L’idea che bisogna rallentare, prendere la vita con più calma e godersi ogni minuto, si sta diffondendo anche tra i giramondo. Dopo aver conquistato la cucina (Slow Food) e il design (Slow Home), i simpatizzanti del vivere lento hanno trovato nuovi sostenitori anche tra i turisti. E da cui è nato lo Slow Travel, un nuovo modo di viaggiare (ovviamente senza fretta, adagio) per conoscere veramente un posto, la sua popolazione, la sua cultura e la sua storia. Un alternativa dunque al viaggio all inclusive, che spesso non si rivela il modo migliore per visitare appieno un paese.

L’idea è che il vero piacere del viaggio sia quello di scoprire la vita di un luogo, di assaporarne appieno cultura e costumi. Oggi si può andare ovunque in poco tempo, ma non sempre arrivati in un posto si entra davvero in contatto con la gente del luogo. Viaggiare con lentezza implica sicuramente l’avere a disposizione molto tempo. Anche se la cosa più importante è cambiare lo spirito con cui si affronta il viaggio stesso.

Approfitto di un viaggio in treno verso Torino per meditare e cercare informazioni sui viaggi slow fatti proprio con il treno. Ecco cosa ho trovato.

In treno tra i Fiordi norvegesi

Tra le tratte più gettonate d’Europa, c’è la Ferrovia di Bergen, un itinerario affascinante che attraversa la Norvegia e in sette ore di viaggio porta da Bergen a Oslo, passando per le cittadine di Voss, Myrdal e Finse: 480 chilometri, 200 gallerie e più di 300 ponti. E’ la ferrovia più alta del Nord Europa, con salite e discese tanto ripide da rendere necessari ben cinque sistemi di freno nelle locomotive. L’altezza maggiore si raggiunge a Finse, 1.222 metri sopra il livello del mare. E mentre il treno corre a tutta velocità, fuori dal finestrino scorre uno scenario incantevole: fiordi, ghiacciai e cime innevate cedono il passo a praterie, torrenti e foreste, animati solo dalla natura selvaggia. Vedrete fiumi che tagliano gole profonde, cascate, montagne e fattorie.

Il viaggio in treno per antonomasia: la Transiberiana

La Transiberiana è certamente la linea ferroviaria più leggendaria al mondo. Novemila chilometri di rotaie che attraversano tutta la Russia, da Mosca fino alle coste dell’oceano Pacifico.
Si può viaggiare in entrambi i sensi di marcia, da Mosca a Pechino o da Pechino a Mosca, da maggio a settembre. Ci sono diverse categorie di cabine, più o meno lussuose, con o senza il bagno privato al loro interno.
Questi viaggi sono molto ben organizzati, sicuri e confortevoli. Ogni vagone ha del personale dedicato, che assiste giorno e notte i clienti, per qualsiasi esigenza. Ci sono guide in tutte le lingue, anche in italiano su alcune partenze. E soprattutto, le visite a terra si fanno in gruppi piccoli, di al massimo una ventina di persone ciascuno, con guide culturalmente molto preparate. A bordo del treno si tengono lezioni di lingua russa e ci sono diverse attività di intrattenimento.

Le tappe sono organizzate comunque in modo da fare i trasferimenti più lunghi durante la notte, e dedicare invece le giornate alle visite culturali a terra.
Questa soluzione del treno privato è davvero la scelta migliore per poter attraversare tutta la Siberia e la Mongolia, lungo la Transiberiana. Si godono panorami splendidi e molto diversi fra loro da un capo all’altro del continente asiatico, dalla taiga siberiana, al lago Baikalil lago più grande e profondo del mondo, le cui acque costituiscono il 23% delle riserve d’acqua dolce del pianeta, al deserto del Gobi.
Si incontrano etnie molto diverse fra loro, sia nelle provincie russe di fede musulmana, sia in Mongolia. E si ha la possibilità di visitare le capitali Mosca, Pechino, Ulaanbaator e la Grande Muraglia cinese. Due settimane dedicate a un viaggio veramente straordinario.

L’esperienza che ho vissuto anch’io: il trenino rosso del Bernina.

È una tra le ferrovie più spettacolari al mondo. Riconosciuta nel 2008 Patrimonio Mondiale dell’Unesco, la linea del Bernina rappresenta ancora oggi uno di quei percorsi in grado di emozionare il turista di turno. Il paesaggio che si presenta ai passeggeri del Treno Rosso della Ferrovia Retica, che attraversa la Valposchiavo e il Passo del Bernina, collegando la Valtellina all’Engadina, per giungere sino alla rinomata St. Moritz, è infatti davvero “fuori dal mondo” e non ha perso nulla del suo fascino dall’entrata in funzione, avvenuta nel 1910.

Il viaggio a bordo delle più moderne e confortevoli carrozze panoramiche sia in inverno che in estate consente una vista a 360 gradi. Il Trenino Rosso viaggia su pendenze del 70 per mille, supera i 2253 m del Passo Bernina e discende poi verso St. Moritz.

