Stiamo sperimentando in questi giorni quanto siamo la causa diretta dell’inquinamento di questo nostro meraviglioso pianeta. Lo sperimentiamo vedendo acque cristalline, aria pulita e profumata, meno rumori di auto e aeroplani, mari azzurri… e tutto da quando ci siamo fermati, giustamente, per la Quarantena.
Ma oltre che stupirci di quanto tutto stia diventando stupendamente puro dovremmo anche scandalizzarci, concretizzando quanto siamo parte di un meccanismo avvelenatore.
Perchè allora stesso tempo, siamo scandalizzati e scandalosi, gettando ancora guanti e mascherine al vento.
E’ ora di cambiare direzione, totalmente. E’ ora di capire che in questa situazione di crisi abbiamo anche l’occasione di fare la differenza, rimediare agli errori del passato e ripartire con uno stile di vita nuovo.

Cosa serve?

Felice padre e figlia in bicicletta | Foto Gratis

CAMBIAMO IL MODO DI MUOVERCI

Nella vita frenetica che tutti abbiamo conosciuto il mezzo di trasporto N.1 è sempre stata l’auto (se poi era di grossa cilindrata, rumorosa e Diesel ci sentivamo tutti un pò più Lenoi). E nello spostarci in auto siamo diventati giorno dopo giorno sempre più irrequieti e frettolosi. Andavamo sempre più veloci, non potevamo rimanere fermi per più di 10 secondi ai semafori. Il clackson veniva premuto più dei tasti della radio e tutte le persone accanto a noi erano degne dei peggiori insulti che chissà chi ci ha mai insegnato.
Ma più che leoni dovremmo sentirci un po più coerenti. E’ ora di scegliere mezzi di locomozione alternativi all’auto, mezzi che ci permettano di ridare un senso ai tempi e agli spazi.
Ci avete mai fatto caso che non abbiamo più la misura degli spazi? Muoverci da una città all’altra diventa quasi un peso e un problema, nonostante possiamo percorrere 20 Km in 20 minuti!
Eppure ci sembra sempre poco, sempre troppo lento questo viaggio. Siamo sempre più arrabbiati per i ritardi della vita, nonostante non abbiamo nemmeno 1 secondo di tempo da poter dedicare a noi stessi.
Questo è dovuto principalmente all’abitudine ad ottenere tutto e subito, con uno sforzo minimo.
E noi, senza rendercene conto, giorno dopo giorno, diamo sempre più scontato il nostro modo di muoverci, annoiandoci, chiedendo sempre di più.
Torniamo a delle modalità di movimento più ecologiche e più lente. E la realtà è che abbiamo anche bisogno di fare più fatica, per poter tornare a comprendere cosa stiamo facendo quando ci muoviamo.

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Quei 20 km tra una città e l’altra non sono un oblio in cui ci perdiamo nella lista dei nostri impegni, nella noia e nel nervosismo. Non è uno spazio/tempo in cui ci sentiamo in diritto di annullare, di accorciare e restringere il più possibile.
E’ un luogo specifico, caratteristico, da osservare e da gustare. E’ un tempo in cui essere coscienti di quello che siamo e che stiamo facendo, e se proprio dobbiamo divagare, facciamolo con pensieri rilassanti e positivi. E allora già il nervosismo diminuirà, e la fretta con lei.
Cerchiamo mezzi non inquinanti: i tragitti che possiamo affrontare senza automobile, programmiamoli con dei tempi più lunghi e affrontiamoli in bicicletta o a piedi.
Ci stupiremo sicuramente di quanto è distante quella città, di quanti bei posti ci sono tra QUI e LI, e quant’è necessario in termini di energie e tempo per raggiungerla.
Allora, forse, diventeremo più coscienti e responsabili!

