Grazie alla sensibilizzazione nata dall’emergenza COVID-19, l’idea di mobilità sostenibile è diventata ancora più concreta. Ma non solo per il distanziamento sociale, anche per una questione ambientale: come abbiamo visto in questo articolo: covid-19-la-natura-ci-ri-chiama, tutti noi abbiamo sperimentato un clima migliore, un aria più pulita, mari limpidi e laghi incontaminati in questi mesi di Lock-Down. Ma con la riapertura di un pò tutte le attività industriali, degli spostamenti massivi e delle attività umane di genere, l’ambiente sta tornando a soffrire come abbiamo sempre saputo.
Ci sono però città che hanno deciso di spingere con proposte di cambiamento, città provenienti da diverse nazioni Europee e non solo, e oggi l’esempio arriva dalla Francia, con una proposta degna di merito.

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Forfait mobilité durable

Diventa legge con un anticipo di qualche mese un indennità di mobilità sostenibile. In sostanza, sempre nell’ottica di incentivare un tipo di mobilità maggiormente sostenibile e per evitare il sovraffollamento di auto e mezzi pubblici, il provvedimento stanzia 400€ per ogni dipendente pubblico e privato che decida di recarsi al lavoro e, più generalmente, spostarsi tramite bicilette (elettriche e non), Pooling Mobility (car sharing e similari * ) oppure utilizzando veicoli elettrici, ibridi o a idrogeno puro.

Nobile intento, ma richiede costanza

Oltre che allo sforzo del governo, è necessario uno sforzo dell popolazione. Infatti l’iniziativa, facoltativa e volontaria, non avrà un impatto positivo se la popolazione non deciderà di rivoluzionare i propri ideali di mobilità. Questo significa non solo acquistare un mezzo e/o relativi accessori, ma entrare nell’ottica che la mobilità ciclistica o comunque ecologica, non è un utopia, ne tanto meno qualcosa di impossibile da introdurre nella propria vita, sostituendo la comodità dell’automobile e del mezzo pubblico, ma è più che altro la modifica di uno status mentale.
Certo, non tutti potranno permettersi questo tipo di mobilità e non sempre (vedasi intemperie e tragitti troppo lunghi o con orari non molto compatibili), ma per molte altre circostanze sarà solo questione di buona volontà e di un ottica allargata.

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