E non potrebbe essere altrimenti visto che la tratta fino alla perla dell’Engadina non è solo un collegamento tra Italia e Svizzera, ma un’avventura magica tra montagne stupende con caratteristiche uniche: è la trasversale alpina più alta d’Europa che il trenino compie in circa 2 ore sopra una delle ferrovie ad aderenza naturale più ripide del Vecchio Continente.

Dopo pochi chilometri supera già una meraviglia: il viadotto elicoidale di Brusio. Oltrepassata Poschiavo, capoluogo dell’omonima valle con le sue belle dimore patrizie, raggiunge Alp Grüm, eccezionale punto panoramico e di sosta. Superato il valico, presso Montebello offre ai viaggiatori la vista sull’imponente ghiacciaio del Morteratsch e sul gruppo montuoso del Bernina, con i suoi “quattromila” scintillanti di nevi eterne. Pochi chilometri ancora e il Trenino Rosso raggiunge infine St. Moritz, dove d’inverno si può camminare sul lago ghiacciato.

Slow italiano: la Transiberiana d’Italia

È la linea ferroviaria panoramica che da Sulmona, in provincia dell’Aquila, passa per Roccaraso, una località della Comunità montana Alto Sangro, e che poi arriva a Campo di Giove, nel cuore del Parco Nazionale della Majella. Si tratta di una storica tratta ferroviaria, dismessa dalle corse ordinarie. Una ferrovia tortuosa e difficile che attraversa montagne e strette gole. Partendo da Sulmona a 328 metri di altitudine raggiunge la quota più alta dello stivale con i 1.268,82 metri.

Percorre il cosiddetto Cammino del perdono. Il viaggio attraveso l’Abruzzo da Sulmona a Palena (CH) è un percorso esperienziale inedito, che conduce alla scoperta degli itinerari del gusto, della cultura, dell’arte, della vacanza attiva e del divertimento. Un tracciato spettacolare che da solo vale un viaggio, attraverso centri abitati grandi e piccoli, dove la storia ha lasciato numerose e pregevoli tracce insieme a tradizioni artigianali ancora oggi praticate. È un po’ come vedere un documentario dal vivo, con le immagini che scorrono dai finestrini del treno.

Slow, ma di lusso! L’Orient-express

Un ritorno in formato extra lusso quello dell’Orient Express. Seppur come crociera su binari superlusso, lo storico treno è stato ripristinato dalla Venice Simplon Orient Express, compagnia che possiede anche una catena alberghiera.

Il treno dei desideri percorre la linea da Parigi a Istanbul soltanto una volta l’anno. Il viaggio sulle carrozze d’epoca del 1920, che sono state restaurate, dura sei giorni. Alla clientela dibordo, principalmente internazionale, è offerto un servizio a cinque stelle. Il trattamento comprende cibo italiano e nouvelle cuisine francese, vini pregiati e cuccette dotate di tutti i confort. Un viaggio sicuramente slow, ma per pochi, considerato che il costo di una suite per due persone è di 14.320 euro.

Dai viaggi lenti…al più veloce di tutti!

Costruito dalla Central Japan Railway Co., il nuovo treno ad alto velocità Shinkansen N700S meglio conosciuto come Shinkansen Supreme, sta mostrando i muscoli ai pendolari giapponesi che ogni giorno, aspettando il loro treno, si vedono sfrecciare davanti agli occhi un missile che va a 300 chilometri orari. Più tecnologico, più bello e anche più silenzioso di qualunque altro treno odierno, viaggerà sulla Tokaido Shinkansen Line, ma anche sulla tratta Tokyo – Shin-Osaka. Anche gli interni saranno leggerissimi, ma dotati di ogni comfort, a partire dalle prese elettriche per collegare qualunque device fino a un maggiore spazio per le gambe.

Contraddizioni giapponesi: la stazione fantasma.

Nel sud del Giappone, lungo il fiume Nishiki, è stata costruita una stazione ferroviaria che non ha entrata, uscita né biglietteriaI treni fermano al fianco della banchina, i passeggeri scendono ma non possono andare da nessuna parte e per uscire devono aspettare il convoglio successivo. Vicino non ci sono attrazioni turistiche, paesi o città, il luogo è quasi disabitato e la stazione potrebbe sembrare del tutto inutile. Il posto si chiama Seiryu Miharashi Eki ed è stato pensato con la sola funzione di ricordare l’importanza del fermarsi, sia dal punto di vista fisico che mentale. I viaggiatori vi sosteranno per ammirare il panorama e per fare una semplice pausa. Un’attività che spesso si dimentica di fare, soprattutto nelle società della fretta, della produttività.

Binari nell’acqua? Miyazaki può immaginarlo! Fonti siviaggia.it slowtravel.it

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