Hanno parlato mamma e papà di piccoli principi e piccole principesse (Ti manca la scuola?), e ora?
Scopriamo i protagonisti di questa nuova intervista, passando dalla quarantena in paese al quella montana… Faccio spiegare tutto ad Anastasia e Genoveffa, ciao!  

ANASTASIA Ciao Sofia, il lockdown è scattato quando noi eravamo qui in montagna quindi, confrontandomi con mio marito, abbiamo deciso di trascorrere qui la quarantena. Siamo in Svizzera, in una casa immersa nei boschi e vicino a un meraviglioso laghetto. Io e Genoveffa abbiamo potuto ammirare il cambiamento della natura dall’inverno alla primavera; abbiamo visto lo sciogliersi della neve e il lago ghiacciato che pian piano hanno indietreggiato per dare spazio ai primi ciuffi verdi e alle prime gemme.
ST Quindi la decisione di restare in montagna è stata positiva.
ANASTASIA Assolutamente sì, anche perché Genoveffa, che frequenta la scuola media, è dinamica ed energica quindi, avendo una casa circondata di natura, può svagarsi molto di più che non in città. 
ST Com’è una giornata tipo?
ANASTASIA Dunque, al mattino ci sono circa due ore e mezzo di scuola online a partire dalle nove, con una piccola pausa tra una materia e l’altra; verso mezzogiorno si spegne il pc, che, a conclusione delle lezioni, resta acceso qualche minuto in più per dare modo a Genoveffa di fare quattro chiacchiere con i compagni.
Dopo il pranzo, puntuale è l’esercitazione di flauto traverso, che per fortuna abbiamo sempre dietro.
Alle 14 iniziano i compiti, ripassiamo le materie mattutine, recitiamo poesie, il tutto per circa un paio d’ore. Subito dopo momento merenda, gioco, a volte, con l’amica e passeggiata vicino casa. Non manca la palestra con esercizi che Genoveffa stessa è riuscita a trovare in internet. Concludiamo la giornata con la cena e con la camminata digestiva nei d’intorni.
ST Visto che siete in montagna come vi trovate con la didattica online? 
ANASTASIA Beh devo dire che riusciamo a seguire tranquillamente, è difficile che ci siano interruzioni durante le lezioni; anche per scaricare le app per fare esercizio fisico non abbiamo avuto problemi e le usiamo quotidianamente senza difficoltà. 
ST Rispetto a prima la vita è stata stravolta?
ANASTASIA Beh, il ritmo è stato completamente ribaltato, riusciamo a fare tutto con molta più calma. Ovviamente lo stress delle corse è sparito, il portare Genoveffa a scuola e il correre poi a scuola io, fare i compiti ed essere puntuali alla lezione di danza, in questo momento non esistono più. Tutto si fa con più tranquillità, cercando comunque nella nuova situazione di avere un ritmo giornaliero ben scandito, dalla didattica mattutina alle attività pomeridiane.
ST Genoveffa sta entrando in un fase delicata, l’adolescenza, da questo punto di vista stai riscontrando difficoltà?
ANASTASIA A parte la dolorosa notizia riguardante l’omosessualità di un personaggio dello spettacolo che lei adora, non sto riscontrando difficoltà, per adesso. Ovviamente mi accorgo della mancanza di socialità di cui lei sta risentendo, ad eccezione della vicina con cui gioca; provo a proporle attività come il canto che di solito fa con i suoi compagni, ma mi rendo conto che c’è una certa differenza nel farlo con me e mio marito.
ST Quindi, Genoveffa, ti manca la scuola?
GENOVEFFA Sì, mi manca tantissimo. Mi mancano i miei compagni e le maestre; vederle tramite schermo non è la stessa cosa che dal vivo. Mi mancano anche tutte le materie pratiche che facevo a scuola.

Dalla montagna al mare, ecco come va la quarantena a casa di Chiara…Ciao Chiara!

CHIARA Ciao Sofia, diciamo che sarei stata comunque costretta in casa perché mi sono infortunata alla caviglia. Alternavo laboratorio e smart – working, ma ora mi sono fermata del tutto, quindi ho un motivo in più per stare a casa.
ST Pensa a riprenderti completamente, anche perché sembra che non si potrà uscire ancora per un po’, se non per vedere i parenti o per motivi indispensabili. Piuttosto, tua figlia Elisabetta è, come tutti i suoi colleghi, a casa alle prese con la didattica online, come la sta vivendo nell’ambiente liceale?
CHIARA Devo dire che inizialmente Elisabetta ha abbastanza apprezzato la novità, la lezione tenuta via web era comunque una cosa del tutto nuova; mi accorgo, però, che ora inizia a diventare pesante la situazione, le mancano i compagni e per quanto i professori cerchino di essere il più presenti e coinvolgenti possibile, interpellando i ragazzi stessi durante la diretta online, non è la stessa cosa dello stare in classe.
Inoltre non sempre gli strumenti funzionano come dovrebbero, ci sono interruzioni che non favoriscono lo svolgimento continuo della diretta e questo genera frustrazione negli insegnanti e anche negli alunni; per svolgere e comprendere al meglio gli esercizi di matematica, ad esempio, la professoressa preferisce mandare video via whatsapp con le relative spiegazioni, cosicché i ragazzi li possano vedere più volte.
ST Quindi gli strumenti non sempre funzionano?
CHIARA Purtroppo no, anche perché non tutti a casa hanno il wifi o i giga sufficienti per poter seguire le lezioni; stessa cosa vale per i computer, tablet e telefoni, magari se ne ha uno per famiglia, ma lo si usa in più persone. Questa è una problematica importante a cui bisognerebbe far fronte, oltre al fatto che chi viveva la scuola come un momento di socialità, come una “boccata d’aria” lontano dai disagi di tipo famigliare o fisico, adesso non ha modo di allontanarsene anche se solo momentaneamente.
So di alcune iniziative di raccolta fondi, organizzate presso alcune scuole, per acquistare e donare materiale quali tablet, pacchetti di giga e cose simili a chi è meno fortunato; so anche di tante insegnanti di sostegno che stanno lavorando, per quanto possibile, per stare in contatto e per cercare di migliorare la situazione dei bambini che seguono durante l’anno.
ST Rispetto a prima come sono cambiati i ritmi, le abitudini, lo stress? Com’è oggi una giornata di Elisabetta?
CHIARA Dunque, quotidianamente ci sono le quattro ore mattutine di lezione; nel pomeriggio, principalmente, compiti, videochiamate con le amiche, un po’ di televisione.
E rispetto a prima è tutto cambiato, niente più attività sportive e di svago, ma anche, manca molto, la passeggiata mattutina di andata e di ritorno da scuola, ad esempio.
Pensando poi alla didattica, non c’è più lo stress per il voto o per la verifica, ma vedo in Elisabetta demotivazione perché, in questo momento, il virtuale non è reale; manca la presenza fisica degli insegnanti, mancano i compagni, insomma mancano i rapporti sociali!
ST Quindi, Elisabetta, ti manca la scuola?
ELISABETTA Sì, molto, mi mancano un sacco i miei compagni e appena sarà possibile vorrei riprendere con il pattinaggio e fare un giro in bicicletta sul lungomare!

Indovinate chi saranno i prossimi protagonisti dell’intervista che concluderanno la tranche relativa alla scuola?
Beh pensateci e, come la scorsa volta, lo scoprirete alla prossima puntata!

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