hanno un significato: fanno riferimento alla duplice natura di Gesù, quella umana e quella divina. L’oro perché è il dono riservato ai Re e Gesù è il Re dei Re, l’incenso, come testimonianza di adorazione alla sua divinità, perché Gesù è Dio, la mirra, usata nel culto dei morti, perché Gesù è uomo e come uomo, mortale.
  • Tutti noi li conosciamo come Gaspare (o Gasparre), Melchiorre e Baldassarre. In altre culture i nomi sono ancora diversi, ad esempio la Chiesa cattolica etiope li chiama Hor, Basanater e Karsudan mentre in Siria la comunità cristiana chiama i Magi Larvandad, Hormisdas e Gushnasaph.
  • Una leggenda vuole che in origine fossero in quattro. Il quarto magio (che chiameremo alquanto banalmente Zuzzurro) partì insieme agli altri tre, intenzionato a regalare un sacchetto di perle a Gesù bambino, ma siccome durante il viaggio regalò una perla ad ogni bisognoso che incontrarono, quando rimase senza decise di non continuare il viaggio per non fare brutta figura presentandosi a mani vuote.
  • Un’altra diceria popolare vuole che originariamente fossero addirittura in cinque (Gaspare, Zuzzurro, Melchiorre, Baldassarre e Mimmo) ognuno proveniente da uno dei cinque continenti e che quello americano e quello australiano ebbero degli ovvi problemi logistici ad aggregarsi agli altri tre.
  • Il testo non specifica l’intervallo di tempo trascorso tra la nascita di Gesù e l’arrivo a Betlemme dei Magi. Dal vangelo secondo Luca sappiamo che Giuseppe, Maria e Gesù rimasero a Betlemme 40 giorni, cioè sino alla Presentazione al Tempio; non è chiaro se la visita dei Magi sia avvenuta prima o dopo quest’episodio. Secondo alcuni autori che hanno proposto l’armonizzazione degli eventi raccontati dai Vangeli, la visita dei Magi e l’immediata successiva fuga in Egitto dovrebbero aver avuto luogo dopo la presentazione al Tempio (al termine della quale la famiglia di Gesù sarebbe rientrata a Betlemme), in contrasto con la tradizione liturgica, che lascia solo dodici giorni fra Natale ed Epifania. D’altro canto, basandosi sul passo di Matteo che riguarda la Strage degli innocenti (2,16), una delle poche cose certe è che la visita sia avvenuta entro due anni dalla nascita di Gesù, poiché Erode, informato dai Magi, decise di uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù.
  • Ma cos’è esattamente un “magio”? I magi erano i sacerdoti dei Medi, avi degli attuali Curdi: un popolo montanaro che nel VI secolo a. C. fu sottomesso dai Persiani. Il greco Erodoto dice che interpretavano i sogni e studiavano gli astri. Che dio adorassero in origine, non è chiaro; ma in tempi storici praticavano il mazdeismo, religione che aveva il suo profeta in Zoroastro e il suo simbolo nel fuoco.
  • Ma i re magi erano esistiti davvero? Gli storici sono scettici. «Tutto lascia pensare» osserva Mauro Pesce, docente di Storia del cristianesimo a Bologna «che la vicenda dei Magi sia solo un artificio letterario-propagandistico. Matteo scrisse intorno all’anno 80, quando la nuova religione si stava diffondendo fuori dalla Palestina. Probabilmente il suo vangelo volle lanciare un messaggio ai non-Ebrei, dicendo che Gesù si era rivelato anche e soprattutto a loro: infatti per gli Ebrei i magi erano “gentili”, cioè pagani; eppure, secondo Matteo, seppero dell’arrivo del Messia prima del clero di Gerusalemme».
  • Chiudiamo in dolcezza. Ai Re Magi sono collegati ben due dolci. La Galette des Rois (che potete ammirare nella foto) tipica della tradizione francese è una torta di pasta sfoglia dal ripieno di crema frangipane alle mandorle. Secondo la tradizione contiene una sorpresa (fava) ovvero una mandorla o un confetto. Chiunque la trova nella propria fetta ha diritto ad essere il Re della giornata! La Roscon de Reyes, proveniente dalla Spagna, è invece una torta a forma di ciambella decorata con frutta secca e canditi. Anche lei, come la sua omologa transalpina, contiene una piccola sorpresa che porterà fortuna a chi la troverà nella sua fetta.

Fonti
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Magi_(Bibbia)
https://www.focus.it/cultura/storia/i-re-magi-sono-realmente-esistiti
https://m.famigliacristiana.it/articolo/ma-i-re-magi-erano-tre-o-quattro.htm
https://www.settemuse.it/costume/costume_re_magi.htm
https://www.misya.info/ricetta/torta-dei-re-magi.htm
https://www.tavolartegusto.it/ricetta/galette-des-rois-la-ricetta-originale/

https://www.settemuse.it/costume/costume_re_magi.htm

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