Un anno di DaD: la propositività degli insegnanti

La DAD ha reso la vita difficile agli insegnanti, che hanno visto peggiorare le proprie condizioni di lavoro e, conseguentemente, il rendimento scolastico degli studenti. Per questo molti hanno dovuto rimboccarsi le maniche e inventarsi iniziative volte a compensare tali lacune, spesso andando oltre le proprie mansioni.

Due di queste sono state già citate negli scorsi articoli (la scuola sul balcone e le lezioni in camper). Ecco una carrellata di idee innovative provenienti dai docenti di tutta Italia.

Tour virtuali

In un Liceo di Pescia (PT), un professore di latino ha organizzato dei laboratori multimediali con lo scopo di produrre tour virtuali (con immagini, musica, letture e filmati) su Ariosto, Virgilio, Apuleio e Dante. L’ultimo, Diverse Voci (Viaggio multisensoriale nella Divina Commedia), è stato presentato in occasione di un evento organizzato dall’Associazione Italiana Dislessia. La multimedialità, secondo il professore, favorisce l’apprendimento e il coinvolgimento degli alunni, specie in un momento di dispersione come questo.

Esplorazione del mondo tramite Google Earth

In una scuola media della provincia di Catanzaro, la professoressa di geografia ha organizzato viaggi virtuali tramite Google Earth e Maps in diversi continenti, sfruttando anche la sezione “Arte e cultura” che fornisce tour visuali di musei e opere d’arte. Gli alunni dovevano creare gallerie con immagini, didascalie e link, e il livello di coinvolgimento è stato molto alto, tanto che qualcuno ha portato il progetto all’esame di terza media.

Una raccolta di racconti

Si chiamerà “Il filo invisibile”, ed è un libro nato dai racconti dei bambini di una scuola elementare di Vicenza. Il titolo è ripreso da uno dei racconti e rimanda a quel collegamento “invisibile” tra casa e scuola durante la DAD. Cinzia Capitanio, docente e scrittrice di storie per ragazzi (oltre a un riadattamento dell’Orlando Furioso), si è resa conto che la sola lettura non bastava: i bambini dovevano diventare parte attiva, inventare. La maestra leggeva un libro online e, dopo ogni capitolo, proponeva un tema sul quale i bambini dovevano sviluppare una storia. Ecco quindi racconti in cui la fantasia (mostri, scienziati pazzi, oggetti magici) si mescola ai valori della vita (l’amicizia, il coraggio, la condivisione).

Laboratorio d’arte

Una professoressa di storia dell’arte di un Liceo bolognese ha coinvolto i ragazzi in un progetto di Palazzo Strozzi, “Voglia di Comunità”, ispirato alla collezione d’arte di un’artista contemporanea. Gli studenti dovevano creare e fotografare le loro interpretazioni visuali di alcune frasi ispiratrici. Per esempio Breathe, you are enough diventa la foto di una mascherina con la frase scritta a pennarello. Le immagini verranno esposte in una mostra proprio a Palazzo Strozzi: questo obiettivo ha ulteriormente motivato i ragazzi nel progetto.

Una rivista digitale

È di una professoressa di inglese l’idea di realizzare, presso un Liceo di Seregno, un giornale online con articoli scritti dai ragazzi: CoronaTimes. Malgrado il titolo gli argomenti spaziano dall’attualità alla cultura, dall’ecologia alla religione. La docente ha trasformato la classe in una vera redazione, con editor, fotografi e impaginatori: il risultato è stato un unico numero, sia in digitale che in 100 copie cartacee distribuite alla scuola. Questa iniziativa è nata dal duplice obiettivo di migliorare le abilità di scrittura in inglese e di mantenere il contatto con la realtà per i giovani relegati in casa davanti al PC.

