Il borgo fiorito: come trasformare il paese in un giardino

È proprio l’intento di Mario Prestianni, serramentista di un piccolo centro in provincia di Milano: Canegrate. L’uomo, originario della provincia di Palermo ma residente da decenni in Lombardia, decise nel 2016 di estendere la sua passione per le piante a tutto il suo paese. Il motivo? Non solo i fiori abbelliscono zone lasciate all’incuria e al degrado, ma regalano benessere psicologico ai cittadini. I fiori paiono infatti dotati di un potere bizzarro: in loro presenza le strade si ripuliscono, gli animi si rasserenano, si è più inclini a collaborare per il bene comune (il mantenimento del verde urbano, la pulizia, il senso civico ecc.)

In ottobre le piante sfioriscono… ma resta il verde (foto di Sandro Ghezzi)

Così la balaustra del ponte sul fiume diventa una colorata fioriera di petunie, il vicolo abbandonato alla sporcizia si è trasformato in una passeggiata pittoresca tra pensée, gerani e impatiens, nella piazzetta anonima sbucano vasi di viole colorate, i muri decrepiti si ricoprono di foreste rampicanti, le inferriate delle finestre e gli anfratti diventano supporti per fioriere pensili.

L’anno scorso sono state installate delle panchine rosse simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, e Prestianni le ha “omaggiate” riempiendo le aiuole vicine di ciclamini rossi e bianchi. Senza volerlo, Mario si è rifatto un po’ ai principi del “guerrilla gardening”, cioè il giardinaggio urbano che si propone di “dipingere di verde” il grigiore e il degrado delle città.

La sua attività è su base volontaria: si procura i fiori a sue spese oppure grazie alle donazioni dei cittadini che “condividono” il loro giardino, e ogni giorno dedica parte del suo tempo a innaffiare i vasi e a prendersi cura delle piante. Sempre più residenti danno una mano o concedono le proprie finestre alla sua sapienza verde.

L’anno scorso la sua fama è giunta fino in RAI, ed è stato invitato a partecipare al programma “Storie Minime” (qui il video), e al comune di Como, che vuole estendere il suo know-how alla città.

Figlio di un pastore siciliano, ha vissuto l’infanzia “tra palme e oleandri” (come lui stesso afferma nel video), per poi finire in un contesto cittadino incolore. Un giorno, passando per il vicolo parrocchiale semiabbandonato e disseminato di mozziconi ed escrementi di cani, assistette alla scena di un nonno e del suo nipotino che facevano lo slalom tra la sporcizia: da quel momento iniziò a farsi largo in lui l’idea di fare qualcosa, una piccola “rivoluzione” per alimentare la coscienza civica dei suoi concittadini. “La bellezza è contagiosa” ribadisce, ed è vero: in molti cominciano a imitarlo. Da quel momento, i residenti del vicolo lo ringraziano: ciò che rimuovono dal pavé non sono più escrementi e sigarette, ma soltanto petali di fiori.

Ma non è finita qui perché l’uomo, con gli scarti del suo lavoro di serramentista, realizza anche portasacchetti per i proprietari di cani e posacenere per sigarette da appendere qua e là: i mozziconi hanno smesso così di deturpare le strade.

Speriamo che altri comuni e altri cittadini prendano spunto e trasformino le strade luoghi di benessere, decoro e civiltà.

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