Fino ad ora ho parlato solo dei suoi disturbi intestinali che, come per noi tutti, non sono profumati (https://testata.decasite.com/2020/01/30/che-buona-puzza-a-vienna/) e quindi devo rendergli giustizia: Achille, ma anche Palluccia, Micio Micetto, Pallino, Stellina del Firmamento o anche il meno delicato Porco Peloso, datogli da mio padre, e potrei continuare ore con gli infiniti soprannomi, gatto rosso di razza europea decise, in quel lontano 2004, di scegliersi la padrona. Ma come, direte… ebbene sì, dopo averlo visto girovagare in più occasioni nel cortile della scuola, mia mamma, una mattina, aprendo semplicemente la portiera dell’auto, ha assistito al balzo della palla di pelo, che ha agito in totale autonomia, accomodandosi poi sul sedile posteriore. 
Così Micio è arrivato a casa, ai tempi ero al liceo e quando sono rientrata era li, che dormiva sul divano appallottolato su sé stesso, in tutta comodità…da allora Achille è cresciuto e ora è un gatto di una certa età, ne ha combinate tante e, per chi è gattara o gattaro come me, so che potrà capire e condividere quanto racconterò.
Iniziamo dal buongiorno, oltre a dover mantenere delle posizioni astruse durante la notte perché vi assicuro che nonostante i movimenti delle mie gambe, Micio quando si appisola NON INTENDE MINIMAMENTE SPOSTARSI, dalle sei e trenta in poi del mattino scatta la sveglia. Passeggiate sul corpo, in particolare sulla mia testa, delizioso antipasto pre-colazione dei miei capelli, morsi “dolci” sul naso e sulle guance e per concludere zampina con artigli leggermente in fuori da tenere sempre sotto controllo. Eh sì perché se poi Micetto si spazientisce, gli artigli da leggermente, escono fuori in toto e direi che la vignetta sottostante parla chiaro!

Passiamo poi al cibo, durante la preparazione, se Palluccia ha una voragine di fame, il rischio è sempre il volo della sottoscritta; lui si piazza li, ti guarda, si struscia e cammina impaziente perché si posi per terra la sua coppetta. Non gli interessa l’incespicare di chi con tanto amore gli sta preparando e di chi fa di tutto per non pestargli nemmeno un pelo, LUI DEVE MANGIARE. Se poi in casa non c’è nessuno e la fame di Micio è abominevole, lui prova anche a fare da sé: più volte al mio rientro, nell’andare in cucina, mi sono ritrovata con la scatola per terra e i croccantini sparsi ovunque. Mi fa sempre tanto sorridere lo sguardo del Gatto che arriva, ti osserva, incurante di quello che ha  fatto, e con il suo stile elegante procede verso la semina a mangiare. Nei sui occhi leggi chiaramente “ora pulisci tu, potevi pensarci prima di mettere sul mobile il mio cibo!”.
Attenzione poi ai dispetti, perché se pappa non arriva per niente, AIUTO! Qualche notte fa, infatti, il mio sonno è stato interrotto dal Gattino, ma di scendere dal letto proprio non c’era verso. Così, dopo aver cacciato la testa sotto il piumone a seguito delle continue richieste, ho scatenato l’ira di Achille: il rumore sottile e continuo di uno schizzo colpiva il mio piumone. Al momento ero mezza addormentata, ma poi mi sono resa conto che quello strano rumore che ben conoscevo, ma non capivo perché lo sentissi così vicino e in quel momento, non era altro che una bella e lunga pipì. Non ci potevo credere, avevo troppo sonno, ho acceso la luce e ho visto Achille allontanarsi verso il bagno non capendone il motivo visto che si era appena svuotato e, ancora, ho visto un’enorme chiazza bagnata sul piumone… ringrazio che non mi sia arrivata in faccia e ringrazio anche la lavanderia fai da te che non so come ha eliminato l’odore, perché chi come me ha un gatto, sa bene che l’odore dell’urina felina è micidiale e difficile da eliminare.
Lo stesso “servizio”, ma con dinamiche differenti è accaduto quando Achille, a suo modo, ha voluto dare il benvenuto a mia zia. Magari vale solo per il mio gatto, ma, consiglio, se dovete ospitare qualcuno per qualche giorno e questo qualcuno ha un altro micio in casa, fate sparire bagagli e indumenti, in stagione di amori, soprattutto. Ricordo la valigia rossa che puzzava nei peggio modi, ma soprattutto la giacca di pelle che non credo mia zia abbia più potuto indossare.
E la lettiera? È ovvio che appena decidete di fare pulizia della lettiera, magari anche il cambio della vaschetta, Micio si precipiti a fare pipì. Il peggio è quando, dopo il repulisti, Micino ti lascia un bel regalino “solido” fuori che, la scenetta sottostante rappresenta perfettamente.

Il mio Gatto è stato definito tanto bello quanto monello, ho tralasciato il francesismo preciso, dalla veterinaria. Ha un bel caratterino, è un gran giocherellone, ma finché vuole lui, dopo essersi annoiato non si fa problemi a tirare fuori gli artigli o a darti un bel morso. Adesso un po’ meno, ma prima molto frequenti erano gli agguati alle gambe; le mie erano devastate di graffi tanto che un giorno andai dall’estetista per fare la ceretta e lei rimase scioccata e mi chiese se facessi un particolare sport. Ovviamente la mia risposta fu negativa poiché era Achille che si divertiva a farmi gli scherzoni con le sue “unghiette”.
Come se non bastasse, poi, la mattina, prima di andare a scuola e prima che restasse solo, era puntuale la corsa in giro per casa e il conseguente agguato. Ebbene alle sette, dopo colazione e prima che mi preparassi, nella foga del gioco con Micio, il mignolo del mio piede destro sbatté contro lo spigolo della porta. Costellazioni e pianeti, li ho visti tutti, e durante la mattinata mio padre mi ha prelevata da scuola per portarmi in pronto soccorso. Risultato, frattura del mignolo del piede destro… tra l’altro in quella stessa occasione Achille stesso era infortunato per la rottura del perone, erano anche intervenuti inserendogli il chiodo per la ricostruzione dell’osso, però correva comunque come un matto.
Chiudo con ringraziamenti e con quest’ultima vignetta, l’apoteosi della verità: arriva il caldo, la notte c’è chi si copre col lenzuolo o chi, come me, fa prendere aria ai propri piedi. In entrambi i casi gli agguati notturni sono i peggiori, dal nulla, magari mentre si sogna, tanti dentini appuntiti mordicchiano talloni e caviglie oppure gli artigli si divertono con le dita dei piedi. Le coperte e i piumoni adesso non ci sono più a fare da scudo e Micetto può dilettarsi e giocherellare…

Ringrazio il mio compagno per la sua infinita pazienza perché micio non si tocca, ringrazio chi condivide e comprende e credetemi, capisco chi invece non capisce!

Fonti: http://www.catversushuman.com

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui