E’ un vecchio detto: “hai trovato l’oro degli stolti!
Si parla di Pirite, un materiale comune che, nel passato, ha ingannato svariati cercatori d’oro in erba per la sua somiglianza all’oro. E’ un materiale che ha delle sue peculiarità, doti che possono anche tornare molto utili all’uomo qualora ne riconosca la natura.
Ma al di la di numerose proprietà chimiche, quello che colpisce della pirite è il suo forte collegamento con i cercatori d’oro del passato, che spesso ci si imbattevano scambiandola per un metallo ben più prezioso, guidati da un irrefrenabile “Cupidigia”.
Una cupidigia che negli scorsi anni molti di noi hanno di nuovo conosciuto, ma questa volta non come cercatori d’oro armati di setaccio e pala, ma come imprenditori, liberi professionisti e stacanovisti del lavoro.

Abbiamo confuso il Lavoro con il Guadagno sfrenato

Riprendiamo il discorso con un altro detto: “Il lavoro nobilita L’uomo“. Quanto mai vero, ma lo abbiamo capito fino ad un certo punto. Perché la “nobiltà” che si prospetta nel detto non fa riferimento alla ricchezza guadagnata, ne tanto meno ad un potere sociale che si acquisito scalando le vette del successo. Bensì lo si intende come una nobiltà d’animo, indotta dalla conoscenza della fatica data dal lavoro. Ma non solo, i nostri nonni ci insegnavano il valore delle cose tramite il l’impegno lavorativo: ogni oggetto non è correlato solo con il suo valore economico, ma cela dietro di se valori come quello etico, ecologico e tanto altro.

“Questa bicicletta me la sono guadagnata con il sudore della fronte!” , questo è un detto che sentivo spesso 15/20 anni fa, ed è un detto a mio avviso molto significativo. Ed è proprio il suo significato che via via si è perso nelle oscure pieghe di una società consumistica. Il suo risultato un crescente spreco delle risorse in nostro possesso, degli oggetti acquistati a volte per capriccio, a volte per noia. Pensiamo soltanto al fenomeno dello “Cheap Shopping”: negozi di cianfrusaglie spesso d’importazione provenienti da stati poveri in cui lo sfruttamento è alla base della loro economia. Un sistema corrotto, che ha instaurato nella nostra mentalità l’acquisto dell’oggetto “Contentino”, usa e getta, “Lo uso finché va, tanto per quel che costa”. E qui dovremmo tornare al punto precedente, quanto sacrificio e risorse sono nascoste dietro al suoi valore economico? Quanto?

La Schiavitù del Lavoro: Tutta questa gente abbrutita, che sgobba ...

Perchè rincorriamo il successo?

Tutto, oggi, sembra finalizzato a farci raggiungere qualcosa. E’ una corsa sfrenata. E’ una ricerca furiosa. Anzi, è una caccia all’oro! Perché?
Perché ai giorni d’oggi la corsa successo, al posizionamento sociale, al dimostrare a livello sociale il nostro potere?
La risposta è la Cupidigia.

Smodata e biasimevole avidità, bramosia sfrenata.

Per molti di noi (e siamo molto fortunati) il pane in tavola non manca. Non manca un tetto ne una casa accogliente. Abbiamo un auto, forse più di una. Biciclette, computer e quant’altro. Eppure non siamo mai soddisfatti. Per molti di noi L’auto dovrebbe essere ancora più grossa, più nuova, più veloce. Vogliamo ogni anno lo smartphone nuovo, con una fotocamera più definita, con una app rinnovata. Il tv sempre più grosso, e via proseguendo.
Ma non ci fermiamo li, la nostra posizione lavorativa non è mai abbastanza appagante. Abbiamo sempre un collega che ha di più, c’è sempre qualcuno che ottiene qualcosa che dovrebbe essere nostro.

Insomma, ci sentiamo sempre in diritto di trovare l’oro, subito e, logicamente, la pepita più grossa del nostro collega accanto, certo!

Non siamo mai felici, eppure potremmo esserlo!

Esattamente, non sappiamo mai accontentarci. Non abbiamo più l’abilità di gioire di ciò che abbiamo, semplice e pulito. Immediato e spesso gratuito. Non sappiamo abbandonare il vizio dell’oro.
Ma, come molte religioni e pratiche orientali ci ripetono in continuazione, la soluzione è facile, immediata e a portata di tutti.

Dovremo essere tutti un po’ più bambini: capaci di stupirci e godere per ogni minima cosa. Allora tutto cambierà.

Rifuggiamo, quindi, dalla bramosia sfrenata!

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