Sovrautilizzo della tecnologia: i rischi

La tecnologia è un mezzo meraviglioso che offre mille potenzialità, ma come ogni mezzo immersivo può presentare dei rischi soprattutto in chi non ha ancora sviluppato un autocontrollo efficace, per esempio bambini e ragazzi.

Televisione, PC, telefono, interazione virtuale, videogiochi ecc. non vanno demonizzati a prescindere: tutto dipende dall’uso che se ne fa. Il rischio di abuso incorre soprattutto in chi soffre di tendenze compulsive o ansia sociale: qui l’attenzione è catalizzata dal virtuale (o dalla tecnologia in genere) poiché vi si ritrova gratificazione, senso di appartenenza e sollievo dai sentimenti di solitudine. Quando l’isolamento sociale è di una certa entità, i personaggi televisivi o virtuali fungono un po’ da surrogati di quel che manca nella realtà. Magari è una condizione passeggera in momenti come questo, in cui l’isolamento è indotto da cause di forza maggiore. Lo si vedrà più avanti, facendo un bilancio di questi mesi.

La rapidità che caratterizza il mondo virtuale potrebbe abituare le fasce d’età più giovani a ritmi sostenuti e stimoli continui, che non ritrovano per esempio a scuola o in casa. Questo può far nascere sentimenti di tedio e inedia, e una mancanza di attenzione che si ripercuote sull’apprendimento scolastico (esso infatti, a differenza del mondo virtuale, richiede alla mente continui collegamenti con ciò che si è imparato in precedenza). Ovviamente stiamo sempre parlando di un sovrautilizzo, e questo vale anche per i videogiochi. Per esempio, non è vero che i giochi sparatutto trasformano le persone da sane a violente; ma in alcuni contesti familiari i bambini che passano molte ore davanti a giochi o video dal contenuto violento possono sviluppare assuefazione alla violenza, o scambiare dei gesti innocenti per atteggiamenti ostili e reagire di conseguenza.

Il brusio di fondo creato dall’abuso della tecnologia (e-mail, messaggi da controllare, social, video ecc.) costituisce una potente forma di distrazione per noi adulti, figuriamoci per i più giovani. Inoltre non è da sottovalutare il pericolo del cyberbullismo e dei tentativi di adescamento su social e videogiochi online. In molti casi i genitori sono all’oscuro di questi rischi, in quanto i giovani evitano di parlarne in famiglia per vergogna o per il timore di spaventare i genitori che potrebbero toglier loro l’accesso al telefono o al PC. In più i ritmi frenetici cui sono sottoposti i genitori, il superlavoro e la diffusione così massiccia della tecnologia in ogni ambito può renderli inconsapevoli di alcune dinamiche che si affacciano in questo mondo in continua evoluzione. Per questo sono nate alcune app (come Family link, di cui presto avremo un tutorial su People First) che aiutano a monitorare non soltanto la sicurezza, ma anche l’uso che si fa della tecnologia, in modo che il rapporto con essa sia più consapevole.

(Bibliografia: Focus, Daniel Goleman, BUR 2016)

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