Lo so, a primo avviso sembra un antitesi bella e buona, ma se seguirete il mio ragionamento, in fondo in fondo… una verità la troveremo davvero.
E così, dopo aver parlato a lungo degli effetti e dei possibili significati di questa inattesa e tanto particolare quarantena, ritorniamo a ragionare sui ritmi della nostra vita.
Ragionamento nato da un pomeriggio di stop, un pomeriggio libero passato in compagnia della persona amata, ad osservare una vera e propria tempesta abbattersi sul mondo circostante, con una grandinata che a primo acchito sembrava voler dirci di stare chiusi in casa, in un periodo così frenetico come questo post Lock-Down.

Il rapporto tra Ritmo e Tempo

Il risultato di questo particolare e spesso sottovalutato rapporto può facilmente determinare la qualità della nostra vita, sfociando in vari stati d’animo che spaziano spesso dall’ansia, alla quiete, dall’instabilità all’equilibrio e via dicendo.
Ma per capire meglio di cosa parliamo dobbiamo capire anche il concetto che sta dietro a questo rapporto, partendo dal tanto valorizzato concetto di equilibrio, concetto narrato più volte soprattutto da varie culture e religioni orientali. Ma le esperienze, gli insegnamenti, giungono dall’estremo Est: anche nella cultura sapienziale occidentale spesso troviamo questo concetto così importante per il nostro benessere interiore.
Saper mantenere una vita equilibrata significa prima di tutto dare i giusti tempi ad ogni cosa con l’obiettivo di bilanciare due forze opposte, spesso identificabili in concetti piu o meno moderni che spesso si radicano all’interno della nostra coscienza. Alcuni classici esempi sono: Dovere e piacere, Bene e Male, Lavoro e tempo Libero, il sonno e la veglia, il giorno e la notte, e così mille altri concetti.
Una volta che noi riconosciamo ed evidenziamo alcuni di questi concetti nella nostra vita, allora possiamo cominciare a ragionare su quanto sia importante saper bilanciare le due facce della stessa medaglia. Se carichiamo maggiormente uno dei due piatti della bilancia, il risultato sarà evidente sia dentro che fuori di noi, modificando il nostro benessere e il nostro stato d’animo.

Facciamo un esempio analizzando il rapporto tra Lavoro e Tempo Libero: qualora si esageri nella prima opzione dopo un tempo determinato si avvertiranno le prime fatiche, i primi disagi che man mano cresceranno fino a portare alla comparsa di Stress, Ansia e Depressione nei casi più estremi. Allo stesso tempo, praticare un eccessiva esperienza del Tempo Libero, non strutturato e senza un compito ben preciso, ben definito in termini di obiettivi lavorativi o meno, ciò che ne conseguirà sarà un attonimento generale, un senso di noia e un progressivo malessere paragonabile ad una mancanza profonda.
La soluzione si trova solamente in una bilanciatura delle due realtà, l’una compensatrice e ri-equilibratrice dell’altra. Ma non solo, il senso di equilibrio porterà con se anche un senso di soddisfazione, positività e appagamento.

Tempo Ritmo ed Equilibrio: qual’è il nesso?

Il ritmo tempo è collegato indirettamente al concetto di equilibrio. Siamo in un periodo storico in cui la società ci spinge, tramite dei processi psicologici e comunicativi, ad illuderci di dover avere uno stile di vita sempre più appagante e remunerativo, ci spinge a pensare di dover sempre dimostrare la nostra qualità, ci spinge a pensare che ognuno di noi possa non essere all’altezza delle aspettative del sistema stesso (concetto terribile).
Tutto questo ci spinge ad un impegno di riqualificazione sociale e lavorativa sempre più estremo, sempre più sfiancante e impegnativo.
Tutto questo si traduce in ritmi lavorativi sempre più serrati,, a caccia di uno stipendio sempre maggiore, di una qualità di vita sempre più fascinosa e quant’altro possa farci identificare (anche in maniera errata) in persone di successo rispetto alla massa.
E questo ritmo di lavoro e di vita sempre più serrato ci offusca la vista, la mente, e non ci permette di vedere chiaramente che questi nostri equilibri interni vengono fortemente sbilanciati, infranti e spesso lasciati in secondo piano (se non dimenticati).

E con il disequilibrio multiplo, forzato e protratto nel tempo, dentro di noi nascono vari tipi di disagi, impattando negativamente sul nostro stile di vita.
Ed ecco il nesso più diretto tra le due cose: aver un ritmo troppo elevato (di impegni, di lavoro o altro) in uno spazio di tempo sempre più piccolo (per via degli stessi impegni che generano un circolo vizioso e spesso fortemente deleterio) portano a distruggere una moltitudine di equilibri, forzati da un ritmo-tempo troppo alto.

Cosa possiamo fare quindi?

Come diciamo sempre, la persona dovrebbe venire prima, e in una situazione simile la cosa principale è ridimensionare i tempi, per avere un rapporto Ritmo-Tempo migliore, con tempi più larghi e ritmi meno serrati, complessi.
Già dal compiere questo fatto, la nostra vita avrà più spazio che noi potremmo dedicare a quelle attività atte a riequilibrarci in quei frangenti in cui ci siamo dimenticati di compensare, con attività piacevoli.

E tutto questo per protrarci ad una vita più piena, felice.

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