Dopo il punto di vista di maestra Cristina (L’artigianato delle parole) sulla didattica online, passiamo il testimone a mamma, papà e figli. Come procede questo nuovo metodo d’insegnamento? Ai bambini e ai ragazzi manca la scuola? E i genitori? Com’è cambiato il modus vivendi? Ecco i racconti di alcune mamme e papà.

Cominciamo con Dorothy, mamma di tre bambini di età diverse, faccio parlare direttamente lei: ciao Dorothy, come stai vivendo la quarantena?
DOROTHY Ciao Sofia, sono a casa con i miei tre bimbi: Spinosauro che frequenta la scuola primaria, Principessa quella dell’infanzia e Piccola Angy che ha meno di due anni.
ST Date le età hai spiegato la situazione solo a Spinosauro? Cosa gli hai detto?
DOROTHY Gli ho detto la verità nel modo più semplice possibile e che per qualche tempo bisognerà restare a casa. Vorrei aggiungere che l’insegnante di Principessa ha raccontato, a tutta la classe tramite video, una favola con protagonista il Virus, quindi entrambi sanno cosa sta succedendo sebbene lo percepiscano in modo diverso. 
ST Immagino non sia semplice visto che i bambini sono tutti piccoli.
DOROTHY Spinosauro è il maggiore ed è più autonomo, ma va comunque aiutato per quanto riguarda la scuola. È principalmente in questi momenti che devo seguire tutti e tre in contemporanea, oltre al fatto che, mentre Spinosauro resta concentrato per i compiti, le sorelle lo cercano e vogliono stare con lui. Quindi provo a gestirmi in modo da dare attenzione a tutti e proponendo, a seconda delle situazioni, varie attività.
ST Qual’è la tua giornata tipo?
DOROTHY Al mattino facciamo colazione, poi Spinosauro fa qualche compito o segue la lezione se ne ha, mentre Principessa e Piccola Angy spesso giocano insieme; la mattina vola, così ci prepariamo per il pranzo e per il pomeriggio. Se Spinosauro deve concludere i compiti mattutini, li finisce, altrimenti propongo giochi, lavori con tempere, acquerelli e disegni. 
Se c’è da preparare la merenda ci divertiamo a impastare, Principessa adora questo genere di cose, Piccola Angy ne resta tanto affascinata e osserva, mentre Spinosauro si diverte a fare le forme dei biscotti, ad aggiungere e mischiare gli ingredienti ma, essendo più grande dopo un po’ si scoccia e si mette a giocare con le costruzioni.

Inoltre le maestre di entrambi non mancano dal mandare video e proposte di attività, dai piccoli lavoretti, alle ricette per creare pasta da modellare, a video per fare palestra tutti insieme o, ancora, racconti.
ST Quindi per entrambi ricorri all’online?
DOROTHY Più che altro per inviare i compiti di Spinosauro, e non è semplice perché la linea non sempre è ben funzionante. 
ST La quarantena ha stravolto i ritmi e le abitudini?
DOROTHY In realtà l’unica cosa che è cambiata è il dover stare in casa perché ogni giorno, nel pomeriggio dopo le scuole, bado a tutti e tre. Sono casalinga quindi sono abituata a portare i bimbi a scuola, uscire per le commissioni, fare la spesa e andare a riprendere i piccoli. Anzi adesso, andando al lavoro in macchina e rientrando prima a casa, mio marito riesce a trascorrere più tempo con i bambini; riusciamo ad alternarci, anche nel weekend, per esempio, lui gioca con loro e io posso sistemare casa a cui non sempre riesco a dedicarmici.
ST Spinosauro e Principessa cosa pensano di tutto questo? Vi manca la scuola?
SPINOSAURO Non mi manca lo studiare e lo stare seduto in banco perché io sono un bambino in movimento; mi mancano i miei amici e le maestre. Vorrei tornare a scuola al più presto.
PRINCIPESSA Sì, mi maccano!

Da mamma Dorothy a Tarzan, papà di Stegosauro. Ciao Tarzan, tu lavori in un’azienda alimentare e non hai mai smesso, come stai vivendo la pandemia?
TARZAN Ciao Sofia, io continuo col mio lavoro sebbene siano stati modificati gli orari; la pausa pranzo, infatti, è stata eliminata, faccio un continuato dalla mattina sino a metà pomeriggio circa, cosa che mi permette di tornare a casa prima e poter stare più tempo con Stegosauro e mia moglie Jane.
ST Com’era la tua giornata prima che accadesse tutto?
TARZAN Prima uscivo di casa al mattino presto e rientravo in serata verso le venti, di solito, ma capitava anche che arrivassi più tardi. Purtroppo lo stress era alle stelle, la stanchezza pure e quindi non riuscivo a godermi appieno il tempo da trascorrere con il mio bambino e mia moglie.
Adesso invece è tutta un’altra cosa e devo dire che mi mancherà! Rientro nel pomeriggio, più calmo e rilassato e mi alterno con Jane per stare col piccolo. Lei, quando arrivo, si dedica allo smart – working e io a Stegosauro.
Poi si cena, momento meraviglioso perché siamo tutti e tre; prima, e purtroppo riprenderò appena l’azienda comunicherà le nuove disposizioni, tornavo a casa e il bimbo aveva già mangiato. Per stare più tempo con lui, prima della nanna, evitavo la cena e, una volta a letto il bambino, mi sedevo a tavola. Rispetto ad ora non c’è che dire, è tutta un’altra cosa!
ST I ritmi, quindi, si sono completamente allentati…
TARZAN Certamente! Tutto avviene con più calma e con meno stress ed è aumentato il tempo a disposizione; infatti ho potuto riflettere tanto, ad esempio, su quanto peso diamo a cose inutili e superficiali, ulteriori fonti di ansie.
Come ho già detto, ho più tempo per mio figlio e anche per Jane, per poter parlare di più con lei; credo che questo momento possa rafforzare i legami famigliari, non solo tra genitori e figli, ma anche tra coniugi. Insomma in questo modo si dà il giusto peso alla famiglia e al lavoro, quest’ultimo, peraltro, con risultati anche più performanti.
ST Da quello che mi dici mi pare di capire che Jane resta a casa con Stegosauro.

TARZAN Sì, lei ha un’azienda famigliare e può gestire tutto in autonomia, da casa.
Trascorre la giornata con Stegosauro, proponendogli dai giochi a lavori con la pasta, disegni e pittura.
Devo dire che anche le maestre stanno facendo un grande lavoro, supportando le famiglie, inviando ulteriori proposte di attività, nonostante si tratti dei più piccolini.
ST Credi che a tuo figlio manchi il gruppo classe?
TARZAN Ovviamente sì, e lo noto tanto quando io ed Jane giochiamo con lui: i bimbi hanno un linguaggio loro, quando giocano non si limitano a questo, ma creano, scoprono e inventano.
Quando sono in gruppo, poi, tra loro si comprendono, hanno un proprio modo di comunicare che noi adulti non capiamo e non capiremo mai!

Ecco le prime testimonianze di una mamma e un papà, ma chi ancora racconterà la propria esperienza?
…Lo scopriremo alla prossima puntata!

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