TUTTI ABBIAMO LA FORZA DELLO SPIRITO UMANO (ANCHE QUANDO PENSIAMO DI NON FARCELA)

Sei anni fa ho fondato la mia Associazione di volontariato Adolescenti e cancro ed è stato solo allora che ho capito, che ho visto con i miei occhi, il vero significato della parola “resilienza”. Per definizione, la resilienza è  la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà.

Questi ragazzi e i loro genitori mi hanno dimostrato ogni giorno la capacità di affrontare le situazioni, anche quelle più difficili, con un sorriso sulle labbra o di rimboccarsi le maniche e rimettersi in carreggiata. Tuttavia, è normale chiedersi se ognuno di noi ha questa forza nel proprio spirito. Nella vita, tutti affrontiamo difficoltà più o meno gravi: problemi in famiglia, con gli amici, con la scuola o il lavoro, sogni che vengono infranti, un divorzio o una separazione, la morte di una persona cara, una grave malattia propria o di un caro e via dicendo… spesso, quando ci ritroviamo davanti a un ostacolo, ci sentiamo sconfitti ancor prima di cominciare a combattere, specialmente se abbiamo la sensazione che la nostra vita non sia altro che una lotta contro varie avversità che sembrano susseguirsi.

Questi ragazzi mi hanno insegnato che è possibile non solo affrontare una, dieci o cento difficoltà a distanza ravvicinata, ma che farlo è una scelta. Non dobbiamo essere super-eroi; loro non lo sono. Sono ragazzi e genitori costretti dalla vita a combattere una dura battaglia, che avrebbero fatto a meno di provare sulla loro pelle. Ma in questo caso, così come in molti altri, non ci sono scelte. Non possiamo abbandonare il campo di battaglia. E allora è normale mettere in conto la rabbia, la frustrazione, la paura, le lacrime, la voglia di lasciar perdere tutto ma poi, se guardiamo per bene, vediamo una sorta di lumicino che dapprima brilla tenue dentro di noi e poi quella luce diventa sempre più forte, difficile da ignorare. Eccola, la resilienza. Eccola, la forza del nostro spirito, che magari fino a quel momento se n’è stata lì, a brillare piano piano, perché non ne avevamo bisogno, o perché eravamo convinti di non averla.

Conosco una ragazza cui hanno amputato la gamba per via di un tumore, che gioca a calcio in una squadra di calciatori disabili; durante una conferenza ho conosciuto una ragazza che è rimasta vittima di un grave incidente in autobus mentre rientrava dalla montagna con gli amici, ha sfiorato la morte, è stata completamente ustionata ed è rimasta sfigurata. Ha stretto i denti, rischiando di morire tante altre volte durante il percorso, ma adesso vive in maniera indipendente e gira il mondo a raccontare la sua storia.

Risollevarsi durante un periodo di difficoltà, affrontarlo dando il meglio di sé, con la convinzione di avere tutte le carte in tavola per riuscire, è fondamentale. E qui, secondo me, sta spesso il problema. La maggior parte della gente non ha un buon rapporto con sé stessa e neanche con le persone che le sono più vicine. Si dice che siamo il prodotto delle cinque persone con cui trascorriamo la maggior parte del tempo. Cominciamo a chiederci se queste cinque persone sono influenze positive o se, invece di supportarci e aiutarci davvero nel momento del bisogno, sembrano volerci svilire e buttar giù.

E poi scaviamo dentro di noi. Smettiamo di ascoltare non solo le critiche e i giudizi delle altre persone, che magari ci sono stati inculcati dalla prima infanzia e adesso pensiamo che corrispondano a verità, ma anche il nostro critico interiore. Smettiamo di pensare di non essere sufficientemente forti, bravi o intelligenti da superare un problema. Smettiamo di paragonarci agli altri; prendiamo ad esempio chi ce l’ha fatta, ma solo perché ci dia la spinta a provarci con tutte le nostre forze. Ognuno di noi è un individuo a sé stante, con  i propri tempi e le proprie caratteristiche.

Personalmente credo che tutti abbiamo la forza dello spirito umano, solo che spesso non l’ascoltiamo e non la cerchiamo, presi come siamo dal nostro tran-tran quotidiano. Ricordiamoci, allora, di nutrirla credendo in noi stessi, circondandoci di persone positive, facendo quello che davvero vogliamo della nostra vita, essendo pienamente noi stessi. Tutte queste cose richiedono coraggio, perché è più facile indossare quotidianamente una maschera, amalgamarsi fra la gente, fare la vittima, dare agli altri la responsabilità della nostra vita, del nostro futuro, della nostra felicità.

I ragazzi con il cancro m’insegnano ogni giorno che questa forza dentro di noi non solo esiste, ma può guidarci e aiutarci a superare le avversità e a vivere la nostra vita al meglio.

Foto: pixabay.com

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