L’ostilità corre sui social: haters e troll.

Internet ed il Web sono due tra le più grandi invenzioni del secolo scorso. Hanno cambiato il modo di fare informazione, ricerca e impresa. Ci offrono intrattenimento e ci permettono di coltivare relazioni.

Ma sono troppi gli utenti del Web che lo usano male.  La possibilità di dialogare alla pari con tutti ha prodotto una deriva per cui a troppi appare lecito insultare chiunque e pretendere di avere ragione.

Nel gergo di Internet queste persone sono conosciute come haters o troll. Sono ovunque, nella sezione dei commenti dei giornali online e dei blog. Non sono solo un problema per VIP o influencer.

Se c’è spazio per i commenti, indipendentemente dal contenuto, i troll, divenuti haters, saranno lì a frotte con i loro commenti scortesi, maleducati e irrispettosi, nella speranza che qualcuno abbocchi ed aprire un acceso dibattito.

Troveranno qualcosa di sbagliato in tutto e faranno il possibile affinché tu sappia delle loro opinioni negative per infettare come un virus la vita nel mondo reale.

Gli esempi delle loro aggressioni psicologiche, manifeste e mascherate, sono tantissimi, e i più giovani non ne sono immuni. Gli insulti sui gruppi di WhatsApp volano a grappoli, così come Tik Tok e Telegram, novella patria di gruppi organizzati di hater pronti a riversare le loro frustrazioni in luoghi più visibili come Twitter e Facebook.

Il loro unico contributo al discorso collettivo è quello di criticare commenti, opinioni o persone. Non rispettano opinioni diverse e sostituiscono la logica e l’empatia con valanghe di parole, spesso insulti.

Gli attacchi dei troll spesso diventano attacchi personali al tuo modo di essere, alla famiglia, alla scuola, al lavoro.

Gli strumenti per difendersi ci sono:

  • parlarne con genitori o insegnanti
  • bloccare i commenti: il famoso “don’t feed the troll” e cioè non dare corda a questi “leoni da tastiera”
  • reagire con ironia, così da smontare e sgonfiare il castello di insulti e odio
La campagna “Dona un neurone a un hater”: come prenderla con ironia.
  • Bloccare e segnalare i profili, spesso senza foto e con identità false
  • Nei casi più assillanti o gravi denunciare alla polizia postale
  • Fare segnalazioni al sito odiareticosta.it

E infine ricordarsi sempre che chi riversa il proprio odio sugli altri nascondendosi dietro uno schermo è mosso dall’invidia e da una vita vuota e con molto tempo libero da perdere sul web!

fonte: il manifesto

odiareticosta.it

pixabay e pexels

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