Laboratorio: Le emozioni che perdiamo tramite i social

Mail, Chat, Newsletter, Social, Pin e chi più ne ha più ne metta. Le notifiche che riceviamo tutti i giorni legate alla condivisione dei contenuti sui social sono centinaia. Il comune denominatore? La fotografia, tramite la quale speriamo di condividere un sentimento, un esperienza, uno stato d’animo. Ma in realtà, lo perdiamo.

Social: più condividiamo, più valore perdiamo

All’interno del ciclo di incontri tenuti in questi giorni presso alcune scuole medie della zona, è emerso un sentimento comune legato alla condivisione attraverso i canali social che tutti noi utilizziamo più frequentemente: Più tendiamo a condividere, e più perdiamo il valore intrinseco di quella foto, quell’esperienza o momento che stiamo condividendo.

Facciamo un esempio: è Domenica, una di quelle con la D maiuscola. Si organizza un pranzo con amici o parenti, in giardino, in una splendida e tiepida giornata d’Ottobre. Il momento è pregno di emozioni, l’arrivo degli invitati, la preparazione della tavola, le risate e il buon cibo. Insomma, un momento di vita vera vissuto assieme. Improvvisamente, scattiamo una foto di gruppo, una foto ricordo.
Io, ma come tutti i partecipanti, in quello scatto conservo una quantità di ricordi notevole, non soltanto visivi, ma anche sensoriali ed emozionali.

I profumi, i discorsi fatti, le pacche sulla spalla ricevute dall’amico accanto. E tanto altro ancora …

Nel momento in cui pubblico la foto sui social, la foto raggiunge (ipoteticamente) 100 persone, in un solo attimo. Quelle persone, vedendo la mia fotografia, carpiranno un solo breve istante di quell’esperienza, e recepiranno solo l’aspetto “visivo” della scena. Nonostante possa allegare un breve commento, la maggior parte dell’esperienza andrà persa.

Di persona, c’è molto di più

Ora, ipotizziamo di trovarci con alcuni amici a colazione. Mentre chiacchieriamo prendiamo il ricordo di quel pranzo autunnale. Nel raccontare l’evento, noi apriamo una serie di emozioni e sensazioni che difficilmente tramite social condivideremmo. E non solo a livello verbale, ma anche para-verbale e non verbale (tono della voce, risate, gesti e quant’ altro).
Inoltre, mentre si osserva la foto, c’è uno scambio di informazioni a due vie: mentre racconto la mia esperienza, gli amici faranno domande, avranno delle espressioni di dubbio, sorrideranno o saranno perplessi, cose che cambieranno il modo in cui io racconterò tale esperienza.
La condivisione, in questa maniera, sarà molto più ricca e piena di dettagli rispetto al mondo digital, dove sono molto difficili da trasmettere completamente.

Il ritmo è la chiave

Il ritmo, il tempo. Ogni cosa richiede un certo tempo, un certo ritmo, tranne che nel digitale. Soprattutto i Social, per delle dinamiche legate a come i gestori dei social stessi monetizzano (dovete vedere più contenuti possibili in meno tempo, per visualizzare anche più pubblicità, ma non solo…), richiedono un ritmo di utilizzo elevatissimo. Pensiamoci, tutto quello che osserviamo o leggiamo su internet ha dei tempi molto brevi: le foto richiedono mediamente dai 3 ai 5 secondi, i testi non più di 3 minuti.
La parola d’ordine è tutto e subito.
Ma così facendo, perdiamo per strada la maggior parte di quello che davvero ci riempie in un esperienza: le Emozioni, con la E maiuscola.

La consapevolezza di queste dinamiche la troviamo nel manuale

I lavori manuali, soprattutto se quelli artistici, ci riportano ad una dimensione molto umana dell’esperienza, il processo di creazione richiede tempo, richiede testa e anima. Il risultato è un mix di pazienza, emozioni e pensieri che si intrecciano durante tutta la lavorazione.
Per questi motivi abbiamo realizzato l’esperienza laboratoriale “Le emozioni dietro alla foto da Social”, un esperienza laboratoriale che permette di comprendere appieno la differenza tra lo scatto condiviso fugacemente con i nostri amici “virtuali” e lo scatto che in realtà condivide un esperienza. Il tutto si è tradotto in 2 ore di contatto con quello che abbiamo dentro, esplorando le dinamiche social tramite colori e fotografia, instaurando un nuovo rapporto pulito e sincero con tutti i partecipanti del corso: insomma, un esperienza da provare!


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