Nell’era del digitale e del consumismo i media e le grandi multinazionali ci hanno letteralmente educato ad avere tutto, e sempre di più. Facciamoci caso, appena finiamo su un sito di e-commerce super economico cominciamo a “ravanare” in cerca di qualcosa di curioso e interessante, da comprare con la formula “Massì, un euro”.
Ma non ci si limita a quello: armadi pieni di abiti mai usati, 10-100-1000 scarpe, la playstation, l’xbox, 2 telefoni, 4 pc e 10 tablet.

Il troppo ci complica la vita, eccome!

Ragioniamo un attimo con calma. Tutti noi abbiamo provato qualche volta a ritrovarci con uno zaino o una borsa piena di cianfrusaglie, pesante ed ingombrante. Ad un tratto decidiamo di estrarre un oggetto che in quel momento ci torna utile, ci serve. Cominciamo una forsennata ricerca estraendo ogni sorta di ninnolo in quel momento superfluo, perdendo tempo e pazienza.
Ecco, l’esempio è lampante, e ci fa capire bene che non sempre di più è meglio. E questo esempio lo si può riadattare a molti aspetti della nostra vita.
Se acquistiamo una casa enorme, con più stanze e spazi di quelli che necessitiamo davvero, magari da soli, ci ritroveremo velocemente ad affrontare molte difficoltà legate al mantenimento, sia in termini economici che di impegno personale. Sarà facile trovarsi a pagare bollette stratosferiche per riscaldarla, per effettuare riparazioni e anche solo per pulirla.
Al contrario, una casa modesta, con spazi maggiormente compressi nei giusti termini ci permetterà di contenere tutto il resto.

Casa Museo

Un altro fenomeno particolare che regna ai giorni d’oggi è l’acquisto compulsivo di oggetti ….. inutili. Tutto ciò che ci piace in un negozio lo acquistiamo, più per il gusto di farlo che per una reale utilità. E alla fine, quell’oggetto rimane li, appoggiato da qualche parte, o in qualche cassetto a riempirsi di polvere, ma soprattutto a contribuire all’effetto “Borsa ingolfata”.
Per questo ci vengono in aiuto tanti esperti di minimalismo che ci consigliano un attività ottima in questi momenti. Quando stai per acquistare un oggetto chiediti: “Davverò mi serve questo oggetto? Quanto lo userò? Dove lo conserverò?”
Se una o più di queste domande non hanno una risposta positiva, lascia stare.

Photo by Nathan Trampe on Unsplash

L’auto e la manutenzione

Una quantità di spot imbarazzanti tentano di convincerci che l’auto lussuosa, più grossa o all’avanguardia ci cambierà in positivo la vita. Anzi, ci ammaliano con prospettive esageratamente rosee.
Spot in cui i passeggeri si scambiano sguardi seducenti, in cui ci si prende la rivincita in un sacco di problemi grazie al rombo di un automobile nuova fiammante.
E inevitabilmente ci si ritrova a pensare a quanto quel SUV possa migliorare le nostre giornate.

Se non fosse che…

L’automobile è uno degli investimenti a perdere più costosi che facciamo senza nemmeno rendercene conto, e molto spesso non ci percorriamo nemmeno un granché di strada.
Pensiamo al costo del carburante che logicamente aumenta con l’aumentare del peso e dell’ingombro dell’auto. Senza contare che per sfrecciare incessantemente, come gli spot pubblicitari insegnano, si impiega una quantità di carburante esponenziale.
Ma non solo, assicurazione e bollo auto sono proporzionali al valore e alla potenza del mezzo, così altri soldi se ne vanno.
E ancora, cambio gomme, tagliandi, eventuali interventi di manutenzione straordinaria … tutti fattori che vanno valutati come spese forzate o meno, proporzionali con l’impegno del mezzo stesso.
Senza contare che, come dice la nostra collega Arianna B., non sempre giova alla nostra salute.

Photo by Daniel Romero on Unsplash

Dotazione tecnologica

Qui il senso di schiavitù, oggi, va elevato alla cubica.
Tanto quanto per l’automobile, il senso di appartenenza ad una razza superiore passa per lo smartphone, per l’assistente vocale e per un sacco di altri aggeggi che spesso servono soltanto a nutrire il nostro ego. Ma in primis, bisogna parlare proprio della vesione evoluta dei nostri telefoni cellulari. Le caratteristiche e potenzialità spaziano da dispositivi con 4 fotocamere a riconoscimenti dell’iride; da Flash bitonali a display dual retina; da Cpu Octacore a Npu(Neural Processor Unit). E tutte queste caratteristiche fanno oscillare il prezzo in maniera vertiginosa superando largamente anche i 1000 euro.
Ma ancora peggio che in molti altri campi, qui la svalutazione nel tempo è repentina e lampante: spesso nel giro di 6/10 mesi il prezzo arriva anche a dimezzarsi. Ed è anche molto interessante valutare il fatto che spesso le potenzialità dei telefono di fasce più alte non vengono nemmeno sfruttate appieno da noi utilizzatori distratti e attirati più da uno status simbol che da una reale necessità. E non dimentichiamo che, molto spesso, la vita media di uno di questi devices è davvero bassa.

Photo by Rhett Wesley on Unsplash

Quanto spendiamo realmente?

Davvero tanto, nella maggior parte dei casi. Ed è proprio il concetto di CONSUMISMO ad imporcelo, modello economico ormai tanto criticato, ma sempre tanto in voga. Non ce ne rendiamo conto fino a che non ci allontaniamo dalla nostra vita frenetica, altro fattore che non ci permette di renderci conto di questo meccanismo perverso.
Come diceva un grande saggio: quando tieni troppo ad un oggetto, ne diventi schiavo.

E se ci ragioniamo con calma, è proprio vero. Ma basta poco (a livello materiale) per cambiare mentre invece serve tanto (a livello mentale/spirituale) per abbandonare questa via fatta di fango appiccicoso. Una volta allontanati, però, impareremo a vedere tutto con maggior chiarezza, a fare economia nei giusti modi, al rispetto delle cose ma soprattutto a ridare il giusto valore a persone e esperienze.

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