Abbiamo avuto un assaggio nel tempo della quarantena di un mondo senza Smog, senza inquinamento, con un aria più leggera e profumata, un silenzio che ci ha colpiti e un equilibrio molto particolare.
Ma fino a quando questa quarantena forzata non è entrata in atto, le voci rimanevano soltanto tali, impacchettate come teorie più o meno smentite.
Traendo i dati da Infodata (il sole 24 ore) , con dati raccolti da ARPA, oggi possiamo dire che non è più così. Oggi la situazione è stata verificata, testata, Praticizzata.

Smog? C’è ed è qui con noi.

Come possiamo rilevare tramite le centraline di ARPA posizionate in zona Milano Via Senato, i livelli di concentramento di Ossidi e Biossidi di Azoto è nettamente sceso, sia nella media che nei suoi picchi. Per specifica d’arte, le due molecole sono molecole gassose che possiamo correlare strettamente alla combustione fossile. Da tenere conto anche la variazione nell’utilizzo dei sistemi di riscaldamento tra Febbraio e Marzo. Inoltre l’emissione maggioritaria di questi gas si verifica nei veicoli Diesel, via via diminuendo nell’utilizzo dei vaRi combustibili meno inquinanti.

E se cambiassimo il modo di muoverci?

Tanto potrebbe cambiare. Ma non dobbiamo soltanto analizzare il peso di gas dannosi nell’aria, ma anche ripercussioni quali traffico congestionato, ore passate a ricercare parcheggio, e uno stress psicologico legato a tutti questi fattori via via crescente (proprio come abbiamo già vissuto negli anni passati nel breve termine).
Ma, come questa esperienza pandemica ci dovrebbe aver insegnato, qualche cosa deve cambiare, per evitare una vita sotto molti aspetti “autodistruttiva” come quella che abbiamo fatto fino al 2019.
E l’esempio arriva da città come Milano, Torino, Roma e tante altre. Citta in cui viene stravolta la viabilità automobilistica, penalizzandola, e incentivando la mobilità dolce, elettrica e non.
Si spinge molto di più su Biciclette, Monopattini, Passeggiate e infine ad auto e mezzi pubblici Elettrici.
Quanto tutto questo, se incentivato anche da noi stessi, da nuove abitudini, da nuove mentalità più aperte, può aiutare il pianeta intero?

Ma quali mezzi abbiamo a disposizione?

Monopattini elettrici

I classici monopattini a spinta vedono nascere la loro versione 2.0. All’interno della ruota anteriore è incorporato un motore con potenze variabili che permettono accelerazioni e frenate pilotate da 2 lege a manubrio. Il tubolare che sale a manubrio spesso ospita la batteria, che vede un autonomia media tra i 10 e i 20 km, ad una velocità tra i 15 e i 20 km/h a seconda del modello. Sempre a manubrio troviamo la centralina, con display su cui visionare i vari dati quali velocità e durata della batteria, e selezione della spinta elettrica.
Spaziamo poi su vari optional, quali mono o doppio ammortizzatore, gancio porta zaino posto sotto al manubrio e pedana rinforzata. Il tutto porta i mezzi ad un peso medio variabile tra i 10 e i 14 Kg.
Seguendo le norme della strada, il viaggio di pochi Km è facilmente percorribile senza grossi problemi.

Biciclette Elettriche

Mezzo più conosciuto da tutti noi, la classica bicicletta. Un mezzo che ha più di cento anni si ripropone anch’essa in una versione 2.0. Al contrario dei monopattini elettrici il motore viene posto nella ruota posteriore, o in concomitanza del perno dei pedali, a seconda del modello e del suo impiego. La batteria viene posizionata nel porta pacchi posteriore sui modelli da città più economici oppure nella struttura del telaio. La bicicletta offre prestazioni decisamente superiori, portando le percorrenze medie fino a 70 Km. I telai offrono tutte le peculiarità delle loro sorelle non elettriche, quali: ammortizzatori, illuminazione, telai in vari modelli e quant’altro.
Le velocità arrivano al limite consentito per legge: 25Km/h, assicurando una possibilità di movimento nettamente maggiore, sia in termini di tragitto, sia in termini di comodità. Su questo mezzo, però, il peso complessivo aumenta, sfiorando anche i 30 Kg nei modelli più economici.

Quadricicli e micro-auto elettriche

Dalla concezione dell’auto nasce tutta una linea di mobilità ridotta, sotto il nome di micro-Car, tricicli o quadricicli elettrici. Si tratta di Micro auto, generalmente a massimo 2 posti, molto più piccole e leggere della media. Qui le logiche di costruzione sono totalmente nuove rispetto ai nostri standard legati alle auto a combustione. I motori elettrici generalmente sono innestati direttamente sulle ruote, spesso più di uno. La meccanica viene così ridotta al minimo, facendo presso che sparire la necessità manutenzione, tagliandi e quant’altro. Gli spazi sono minori rispetto alle vetture classiche, ma l’assenza di un vano motore e di un enorme serbatoio (sostituito da batterie spesso poste al livello del pianale) permettono di sfruttare tutto lo spazio possibile all’interno della scocca.
A seconda della motorizzazione e la destinazione del loro utilizzo il veicolo passa da una velocità dai 45Km/h (per le city car) fino ai 90Km/h per le auto destinate ad una mobilità maggiore. I pesi generalmente non salgono oltre i 500Kg, e questa Combo di caratteristiche permettono dei consumi minimi e un agilità alla guida molto vantaggiosi.

Ma l’ostacolo sono i preconcetti

In realtà, tutti noi possiamo scegliere di affrontare un cambiamento. E’ sicuramente impegnativo, come ogni variazione d’abitudine: Economia, Impegno e fatica sono le pricipali componenti che si debbono affrontare un cambiamento .
Ma uno tra tanti, spesso il più pesante, sono i Preconcetti.
Tutte quelle convinzioni, che è giusto mantenere, ma vanno valutate, di volta in volta. Tutte quelle paure, del giudizio altrui, di ipotetici problemi che possono nascere. Tutte quelle proiezioni futuristiche che spesso non si basano su informazioni complete, su informazioni corrette.
Un consiglio che voglio portarvi, con rispetto, è:

Provate. Provate a mettervi in discussione, e ragionate. Ragionate sulla possibilità di un cambiamento. Un cambiamento che gioverà a tutti noi, a tanti livelli.

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