Modelli (virtuali o reali) da seguire…

Kalòs kai agathòs, ossia l’ideale perfetto di uomo secondo i Greci, concetto che esprime bellezza fisica e bontà d’animo. 
Questo nel V secolo a.C. e oggi? Chi e come sono i modelli da seguire?
Sin da piccoli, di solito, abbiamo eroi a cui ci ispiriamo, personaggi che ci colpiscono per qualcosa che hanno fatto, cambi di vita, gesti eroici, crescite personali, ma anche la fisicità, il modo di porsi o di vestire. Tanti gli aspetti presi in esame a seconda di età e carattere. Col tempo l’individuo cresce, matura e modifica anche i propri idoli.
Ricordo che da piccola avevo varietà di figure da cui prendevo spunto, protagonisti di storie, film o cartoni. Li riproponevo giocando da sola o in compagnia o nei disegni, poi ritornavo a essere io, con la famiglia, tra i banchi di scuola, durante i compiti. 
Oggi mi sembra che la situazione si sia modificata. 
Di recente, in collaborazione con Stefano, consulente informatico, abbiamo proposto progetti di Educazione Tecnologica nelle scuole. I risultati sono preoccupanti in relazione alle tempistiche che i ragazzi trascorrono “in compagnia” degli smartphone e dei social.

Quest’ultimi risultano essere un vero e proprio “calderone” di racconti, foto e diari personali. Oggigiorno manca la consapevolezza dei ragazzi, ma anche degli adulti, di cosa sia veramente la macchina di internet; la tecnologia regna sempre più sovrana, tanto tempo al computer, sul tablet o sullo smartphone a giocare o vedere foto e storie di personaggi famosi che raccontano le proprie vite, i propri fatti personali in ogni momento della giornata. Alla luce di questo mi sono quindi domandata: a che tipo di modelli si ispirano oggi bambini e adolescenti? In un momento in cui lo smartphone la fa da padrone, quanto tempo i nostri ragazzi trascorrono a guardare i racconti di vite altrui virtuali?
Mi sono parecchio soffermata a riflettere su tutte queste domande e su quanto e come siano cambiati i modelli d’ispirazione rispetto ai miei tempi. Non più genitori, fratelli, sorelle, amici, protagonisti di storie, ma personaggi oltre lo schermo. Sempre in occasione del progetto sulla tecnologia, mi sono anche “dilettata” ad aggiornarmi su chi i giovani seguono. I protagonisti in questione fanno qualsiasi cosa, spesso si entra anche nella sfera privata, quella che dovrebbe rimanere “nostra”, “intima”, invece, in un nano secondo, tutto viene sbandierato su una piattaforma social e messo sulla tavola di tutti.
Oggi chiunque, penso, possa diventare l’idolo di una persona, come ho scritto prima, nel fare cambiamenti di vita, nel far un gesto speciale, nell’intraprendere un percorso di crescita andando avanti per la propria strada e non dando peso a cattiverie e malelingue. Un famigliare, un amico, un conoscente anche un personaggio famoso può diventare un modello, gesti e azioni ci colpiscono e ci arricchiscono spronandoci ad agire o lasciandoci sensazioni positive su cui focalizzarci e lavorare. Cosa lasciano, invece, i personaggi che oggi parlano e pubblicano video di anche pochi minuti? Cosa ci sarà mai di così interessante nel vedere storie e gesti di vita quotidiana del “tal personaggio” e che tutti facciamo abitualmente? Il “tal personaggio” è pubblico e famoso e l’azione che compie la svolge in modo così tanto particolare rispetto a un comune mortale? Mi spiace, ma io proprio non capisco!
I video che vengono riprodotti sui canali rimandano sempre e in automatico ad altri video quindi i ragazzi vengono bombardati senza alcuno stop restando imbambolati di fronte agli schermi? Nel trascorrere ore e ore di fronte a questi strumenti quali insegnamenti vengono trasmessi? L’impressione è che il telefono sia diventato l’unico canale comunicativo usato, si gioca, si guarda, si compra, prima invece c’era la bambola, il negozio, la tv, un ventaglio di opportunità sfruttate al massimo, e oggi? Troppo tempo di fronte a uno schermo e dal momento che si entra così “profondamente” nelle vite di altra gente, mi sono anche chiesta quanto, ma soprattutto, se è chiara la separazione tra reale e virtuale.
Di solito emerge il lato più ricercato, ricco e felice delle personalità, ma c’è anche chi racconta lati di sé più bui. Comunque ci si identifica con un soggetto facente parte di un mondo che non si conosce personalmente e lo si vuole riproporre in tutto e per tutto.
Mi sembra, guardandomi attorno, che emerga un modello alla moda con abiti firmati, che non si fa alcuno scrupolo a raccontare la qualunque di sé con lo scopo unico di atteggiarsi e farsi grande.
E i vecchi modelli che trasmettevano i veri valori della vita? Genitori, parenti, amici, l’antico Kalòs kai agathòs, dove sono finiti? 

Sarò di vecchio stampo io, aiutatemi a capire…

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