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CAMBIAMO IL MODO DI ALIMENTARCI

Ma quanto mangiamo? E cosa mangiamo? Come lo mangiamo? Ma soprattutto, da dove/come viene?
Chi ha di che affaccendarsi in casa saprà benissimo che quando si torna dal supermercato e si ripone tutto nei fari armadietti di casa inevitabilmente incominciamo a creare già dello scarto. Spacchettiamo le merci, le riponiamo correttamente, le sbustiamo. E inevitabilmente in un angolo della cucina già accatastiamo plastica e carta, sacchetti, scontrini ed etichette.
E quando cuciniamo? Di nuovo spacchettiamo le merci accuratamente suddivise in varie bustine e scatole, giustamente protettive per evitare contaminazioni nel viaggio dal Belgio all’ Italia.
Perchè ci siamo portati a casa tutta quella roba?
Che ce ne facciamo?
Perchè sapete che oltre che generare scarto l’avete anche pagata….
Cominciamo a tornare alle abitudini di una volta. Cerchiamo piccolo rivenditori a km0, che spesso sono super economici e pratici. Cerchiamo negozi in cui vendono il prodotto sfuso. All’inizio io stesso ne ero scettico, ma un sacco di attività vendono al dettaglio anche in maniera sfusa, evitando plastiche superflue.
Evitiamo di portarci a casa sacchetti in continuazione, usiamo sacchetti in bio cotone o comunque riutilizzabili a lungo, lavabili e quant’ altro. Anche le biorse hanno il suo perchè.
Diamo un occhiata ai gruppi GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) della nostra zona. Io nemmeno li conoscevo fino a qualche mese fa, fino a che una gentile signora me ne ha mostrati una lista davvero davvero davvero lunga.
Cerchiamo di non comprare prodotti già finiti, ma cerchiamo di prendere le materie prima, il più pure possibile e anche sfuse. Lavoriamo noi i nostri cibi, torniamo a cucinare. Così eviteremo un sacco di incartamente aggiuntivi e tranto inquinanti.

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LA MONNEZZA, TASTO DOLENTE, DOLENTISSIMO.

Riprendendo il fatto attuale della quantità di guanti e mascherine abbandonate per strada, su questo punto bisogna lavorare parecchio. Cominciamo a ragionare sulla raccolta differenziata: Carta, Plastica, Vetro e simili, umido e Indifferenziata.
Più quest’ultimo bidone sarà vuoto, e più saremo stati bravi. Ma non solo, applicando correttamente il paragrafo precedente, si scoprirà di non aver quasi più bisogno di smaltire tutta l’immondizia settimanalmente. Rimanendo più consapevoli di cosa compriamo, dovremo buttare anche molto meno. E così genereremo molto meno inquinamento e rifiuto.
Qui poi noi dobbiamo saperci educare, non buttiamo via quello che abbiamo in mano così, a caso. Per cortesia, ragioniamo.

Rinnovabili elettriche in corsa per la transizione energetica italiana

ENERGIE RINNOVABILI

Le energie rinnovabili fanno parte di un altro punto focale per poter vincere la battaglia contro l’inquinamento. Certo, le rinnovabili rendono meno delle energie fossili. Perchè?
Qui entriamo in ambiti tecnici, di una certa importanza. Ma senza entrare nel dettaglio, vorrei porre all’attenzione un fattore fondamentale del discorso. Ma di quanta energia abbiamo veramente bisogno?
E subito dopo, quanto sprechiamo?
Sembra che oggi, qualunque cosa noi facciamo, abbiamo sempre bisogno di apparecchiatura elettronica o meccanica che ci aiuti. Usciamo a fare una “Passeggiata” (e la maggior parte dei nostri spostamenti) … in auto, impiegando del combustibile convertito in energia. Luci, luci ovunque, sempre accese anche quando non c’è più nessuno.
Tv sempre più grossi, Console, lavatrici sovradimensionate, 2 telefoni a testa, pc sempre acceso….
Non voglio portare consigli particolari, se non porvi solo una domanda.
Cosa di tutto ciò è davvero indispensabile e cosa è solo un nostro capriccio?

Ragazza felice nel campo di girasole. | Foto Gratis

E quindi cosa vogliamo fare?

Siamo davanti ad una scelta, che avremmo potuto vagliare in qualunque momento della nostra vita, ma siamo arrivati ad un punto di forzatura (purtroppo). E ora il bivio è qui a pochi metri da noi.
Cosa vogliamo fare? Mantenere il nostro stile di vita abituale e camminare in una valle di immondizia oppure cambiare con fatica le nostre abitudini e ritrovare una natura sana, pulita e solida come stiamo sperimentando proprio in questi giorni?

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