Oggi ho ripreso a camminare lungo il Naviglio, sulla tratta Castelletto di Cuggiono e Robecchetto. Guardandomi intorno e osservando gli alberi ho notato un albero particolare. L’anno scorso, camminando in questa tratta, avevo notato con dispiacere che questo enorme albero era mezzo morto, rinsecchito e invaso da ragnatele e processionarie; quest’anno invece, noto che l’albero è rinato, pieno di gemme e foglie verdi. Non lo credevo possibile e interpreto questa cosa come un simbolo di rinascita dopo questo lungo periodo di reclusione in casa, lontano dalla natura, che nel frattempo ha continuato il suo ciclo perenne di rinascita e crescita.

L’albero rinato.

Riflettendo sul concetto di resilienza della natura, ho deciso di fare un articolo su 7 alberi curiosi e portentosi in Italia e nelbmondo. Scopriamoli insieme.

L’albero più vecchio: un vichingo svedese

Potrà sembrare brutto, magari un pò spelacchiato, ma ha qualcosa che lo contraddistingue da tutti gli altri. Old Tjikko (così si chiama) è l’albero più vecchio del mondo. Questa “creatura” da Guinness dei Primati è un abete rosso e si trova su una montagna del parco nazionale Fulufjället, in Svezia. Non è famoso sicuramente per la sua altezza (solamente 5 metri), ma per la sua longevità. Ha infatti un’età stimata di circa 9 558 anni. Questo organismo vivente ha assistito da spettatore all’evoluzione umana, silenzioso e solitario nella sua inospitale tundra. Ha messo le sue radici, probabilmente, quando l’uomo stava imparando ad arare, ed ha resistito fino ai giorni nostri dove la tecnologia la fa da padrone. 

I giganti della natura: le sequoie

In quanti modi riuscireste a chiedervi “ma quanto è grande?”. Probabilmente non a sufficienza per esprimere adeguatamente la vostra reazione quando vi trovate di fronte a questo gigante tra i giganti, il più grande albero vivente del pianeta. Altri alberi possono essere più alti o più larghi, ma nessuno eguaglia la combinazione di peso e ampiezza di questo colosso. Il General Sherman Tree ha una circonferenza di 31 metri, svetta per 84 metri nel cielo blu dell’alta Sierra e continua a crescere. Ogni anno infatti aggiunge una quantità di legno che sarebbe sufficiente per un albero alto 18 metri. Non riuscite ancora a capirne le dimensioni? Un ramo del General Sherman ha circa 2 metri di diametro. Lo potete ammirare al Sequoia national Park in California, insieme a un altro gigante di 115 metri : Hyperion.

Un abbraccio infinito: i baobab del Madagascar

Baobab amanti

Vero emblema della flora malgascia, il baobab è l’albero maestoso e sacro che conta otto specie. Sei di queste, endemiche del Madagascar. La strada dei baobab conta le diverse specie del mondo e vi potrete ammirare alcuni tronchi in posizioni intrecciate e particolari come i baobab amanti. Il baobab é anche chiamato “reniala” (madre della foresta) in malgascio è un albero centenario. È anche chiamato albero-bottiglia e costituisce un’importante riserva d’acqua e tollera anche le condizioni climatiche estreme. Il posto ideale per ammirarli é Morondava: l’allée des baobabs. Molti di questi baobabs hanno più di 800 anni di vita e sono i resti di una molto più densa foresta che esisteva molto tempo fa.

Il viale dei baobab

Intarsi incredibili: l’albero del drago

Si chiama Dracena drago di Socotra (nome scientifico Dracaena cinnabari), è uno degli alberi dalla forma più curiosa che possa capitare di trovare sulla Terra e da queste parti è un simbolo nazionale, tant’è vero che la trovate raffigurata nelle monete da 20 rial dello Yemen.Ci troviamo in un piccolo arcipelago di quattro isole, una più grande dove vive gran parte della popolazione e si trova la Dracena e tre più piccole, a circa 350 chilometri a sud dello Yemen, dal 2008 inserito dall’UNESCO tra i patrimoni mondiali dell’umanità: Socotra. La Dracena – che in inglese viene chiamata anche dragon-blood tree, ossia albero del sangue di drago, dalla sua resina di colore rosso che viene usata da tempi antichissimi in medicina, ma anche come tintura o incenso – è una pianta succulenta dalla incondibile forma “a fungo” o “ad ombrello“. Una forma che permette alla Dracena drago di sopravvivere al clima infuocato che caratterizza Socotra buona parte dell’anno: infatti, le foglie di questa specie di ombrello che caratterizza la parte alta della pianta permettono alle radici di godere di un riparo e di ombra quando il sole è verticale, evitando che si possano seccare.

