Quante volte, mentre camminiamo per strada rimaniamo inebriati dai profumi?…Abbiamo voglia di salato e proprio in quel momento, con la voragine nello stomaco, entriamo nell’ascensore oberato di pizza immaginaria perché le pareti si sono impregnate del suo meraviglioso odore; la cottura delle cipolle e il conseguente profumo provoca in me un visibilio tale da rischiare di prendere a morsi l’aere; ancora, le brioche mattutine o il mio caro amico pandoro che scaldo nel mio adorato forno, si diffondono nel mio monolocale creando un ambiente paradisiaco. 
Ebbene, tutto questo non è stato ben accetto a Vienna, infatti è di questi giorni la notizia riguardante la chiusura della pasticceria Sluka fondata nel 1891 nella Piazza Municipio, che nel suo lungo periodo di attività, ha fornito anche la corte imperiale austro-ungarica. Il motivo? L’alone di dolciumi che si diffondeva era troppo per i vicini di “pasticceria” che si sono imposti richiedendo lo stop della produzione. Di fronte a quest’imposizione, l’amministratore delegato è riuscito a fare in modo che il rifornimento di dolciumi possa avvenire grazie alla filiale della stessa. 
Già dalle immagini è possibile assaporare le tante prelibatezze, fatte a mano con ingredienti naturali e freschi, esposte nel bancone, roba da lanciarvisi dentro e nuotare tra creme, paste, cioccolate, torte e tante altre mirabolanti squisitezze.

I dolci che parlano da soli

Vista la quantità abominevole di dolci, immagino quanti odori possano esservi stati in quella via, ma, a quanto pare, erano troppo fastidiosi. È facile che il troppo dolce possa diventare stucchevole ma mi chiedo, chi vive in mezzo ai campi circondato dall’odore di letame come fa? Le mie sono riflessioni sulla base di avvenimenti che quotidianamente mi accadono quindi giro anche a voi lettori questa domanda: siamo arrivati al punto che non sopportiamo nemmeno l’odore dei dolci? Fatemi sapere…
Sicuramente la mia situazione è simile ma diversa poiché, e chi come me lo sa bene, vivo in un monolocale che in un attimo si impregna di odori. Come dicevo all’inizio il profumo del pandoro riscaldato nel fornetto, che la mia amica mi ha regalato e che non smetterò mai di ringraziare, crea il paradiso in un attimo. Diversamente accade quando il mio gatto “espelle” liquido e solido, nel primo caso sono riuscita a tamponare con una lettiera un po’ costosa ma che funziona, nel secondo, invece, mi fiondo a pulire nell’immediato. Purtroppo non sono una dal sonno pensante quindi a qualunque ora della notte mi alzo e non perché sento l’aroma del caffè che dolcemente mi sveglia.
È stato difficile anche quando il povero micio produceva il “solido” in modo liquido; finestre spalancate a qualsiasi ora del giorno e della notte ma, soprattutto, a qualsiasi temperatura. Tralascio poi la “zaffata” all’apertura della porta d’ingresso che mi faceva intuire molto.  
Non mi soffermo sulla cottura del cibo; io poi, come ho già detto in un precedente articolo (https://testata.decasite.com/2019/10/02/elogio-alla-forchetta-prima-assaggiare-e-poi-giudicare/) adoro mangiare tutto quindi, oltre alle mie amate cipolle, vi lascio immaginare l’odore quando mi preparo i cavoletti di Bruxelles o quando friggo.
Dall’ambiente casalingo passiamo all’esterno: dai tempi dell’università sino a quando ho lavorato in ufficio a Milano, ho usato tanto i mezzi pubblici e, sebbene adesso li utilizzi molto meno anche perché prediligo la camminata anche lunga, vorrei fare un appello: per favore, ci pensi due volte chi non voglia volutamente contenere la “propria aria”. In metro non è piacevole sentire le puzze altrui soprattutto se, come è successo a me, si assiste alle scene di posizionamento pre-espulsione e al successivo effetto sonoro. Perché bisogna sentire i tanfi altrui? Per favore, collaborate!

Pubblicità di un detersivo per la pulizia del wc

Apro una parentesi sull’estate: io in primis sono una che suda nei peggio modi, tanto che un anno, durante il centro estivo, una delle bimbe della mia classe mi ha guardata negli occhi dicendomi: “maestra, ma quanto sei pezzata!”. Sappiamo tutti che i bambini sono la voce della verità quindi non dico bugie quando dico che grondo di sudore; cerco però di non intaccare la sensibilità altrui con piccoli accorgimenti, fazzoletti bagnati, acqua rinfrescante, deodorante, ma soprattutto braccio rigorosamente abbassato e ascella non visibile affinché la possibile puzza non si sprigioni sul tram, in metro o sul bus. 
Dalle puzze ai profumi, va bene essere sempre profumati come fiorellini, ma anche in questo caso c’è un limite: il dizionario Treccani definisce il termine profumo come: “esalazione odorosa gradevole, da sostanze naturali o preparate artificialmente”. Si ricordi che la spruzzata di essenza di gelsomini del giardino della nonna è piacevole o, come dice il dizionario, gradevole se non si superano le dosi; non lanciatevi la boccetta addosso facendo la doccia ma limitatevi a qualche goccia, piuttosto se dovesse svanire l’effetto portate dietro il profumo.
Detto questo ricordiamoci comunque che l’ascella fetente e il profumo nauseabondo sono momentanei quindi possiamo semplicemente tapparci il naso di fronte a chi non riesce proprio a fare a meno di alzare il braccio o a chi si lava con l’eau de parfum finendo per ottenere tutto meno che l’effetto parfum. 
Concludendo e ripensando a Vienna che dire, si tratta di un odore dolce tutto il giorno, parliamo di una pasticceria e quindi mi sembra inevitabile. Cosa succede col fritto dei ristoranti? L’agriturismo in mezzo ai campi?…
Casa mia è piena di odori che cambiano sempre, stamane il pandoro e ora zuppa di cipolle, auguri al prossimo che verrà a trovarmi!

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