I social svalorizzano davvero i nostri ricordi?

“Ed ecco a voi la mia cena!” -> Click! -> Instagram

Quanti di noi hanno fatto questo gesto nell’ultimo mese? Mi piacerebbe vedere delle mani alzate, ma mi accontenterò di un eventuale commento.
Oppure, quanti di voi hanno visto qualcuno fare questo gesto ultimamente?
Perfetto, grazie a questo gesto possiamo perdere gran parte del valore di quello che stiamo facendo.
Affrontiamo assieme questo semplice pensiero.

Il passatempo più importante del mondo …

Molti di noi prendono davvero seriamente i social network: ci arrabbiamo se non ci considerano, ci facciamo prendere dall’ansia se non rispondono subito ad un nostro commento o messaggio, ci distruggiamo d’invidia davanti ad una foto scomoda.
Molti di noi sentono la necessità di essere accettati o riconosciuti attraverso l’immagine che abbiamo di noi sui social: il numero di like e di amici diventa indicativo della nostra popolarità, la qualità dei commenti diventa una verità assoluta…
Questa nostra necessità crescente, questo nostro bisogno di importanza attraverso questo tipo di strumento ci porta ad approcciare i nostri “fans” in maniera sempre più impostata, elaborata e calcolata.

Quindi, quella che potrebbe essere una semplice fotografia scattata prima di cena senza nemmeno troppa cura, diventa un bisogno impellente, un opportunità per generare consensi, un impegno imprescindibile. E non può essere sprecato con una fotografia banale: lo scatto deve immortalare un momento perfetto, impeccabile, deve trasmettere un momento incredibile!

Cosa succede? per realizzare quel post o quello scatto, oltre che impiegarci del tempo (che dovremmo impiegare per goderci l’attimo con la famiglia, gli amici, i colleghi…), necessitiamo di un grado di attenzione elevato (con conseguente eventuale stress, immaginate di dover tenere questi standard 24/24 7/7) e conseguentemente ci estraniamo dal contesto in cui ci troviamo.
Quindi, in quella cena tra amici, ci troveremo a cercare di creare uno scatto perfetto, mentre tutti gli altri parlano, ridono e mangiano.

Più è social e meno è reale

Vien da se che più questo frammento della mia vita viene convertito in un “attimo social”, più questo perde di veridicità e di valore. Non è più un momento mio e dei miei amici, ma è un momento di tutto il mondo, che verrà giudicato da tutti quanti. E inevitabilmente, questo giudizio mi contagerà, modificandone il mio ricordo.

Inoltre, questa continua ripetitività, questa continua condivisione, porta inevitabilmente a cambiare la nostra mente: ci abitueremo sempre di più a DOVER condividere con tutti quanti i nostri momenti, per non sentirci soli, o poco apprezzati.

Tornare a vivere il momento

Dovremmo imparare a trovare una nostra centratura a riguardo.

Seriamente

Il nostro tempo e le nostre emozioni sono preziose, e in quanto tali andrebbero tutelate da questo fenomeno, che piano piano ci sta cambiando dentro. Ma l’alternativa c’è, ed è alla portata di tutti. La meditazione, il lavoro manuale, l’arte, la natura: sono tutti ambiti in cui si richiede apertura mentale, emozioni e un ritmo tranquillo, tutto l’opposto della frenetica vita da social. Noi, ad esempio, portiamo da anni alcuni laboratori manuali ed artistici, con il fine ultimo di riportare la centratura sul momento e sull’esperienza vera, piuttosto che su un esperienza Social. (Alcuni Link ed esempi qua sotto !)

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