Un canale YouTube

Un professore di grafica di un istituto tecnico di Corsico ha messo in campo le sue competenze tecnologiche per realizzare l’originale canale YouTube L’Arte da Parte, in cui ogni episodio analizza un’opera d’arte con l’ausilio della computergrafica. Niente lezione tradizionale, quindi, ma una “pillola di storia dell’arte” in forma di documentario, con una voce fuori campo e le varie parti dell’opera evidenziate da una luce.

Gli agenti immobiliari

In una scuola di italiano per stranieri l’insegnante ha proposto agli allievi la creazione di un video in cui presentano e descrivono la propria dimora (la casa o una stanza in affitto) come agenti immobiliari. Una sorta di gioco di ruolo in cui gli studenti mettevano in pratica in maniera divertente le proprie abilità linguistiche, smorzando l’isolamento cui erano costretti in un Paese straniero. Ognuno utilizzava i mezzi di cui disponeva; i più tecnologici si sono improvvisati videomaker, altri addirittura hanno recitato la parte vestiti di tutto punto.

Mondi immateriali

In occasione del centenario della nascita di Gianni Rodari, una docente di scienze presso una primaria di Latina ha portato i bambini su una sorta di scuola virtuale, in cui si interagisce con il proprio avatar in un ambiente (protetto) che somiglia a quello reale. Quasi tutti i bambini di oggi conoscono MineCraft, ma sono rimasti positivamente colpiti dal progetto, tanto da reputarlo migliore del loro gioco preferito. Nell’aula virtuale comparivano le filastrocche di Rodari, scritte e animate. I bambini dovevano poi passare all’attivo scrivendo e creando materiali sul tema.

L’intento del progetto era anche stimolare la responsabilità nei confronti della propria identità digitale, che non deve sostituire quella reale, ma solo accompagnarla.

Lezioni-documentario tramite RaiScuola

RaiScuola dà la possibilità agli insegnanti di accedere a tutti i filmati originali (anche d’epoca) presenti nelle teche Rai. Una professoressa di italiano e storia presso il Polo Tecnologico Imperiese ha sfruttato questa ghiotta opportunità per realizzare videolezioni alternative a quelle tradizionali, con filmati e altro materiale presente nel fornitissimo archivio Rai.

Videogiochi matematici

Il professore di fisica e matematica di un Liceo milanese ha progettato una piattaforma di videogiochi in cui i ragazzi, tramite personaggi e storie inventate, dovevano risolvere problemi di fisica e matematica per accedere ai diversi livelli. I nomi evocativi e le ambientazioni futuristiche hanno subito conquistato gli alunni, che hanno dimostrato un impegno superiore rispetto alle forme di insegnamento tradizionale. Tale pratica ha anche il vantaggio di trasmettere nozioni applicate, anziché soltanto teoriche, ma continua comunque ad affiancarsi ad altri metodi di verifica meno “giocosi”.

Pigiama Party a distanza

Roberto Morgese, scrittore e maestro presso una primaria, ha organizzato un “pigiama party” a distanza, dando appuntamento ai bambini dopo le 20.30 nella propria cameretta. Questa iniziativa nasceva dal bisogno di fornire vicinanza e sostegno ai piccoli disorientati dal primo lockdown. I bambini erano invitati a parlare dei propri giocattoli, e questo ha contribuito ad alleviare la tensione della quarantena. In seguito gli insegnanti hanno letto per loro delle storie e partecipato a una visita guidata a distanza, dopo la quale hanno fatto merenda davanti allo schermo tutti insieme.

La scuola all’aperto

In una scuola primaria di Cagliari, a settembre, si è deciso di creare un’aula in cortile con i banchi alla giusta distanza. Anche se le distrazioni sono maggiori e le voci si disperdono, fare scuola all’aperto migliora l’umore e il coinvolgimento dei bambini, soprattutto in un momento in cui si fa lezione da casa e le uscite didattiche sono vietate.

Queste iniziative sono tratte dal sito Idee per la scuola, dove sono raccolti numerosissimi altri progetti di docenti che, nonostante lo scoramento, fanno buon viso alle avversità e cercano di trarne qualcosa di buono.

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