Ne abbiamo di tutti i gusti… Ebbene sì, pensateci: la indossiamo e ci fa rimbalzare nella zona nasale l’alitosi, che si concentra tutta lì; se a questo aggiungiamo l’odore del materiale di cui è fatta e un bel pranzo a base di aglio, cipolla o peperoni, verrà fuori un miscuglio di aromi, soprattutto se siamo in luoghi chiusi e non possiamo tirarla giù!
Mi pare scontato che si parli di lei, la tanto agognata mascherina che dovremo portare ancora per un bel po’. I miei infiniti complimenti ai medici, infermieri, tecnici di laboratorio e a tutti coloro che per lavoro la devono indossare, Coronavirus o non Coronavirus, continuerò a pensarvi e cercherò di limitare la petulanza e le lamentele, promesso!
Vorrei anche elogiare la grande creatività che in questo periodo è esplosa grazie alla “chirurgica, FP2, FP3”; vorrei condividere e, complimentarmi nuovamente, con chi, sprovvisto o non riuscendo a trovare la mascherina, ha messo in moto la fantasia.
Iniziamo con i lavori  più classici, la mia amica si è ingegnata col filo di ferro del suo cerchietto e ha creato una mascherina per lei e il fidanzato. Sono sicura che sarà stata perfetta!
Chi sa usare la macchina da cucire o si diletta con ago e filo, ne avrà prodotte a valangate, nel primo caso, se avete confidenza con la macchina, recuperate il tessuto, l’elastico e il gioco è fatto, parola di sottoscritta. Verrei sbeffeggiata dalle sarte se dicessi che io ho impiegato un’ora a fare tutto, però, se si prende dimestichezza, accorcerete pian piano i tempi. Lo stesso discorso vale per ago e filo, in questo caso ho impiegato quasi una giornata, buchi sulle dita, testa piegata e cervicale che mi ha insultata in malo modo.

Non sono da accantonare i tutorial che propongono mascherine di qualunque tipo e con qualsiasi materiale, tra YouTube e Pinterest, ad esempio, ne troverete a bizzeffe.
Adesso, invece, concentriamoci su chi ha avuto il coraggio di indossare la qualunque che più soffocamento non si può: c’è chi si è arrangiato nel modo più semplice possibile, raccattando buste della monnezza e avvolgendovisi dentro in toto. Mi sembra di intravedere anche la mascherina della signora, ma non ne sono sicura; devo però redarguirla perché la donna in questione ha scordato i guanti e la barra del carrello la toccano tutti!
Molto più accurato e attento il ragazzo, che è ricorso sempre alle buste del pattume, ma bloccandole con tanto di nastro isolante, persino sui capelli, che a vedersi dovrebbero essere rasta lunghi, e non scordando i guanti, complimenti!

Nelle buste della pattumiera non sono finite grosse bottiglie di acqua, che questo tizio ha ben pensato di tagliare, aprire per infilare la testa, e sfruttare il tappo come valvola per il cambio aere… Geniale!

É Carnevale o Halloween? Nessuno dei due, però visto che debbo proteggermi vado a recuperare in cantina le maschere, oggi decido di mettere quella del cavallo adornata di criniera… tanto, comunque sia, nessuno mi riconosce!
Sbaglio o nella bocca dell’animale c’è una bottiglia? Bene, oltre a fungere da mascherina, l’idea permette di mantenere oggetti e avere le mani libere. Chissà se al momento del pagamento il signor “Maschera equina” si sarà sporto in avanti porgendo la bottiglia alla cassiera col muso o usando le mani…
In clima di “non travestimenti”, c’è anche chi trova i classici cappelli a punta dei festeggiamenti; perché non usare anche quelli? Attenzione all’elastico che, in caso di faccia grande, è molto facile si stacchi! E attenzione anche a non cacciare la punta del cappello nell’occhio di qualcuno.

Pensandoci, è estate e mi è venuto in mente che sfrutterò la muta da sub all’ultima moda che ho utilizzato ieri per l’immersione; non devo lasciare a casa nemmeno la bombola d’ossigeno! Preferisco, però, indossare le scarpette e non le pinne che saranno un po’ scomode…

Concludiamo con loro, prima o poi qualcuno doveva farlo e devo dire che gli assorbenti ben si prestano a coprire naso e bocca. Non dimenticate di usare quelli con le ali perché la comodità sta proprio in queste, che evitano i fastidiosi elastici dietro le orecchie, si attaccano alla pelle e magari ci si mette sopra gli occhiali per fermarli meglio. La loro forma allungata permette, poi, la copertura totale della parte bassa del volto.

Che dire, tutte queste “modalità alternative” devono farci sorridere in momento ancora pesante e difficile. Come al solito soffermiamoci sul positivo, non facciamo della mascherina un qualcosa di cui lamentarsi, ma qualcosa che possa destare la curiosità, ad esempio: chissà com’è il volto del signore con sopracciglia folte, nere e occhi scuri, sotto la sua FP3?… Oppure, chissà quali insulti sono volati da sotto la mascherina della signora a cui ho rubato il parcheggio?…

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui