Di tempo ne abbiamo, quindi perché non dedicarsi alla lettura di un bel mattone da 1039 pagine?…
…Via col vento non è un romanzo leggero, anzi, la vita di una donna durante la Guerra di Secessione americana, ma non voglio spoilerare. La mia intenzione, infatti, è quella di focalizzarmi sulla protagonista, Rossella o Scarlett O’Hara, nella versione originale che, secondo me, ne rende molto di più il carattere. Direi che già il nome racconta il personaggio: non un rosso qualunque, ma lo scarlatto, il sangue vitale che scorre e le fiamme che avvolgono e divampano allo stesso tempo.
Dalla prima pagina viene presentata la fisicità di Rossella che rispecchia il suo carattere: mascelle quadrate, mento aguzzo e gli occhi che tanto dicono di lei. Sono “ombreggiati” dalle folte sopracciglia nere, ma, soprattutto parlano di “una personalità che non riesce a celarsi”; sono “pieni di volontà”, “avidi di vita” e “indipendenti”.
Nell’immediato emerge un animo battagliero, tenace e forte. Scarlett non guarda in faccia a nessuno per raggiungere i suoi obiettivi: è stufa della guerra, non le interessa il suo stato di vedovanza e, di fronte agli sguardi di disappunto della gente, balla con Rhett Butler ad una festa di beneficenza.
Da capricciosa, viziata e abituata a essere sempre servita, Rossella si ritrova a lavorare, sudare e a “rovinarsi le mani” per la prima volta nella sua vita, per tornare alla ricchezza e per far rivivere Tara, la sua casa natale.
Senza farsi poi troppi scrupoli, la protagonista ruba il fidanzato alla sorella, lo sposa e da lui partorisce Ella, ma poi, nel giorno del funerale del marito, torna a pensare a suo futuro e, non interessandosi nuovamente al suo stato di vedovanza, accetta di sposare Rhett Butler, che bacia con indosso gli abiti del lutto.
Non voglio proseguire, ho riflettuto tanto sull’atteggiamento di questo personaggio, sul suo egoismo, prepotenza e viziosità che, però, si affiancano alla tenacia, testardaggine e caparbietà. La vita di Rossella si contraddistingue dalle numerose cadute da cui, però, la donna sempre si rialza con animo sempre più forte e battagliero. La sua frase per eccellenza, infatti, è “Domani è un altro giorno!”.

Dalla figura forte e autoritaria di Scarlett a quella di un uomo, protagonista di grandi avventure subacquee, alla scoperta di città scomparse e animali marini dalle smisurate dimensioni: il Capitano Nemo. Personaggio dal passato misterioso che rinuncia alla vita sulla terra per esplorare, a bordo del suo Nautilus, la distesa d’acqua che “copre i sette decimi del globo terrestre”.
Il mare è libertà ed è il luogo dove “la natura vi si manifesta coi suoi tre regni, minerale, vegetale, animale”.
Grande studioso della qualunque materia, infatti, la sua biblioteca raccoglie dodicimila volumi di ogni genere e lingua: da Omero a Rebelais, a libri di meccanica, balistica e idrografia.

Nel gran salone del Nautilus sono appesi quadri da Leonardo a Gericault, presenti spartiti da Wagner a Rossini e collezioni di preziose ricchezze marine, quali conchiglie e coralli o oggetti provenienti da luoghi sconosciuti. Ma ivi, del tutto inaspettatamente, si aprono delle imposte che coprono due lastre di cristallo con vista diretta sugli animali, sulla flora e sul fondo sabbioso dell’oceano, insomma due vetrine “d’un acquario immenso”.
Nemo recupera dallo stesso mare le fonti di sostentamento per il Nautilus e per il suo equipaggio: l’elettricità deriva dal sodio estratto dall’acqua e mescolato al mercurio, che insieme creano un’amalgama la cui energia è insuperabile ed è il motore di tutto il sottomarino. Ancora, la carne servita durante la prima colazione, non è di maiale, ma è di “tartaruga marina”; la crema è a base “di latte di mammella di cetaceo” e lo zucchero, prodotto “dai fuchi di mare”. Grazie alla ampissima conoscenza, il Capitano “si è creato un mondo a sé, stupendamente esclusivo”.
Due personaggi, uomo e donna, simili, ma diversi allo stesso tempo.
Nella casualità della scelta dei libri che sono tra i miei preferiti, risulta curiosa la diversità dei nomi: il Rosso Scarlatto emblema della vita, colore del sangue e Nemo, ossia Nessuno. Nome attribuitogli come simbolo dell’isolamento dalla società? Eppure il Capitano ha una vasta conoscenza o, addirittura, onniscienza mi viene da dire, e il termine “Nemo” risulta riduttivo per rappresentarlo, con tutto il rispetto per il grande Signor Verne. 
Entrambi personaggi molto autoritari e tenaci, lei combattiva di fronte alle avversità della vita reagisce e agisce senza scrupoli; lui grande studioso, Capitano, comanda il sottomarino da lui stesso progettato.
Rossella è un continuo tripudio di incontri, di unione, mentre Nemo fugge da qualcosa che non si sa, volutamente taglia i ponti con l’umanità per vivere libero nel mare.
Isolamento e socialità, due temi opposti che rappresentano appieno queste due figure e che allo stesso tempo sono argomenti fortemente sentiti in questo periodo.

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