Compiti delle vacanze: “perché sì” oppure “anche no”.

Paradossalmente durante l’estate 2021 hanno spopolato i libri dedicati ai “Compiti delle vacanze per adulti” con quiz, giochi di parole, test, indovinelli riguardanti sroria, letteratura e attualità; ma i compiti delle vacanze per i ragazzi? È ancora utile assegnarli? Vengono ancora svolti e soprattutto controllati a settembre? O è meglio leggere dei libri?

insomma, chi preferirebbe fare i compiti piuttosto che uscire con gli amici, giocare in spiaggia o fare foto in montagna?

Perché sì!

L’impressione comune è che i ragazzi siano troppo attaccati ai social network e poco dediti alla lettura: i compiti potrebbero diventare uno strumento per allontanarli, anche se per poco, da una realtà digitale. Con lo scopo, quindi, di farli entrare nel mondo reale fatto di storia, letteratura, fisica e molto altro.

I compiti per le vacanze hanno inoltre,  anche uno scopo mnemonico. Essi infatti sono finalizzati ad evitare di arrivare a Settembre completamente privi di tutte quelle nozioni imparate l’anno precedente.

Essi possono risultare come un’esperienza del tutto positiva se conciliati con momenti di svago e riposo.

Un po’ di organizzazione è necessaria, prendetevi qualche giorno di puro ozio per rilassare la mente. Uno schema di tutte le cose da fare è utile.
Mi raccomando non posticipare tutto all’ultimo: agosto è il mese migliore per prendere il sole! Portare i libri in vacanza. Infatti studiare al caldo, con  il venticello tra i capelli e la sabbia fra i piedi è sicuramente meglio che studiare da soli in stanza.

Pensare a una vacanza studio per conciliare studio, esperienze, amicizie e divertimento!

Anche no!

Dopo mesi di DAD, il pensiero di altri compiti vi risulta insostenibile? Siete in buona compagnia. Molti addetti ai lavori, tra educatori, insegnanti, persino ministri dell’istruzione la pensano come voi.

È famoso il libro “Basta compiti!” di Maurizio Parodi (ne ha fatto anche una petizione su Change.org) che li considera inutili e dannosi, una contraddizione in termini, un assurdo logico. Le vacanze dovrebbero essere per definizione dedicate al riposo; si chiamano così proprio perché liberano dagli affanni feriali. Nessuna categoria di lavoratori accetterebbe di prolungare il lavoro nel tempo libero o durante le ferie. Invece è del tutto normale che a questa opinabile pretesa si debbano assoggettare gli studenti.

In medio stat virtus.

Gli antichi come al solito ci vengono in aiuto: esiste una via di mezzo.

Molti insegnanti e presidi hanno ridotto la mole di compiti che poi vengono comunque controllati molto superficiamente (o non vengono per niente considerati) preferendo la lettura di libri, scelti per vera passione e interesse e non per un’imposizione, la visione di documentari, l’ascolto di conferenze o di audiolibri. Ancora meglio: un’esperienza formativa, con il fine di educare alrispetto civico e ambientale come ad esempio pulire un tratto di bosco o parco o spiaggia.

Fonti: skuola.net/bastacompiti.it/change.com/pixabay.com per le immagini.

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