Il teatro è una forma espressiva, che fonda le radici in una antica cultura, in risposta all’esigenza di divulgare pensieri ed emozioni.

La comunicazione teatrale si articola principalmente seguendo tre direzioni: la parola, il mimo (o linguaggio del corpo) e la scena (scenografia e costumi).

In passato il teatro è stato un mezzo di comunicazione atto ad educare gli spettatori; basti pensare alle tragedie e commedie del teatro greco. Ancora oggi riveste questa funzione adattata al pubblico e al target di spettatori.

Con l’avvento della televisione la buona abitudine ad andare a teatro ha subito un’inflessione, mentre attualmente assistiamo ad una riscoperta del teatro. Viene rivalutata l’esperienza di assistere ad uno spettacolo “dal vivo”, con attori che si fanno interpreti della narrazione, imperfetti perché umani, molto in antitesi alla sterilità televisiva dove tutto scorre ma lascia poche emozioni.

Avvicinare i bambini fin da piccolissimi al teatro è un’esperienza che li arricchisce, andando a stimolare le doti innate dei bambini della fantasia e dell’immaginazione.

1. Si sta tutti insieme!

Un laboratorio di recitazione, specie per i piccoli più insicuri, è uno stimolo a socializzare. Recitare su un palco significa condividere quello spazio con altri compagni durante la rappresentazione. Condividere le proprie emozioni e impressioni con gli altri bambini è un ottimo modo per insegnare ai bambini ad essere più aperti nei confronti di chi gli sta intorno. Imparerà il senso di responsabilità nei confronti di sé stesso e dei compagni e ad impegnarsi nello studio della parte e concentrarsi durante le prove e lo spettacolo.

2. Colazione a pane e copione!

Recitare significa dover leggere un copione, imparare a memoria la propria parte e affrontare i dialoghi con i compagni sul palco. Recitare stimola i bambini a leggere, contribuendo così all’arricchimento del vocabolario.

3. Non solo recitazione: la messinscena

Nei laboratori teatrali ai piccoli viene chiesto di occuparsi anche del lato artistico dello spettacolo. Viene chiesto di proporre idee e di contribuire a realizzare la scenografia, il trucco e costumi di scena del proprio personaggio. Occuparsi di questa parte della messinscena, aumenta il coinvolgimento e sviluppa il senso creativo presente in ogni bambino.

4. Bando alla timidezza!

L’aspetto emozionale del teatro è importantissimo e da non sottovalutare. L’agitazione, la paura e l’impazienza che un bambino prova subito prima e durante le rappresentazioni possono essere una piccola anticipazione del tipo di emozioni che dovrà affrontare da adulto. Imparare da subito a gestire l’affiorare di queste sensazioni può dare vita un domani a un adulto più sicuro di sè.

5. Si va in scena!

Per un bambino imparare a memoria la propria parte, interpretare un personaggio ricordandone i gesti e i movimenti, salire sul palco ed affrontare un pubblico è davvero importante, perché per lui è la prova evidente che può affrontare il mondo senza avere paura del giudizio degli altri.

Recitare è divertirsi!

Fonte: teatropertutti.it

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