Di recente ho avuto modo di essere invitato ad una riunione in cui si parlava di “Politica Territoriale”. Sono sempre temi molto dibattuti e accesi, sono sempre temi di grande impatto sociale, all’interno dei quali si mischiano spesso buone e meno buone intenzioni. Ma, tralasciando l’ambito nel senso più stretto della cosa, è quanto mai lampante che, come nell’ambito politico, anche nell’ambito lavorativo più in generale sia importantissimo il modo in cui si comunica un concetto, un obiettivo o un’intenzione.

Qual’è l’obiettivo della comunicazione?

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Al contrario di ciò che spesso si sottintende, comunicare non significa convincere qualcuno delle proprie ipotesi. La comunicazione è un arte ben più nobile del semplice convincimento, si pone molto più a monte rispetto al nostro fine ultimo.
Per comunicazione si intende (per lo meno in origine) l’atto di mettere in comunione qualcosa, anch’esso un concetto o un sentimento. E capiamo bene che il porre in comune qualcosa che finora era nostro intimo è un atto molto importante e personale.
Tanto personale che è “Codificato” secondo un nostro metodo, secondo un nostro modello comunicativo, di codifica possiamo quindi dire.
Quando noi esprimiamo infatti un concetto, è solente dire “Lo dico a modo mio”: quando trasformiamo il pensiero in parole lo facciamo secondo i nostri modi, modelli e sentimenti.
L’obiettivo ultimo quindi è saper condividere un pensiero che fino ad allora era intimo nostro, dentro di noi, con qualcuno che ci sta accanto.

E il condividere non è che un atto prettamente positivo.

Ma la condivisione deve tenere conto di …

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Immaginiamo di voler fare un regalo a una persona a noi molto cara: un viaggio.
Se decidessimo noi la destinazione secondo il nostro personale gusto non sarebbe molto corretto, saremmo probabilmente felici noi, chissà il ricevente che in quel momento dovrebbe essere al centro delle nostre azioni.
Se invece ci concentriamo totalmente sui gusti del ricevente facciamo un opera buona e giusta, la persona sarà felice e ricca di attenzioni, fino a che il viaggio non coinvolga entrambi, rischiando quindi di rimanere in disagio visitando un posto a noi non congeniale.
Infine, in un ottica di Con-Divisione, si raggiunge un ottima ed efficace soluzione se si appaga il gusto del ricevente, appoggiando anche il gusto del donatore.
Bene, la comunicazione efficace è molto sulla linea del terzo esempio.
Bisogna saper donare correttamente un concetto, un pensiero a noi fortemente intimo, senza snaturarlo, ma riuscendo anche a farlo ricevere nel metodo corretto, nel metodo che confa di più al ricevente.

Ecco quindi la chiave di lettura … comunicazione

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Il fulcro di tutto, per lo meno di questo discorso, è proprio questo: La comunicazione NON PUO’ essere egoistico. Quando decidiamo di comunicare qualche cosa bisogna sempre tenere conto di ci riceve il messaggio, qualunque sia la sua forma. Saper essere altruisti quando si comunica, è la chiave di ogni comunicazione.

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