Bambini, adolescenti e adesso?…Mancano loro, i più grandi in balia degli esami, non solo liceali, ma anche universitari. Sentiamo come procedono le lezioni virtuali…

Achille, maturando, attende notizie sull’Esame di Stato. Ciao Achille, come ti senti? Come stai vivendo questo periodo?
ACHILLE Ciao Sofia, devo dire di essere tranquillo, mi tengo aggiornato sulle notizie relative allo svolgimento dell’esame, ma queste cambiano continuamente, dalle modalità delle prove, che sembra essere ufficiale sarà unica e orale, all’attribuzione del numero di crediti.
ST Ti spiace non vivere questa esperienza conclusiva? Ti mancano i tuoi compagni?
ACHILLE In realtà il mio percorso al liceo è stato piuttosto travagliato, quindi non ho grandi dispiaceri; mi manca il rapporto con alcuni dei miei compagni ed è strano e diverso allo stesso tempo, vivere la scuola a casa.
Mi rendo conto di stare affrontando una situazione anomala, però nel complesso, torno a ripetere, che non sento grande mancanza della scuola.
ST Mi racconti la tua giornata tipo?
ACHILLE Dunque, inizio le lezioni online alle nove circa, che proseguono per tutta la mattinata. I professori ci lasciano qualche minuto di pausa tra una lezione e l’altra, per non appesantirci e per farci riprendere dallo schermo.
Terminate le lezioni, pranzo e nel pomeriggio alterno ai compiti e alle mie attività di svago.
A seconda delle materie trascorro più o meno tempo sui libri: quelle umanistiche di solito mi impegnano di più che non quelle scientifiche. Nel primo caso, sono scritte, spesso devo fare tesine, e, quindi, necessitano di più ore; nel secondo invece, gli esercizi, che sono quelli che preferisco, mi portano via anche meno tempo.
ST Rispetto a prima i tuoi ritmi sono cambiati?
ACHILLE Certo, sono molto più lenti, come ti ho detto prima riesco ad avere più momenti di per dedicarmi alle mie passioni; la mattina, inoltre, mi sveglio con tutta calma e il pomeriggio non ho più quella fretta e quello stress di dover tornare a casa da scuola, mangiare e mettermi a fare i compiti.
ST Grazie Achille, ne approfitto per chiedere un parere anche a tua mamma Teti. Ciao Teti, allora? Da mamma come vedi la situazione?
TETI Ciao Sofia, devo dire che la scuola sta veramente lavorando tanto per cercare di affrontare, nel miglior modo possibile, questa situazione. La difficoltà di non esserci fisicamente è impegnativa, però grazie agli insegnanti e alla tecnologia, la scuola riesce, per quanto possibile, a sopperire a tale mancanza; la presenza fisica è indispensabile, però, credo che ora e più che mai, ci si debba adattare.
ST Quindi non la trovi una situazione del tutto negativa.
TETI Beh, ovviamente non è un bel periodo, però la tecnologia c’è, è il mezzo che, soprattutto in questo momento, ci permette di comunicare. Bisogna essere elastici, sfruttare al meglio questo tipo di comunicazione e imparare ad usarlo nel giusto modo; anzi, questo momento può essere uno spunto per capire come usare tablet, computer e telefoni in modo più consapevole.
Oggi si trascorre tanto tempo di fronte a questi strumenti, potrebbe essere l’occasione che si impari a dosarne l’utilizzo, a mettere dei paletti per evitare di esagerare.
ST La didattica online credi possa essere un aiuto quindi?
TETI Perché no, ribadisco, se usata con coscienza, può essere un valido supporto in un momento come questo: i più piccoli hanno necessità di avere avere la maestra di riferimento, di cui sentiranno la mancanza, per loro infatti l’uso della tecnologia deve essere ridotto per dare spazio ad attività manuali, artistiche e, per chi ha la possibilità, al gioco all’aperto. Per i più grandi come mio figlio, che hanno più dimestichezza con questi strumenti, è importante che venga dosato il tempo di utilizzo ed è sempre necessario alternare alle attività manuali.
Parlando di tempo inoltre, nel disegno quotidiano di tutti, oggi più che mai, è necessario avere ritmi ben scanditi così da aiutarci, poi, quando si riprenderà la vita normale, per evitare di non ricominciare stravolti e disabituati agli orari canonici.
ST Grazie Achille e Teti!

Dal liceo ci trasferiamo alle lezioni online e agli esami universitari: Calliope ed Euterpe, due sorelle che frequentano la facoltà di Lettere Moderne. Ciao Muse, siete in preda della didattica online anche voi? Com’è cambiata la vostra giornata rispetto a prima?
CALLIOPE Ciao Sofia, in realtà la mia quotidianità non si è molto modificata poiché frequento il biennio specialistico in Filologia Moderna e ho finito di seguire i corsi; studio giornalmente con la differenza che prima uscivo per staccare, facevo delle pause e ora non posso farlo.
EUTERPE Ciao Sofia, devo dire, invece, che la mia giornata è stata completamente stravolta visto che durante la settimana ero sempre in ateneo per i corsi e nel weekend mi occupavo di sistemare gli appunti. Inoltre, il mio è stato un cambiamento triplo, visto che sono al primo anno, ho fatto un cambio di facoltà da Architettura a Lettere e adesso mi sto abituando a muovermi nei meandri dell’online per lezioni, laboratori ed esami.
ST Quindi avete un modus vivendi opposto? Sei più tu Euterpe che utilizzi l’online?
EUTERPE Sì, prima ero sempre fuori, avevo un ritmo molto sostenuto per gli spostamenti, casa, treno e università, adesso si è fermato tutto.
Per quanto riguarda l’online, invece, gli orari dei corsi stabiliti a inizio anno vengono rispettati e portati avanti, la stessa cosa per i laboratori. E finalmente, qualche giorno fa, ha visto la luce il mio primo esame scritto telematico…
CALLIOPE La mia situazione invece è più monotona, io trascorro tanto tempo in casa sui libri, non è molto diverso da prima, l’unica differenza è l’uscita; qualche volta mi capitava di andare in università per parlare con i professori e comprare i libri; se già prima il mio ritmo era lento, adesso si è allentato ancora di più.
Per quanto riguarda le lezioni online a me non toccano, perché, come ho detto, ho concluso i corsi. Qualche giorno fa, invece, ho fatto il primo esame orale online…
ST Dunque, vi va di raccontare i vostri esami che, peraltro, sono di diversa tipologia? Immagino abbiate avuto due iter preparativi opposti. 
CALLIOPE Ne avevo sentite di ogni sugli esami, come riprese da casa per evitare di copiare durante i compiti scritti o, ancora, da parte degli studenti, richieste di 18 politico vista la situazione.
Viverla personalmente cambia tutto: in primis ho dovuto usare il cellulare perché i computer erano occupati, infatti mi sono presa gli insulti di mia sorella!
Non è stato semplice seguire le direttive d’ingresso nella conversazione perché era la prima volta che usavo la piattaforma e sono subentrata in ritardo di circa dieci minuti. I professori erano vestiti di tutto punto, anche se una dei due ha bevuto più volte il caffè dalla tazzina blu a pois bianchi mentre parlavo.
Io, invece, ho pensato di vestirmi bene nella parte superiore, quella visibile, mentre sotto avevo i pantaloni del pigiama. 
ST Nel complesso com’è andata? Eri agitata?
CALLIOPE La sensazione di questo tipo di interrogazione la trovo spiacevole. Oltre al dialogo indiretto, al vedersi via schermo, senza problemi di linea per fortuna, c’è tutto il contorno diverso: mentre aspetti il tuo turno, non puoi muoverti poiché i non interrogati devono disattivare i microfoni e aspettare la fine del colloquio; in una condizione normale puoi spostarti, andare in bagno o attendere nel corridoio.
Il voto non lo danno nell’immediato per questione di privacy, lo accetti o lo rifiuti in un secondo momento sul portale dell’università.
Il fatto che fossi a casa, in tranquillità, non ha cambiato lo stato d’animo che di solito ho prima di fare un esame, l’ansia c’era comunque.
ST Euterpe e tu? Com’è stato il tuo scritto?
EUTERPE Dunque il mio esame è cominciato con collegamento su piattaforma, appello e riconoscimento con carta d’identità. La professoressa ci ha mandato il link e relativi dati di inserimento che facevano accedere alla traccia del compito che è durato tre ore.
Devo dire che non è stato così impegnativo, avevamo fatto varie esercitazioni in precedenza e sapevo come si sarebbe svolto il tutto.
Ovviamente in università sarebbe stato diverso perché avremmo usato carta e penna, in questo caso, invece, abbiamo scritto al computer…
ST Tu come ti sei trovata? Eri agitata?
EUTERPE Non ero agitata perché l’esame scritto, per quanto mi riguarda, non mi spaventa più di tanto. Le componenti di ansia derivavano da fattori come la possibilità che potesse saltare la connessione.
Nel complesso mi è sembrato molto strano provare certe sensazioni conseguenti agli esami, in casa mia e con altri abiti perché, diversamente da mia sorella, io ero in pigiama.
Comunque so già che cambierò opinione quando farò gli orali perché per me è indispensabile stare faccia a faccia con la persona.

Abbiamo ascoltato grandi e piccini, ad alcuni la vita è stata completamente stravolta, mentre ad altri il modus vivendi si è modificato di poco; certo è che l’età non conta, manca la socialità, il guardarsi a quattr’occhi e la vicinanza. Il virtuale può essere un supporto momentaneo, ma mai sostituirà la presenza fisica. 

Abbiamo sentito tutti i pareri?… chi lo sa, magari qualcun’ altro vuole dire la sua…

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