Campione di resilienza: The survivor Tree

Nell’ottobre del 2001, questo albero di pero è stato scoperto e liberato dai cumuli di macerie fumanti nella piazza del World Trade Center: era bruciato, carbonizzato, con un solo ramo vitale e con pochissime speranze di sopravvivere. L’albero era stato originariamente piantato nel 1970 in prossimità degli edifici di quattro e cinque nel complesso WTC, vicino a Church Street. Era estremamente danneggiato e misurava solo otto metri di altezza quando è arrivato, nel novembre 2001, a Van Cortland Park nel Bronx. E’ stato curato ed è guarito, crescendo fino a una altezza di circa 30 metri (sopravvivendo perfino all’uragano Irene che lo ha sradicato nel 2010!). Oggi è circondato da un recinto, con supporti che tengono il tronco e rami in posizione finché non avrà una propria stabilità e le radici non avranno attecchito a sufficienza: se guardate bene c’è proprio una linea distintiva fra la parte vecchia e la nuova crescita. Il Survivor Tree è l’albero più fotografato al Memorial Park e che anch’io ho avuto la fortuna di vedere durante il mio viaggio di nozze a New York.

Il nonno d’Italia: un ulivo sardo

L’ulivo di Luras è uno splendido olivastro di circa 4000 anni. Si tratta di un magnifico esemplare di ulivo selvatico che si trova in Sardegna. Chiamato S’Ozzastru, secondo le stime, la sua età potrebbe superare i 3000 anni e arriverebbe persino a 4000.Questo albero straordinario si trova in Gallura. Le sue dimensioni sono molto imponenti, con quasi 14 metri di altezza. Nel comune di Luras, in provincia di Olbia-Tempio, sulle colline situate presso il lago artificiale di Liscia, nella località di Santu Baltolu di Carana, si trovano degli ulivi selvatici molto antichi. L’olivastro più longevo è soprannominato “Il Patriarca della Natura”.

Un albero favoloso: la quercia di pinocchio

Albero monumentale riconosciuto dalla regione Toscana.

L’albero, della specie Quercus pubescens, ha dimensioni quasi irreali: è alta 24 metri, con una circonferenza di 4,5 metri, mentre la chioma ha un diametro di oltre 40 metri. Si stima avere più di 600 anni e si trova nel parco di Villa Carrara, è oggetto di ben due leggende. Si narra che questa pianta fosse il punto di ritrovo per le streghe che erano solite fare i loro riti e danzare sopra di essa. La sua forma schiacciata, con i rami sviluppati quasi orizzontalmente, caratteristica inusuale per gli alberi di questa famiglia, sarebbe dovuta alla ripetuta presenza delle streghe sulla chioma. La seconda leggenda collega la quercia al romanzo “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”. Questa sarebbe proprio la “Quercia grande” dove Pinocchio venne impiccato dagli assassini che volevano rubargli le quattro monete d’oro e vicino alla quale poi il burattino incontrò il Gatto e la Volpe, che lo convinsero a sotterrare i denari nel Campo dei Miracoli nella città di Acchiappacitrulli, dove sotterrando le monete, a loro dire, sarebbe cresciuto un albero carico di zecchini d’oro.

Occhio a dove parcheggiate la bici! Questa è stata appoggiata al tronco nel 1914 e il proprietario non è più tornato a riprendersela!

Fonti: greenme.it, comune di Capannori, Lucca; focus.it, visitcalifornia.it, Siviglia.com, blog ladradicaramelle.com. Foto di Pinterest, eccetto la prima che è mia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui