George Clooney anticipa tutti noi: “basta foto dei miei figli”

Il famoso e tanto amato attore George Clooney, con una lettera inviata ad alcune testate giornalistiche maggioritarie, non lascia spazio a dubbi: Speriamo che concordiate sul fatto che la necessità di vendere pubblicità non sia maggiore della necessità di impedire che bambini innocenti vengano presi di mira

Sharenting, un caso lampante

Come ha perfettamente esposto la collega Arianna con il suo articolo Sullo Sharenting, questo fenomeno figlio di un uso sfrenato dei social vede come protagonisti i nostri figli che, per colpa della nostra necessità di condividere tutta la nostra vita, si ritrovano ovunque sul web senza nemmeno saperlo.
E il nostro amato protagonista del cinema lo sa bene, a maggior ragione per lo stile di vita che persegue con la sua famiglia. Vediamo alcuni frammenti della sua lettera per capire meglio qual’è il problema che sta alla base:

Sono un personaggio pubblico e accetto le foto, spesso invadenti, come parte del prezzo da pagare per fare il mio lavoro. I nostri figli però non fanno questo lavoro
la natura del lavoro di mia moglie la vede affrontare e processare gruppi terroristici e prendiamo tutte le precauzioni possibili per mantenere la nostra famiglia al sicuro
Non abbiamo mai venduto una foto dei nostri ragazzi, non siamo sui social e non pubblichiamo mai foto perché farlo metterebbe le loro vite in pericolo. Non un pericolo paranoico, ma problemi del mondo reale, con conseguenze nel mondo reale”
“Speriamo che concordiate sul fatto che la necessità di vendere pubblicità non sia maggiore della necessità di impedire che bambini innocenti vengano presi di mira

Sebbene il protagonista non sia preoccupato per potenziali casi si Cyber Bullismo, ma da conseguenze ben peggiori, il concetto alla base è pressoché lo stesso.

Il giusto tempo ad ogni cosa

Le piattaforme social e la condivisione dei nostri dati (qualunque essi siano) non sono esenti da rischi, anzi! I casi di Cyber Bullismo, di furto di identità, di ricatti in seguito a appropriazione indebita di informazioni online sono in costante crescita, soprattutto in rapporto all’aumento delle ore spese online come concausa della pandemia da COVID-19.
Diventa quindi indispensabile prendere coscienza di una serie di meccanismi di difesa, a cui però fanno capo sempre il buon senso, soprattutto nella scelta di cosa condividiamo e cosa no.

Nonostante tratteremo in una serie in incontri online e in presenza, nel breve futuro, tutta una serie di tecniche e software da utilizzare per proteggere se stessi e i nostri cari dalle minacce online (e per questo vi invitiamo a rimanere aggiornati sul caso iscrivendovi qui), è di fondamentale importanza comprendere che i dati che noi divulghiamo online hanno un valore molto più alto di quello che noi percepiamo, a maggior ragione se parliamo di immagini dei nostri figli!

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