I “propositi per l’anno nuovo”: alcuni suggerimenti

Prendendo spunto dal libro 365 modi per cambiare il mondo, una sorta di banca dati di azioni nell’ambito dell’attivismo sociale ed ecologico (alcune un po’ datate o improponibili – per esempio quella di lanciare torte a personaggi pubblici che non ci piacciono… – altre ancora attuali), abbiamo pensato di stilare il famoso elenco di “propositi per l’anno nuovo”, seppur da una prospettiva un po’ diversa dal solito.

“Riciclo” inteso come “riportare nel ciclo”

Le nostre abitazioni sono piene di cose che non servono più e che andranno a rimpinguare le discariche (o le cantine), ma ci sono molti modi per recuperare almeno una percentuale di ciò che teniamo senza una reale utilità o che buttiamo nella spazzatura. Alcuni esempi:

  • gli occhiali ancora in buono stato che abbiamo dismesso perché sono cambiate le diottrie si possono portare ai punti di raccolta del Centro Italiano Lions per la raccolta degli occhiali usati, che li recupera e li distribuisce a enti ed associazioni per persone svantaggiate che ne fanno richiesta;
  • gli indumenti che non indossiamo più possono essere conferiti nei cassonetti gialli. Vengono raccolti dalle varie cooperative che si occupano del loro riutilizzo, sanificati e rivenduti per finanziare qualche progetto sociale, oppure donati direttamente ai bisognosi. Certo questo giro non è esente da intrusioni malavitose e scandali, ma qui, per esempio, puoi controllare il lavoro di una di queste associazioni e la dislocazione dei loro cassonetti;
  • coperte, sacchi a pelo, materassi ecc. possono essere donati alle associazioni che si occupano dell’assistenza ai senzatetto (per esempio i City Angels, associazione di volontari “di strada” che aiutano non soltanto i senza fissa dimora, ma tutti quelli che hanno bisogno di supporto, accompagnamento, informazioni ecc.). Anche alcuni canili accettano coperte e accessori;
  • il materiale tessile non più in buono stato (vestiti laceri, calzini bucati, tende strappate, teli infeltriti ecc.) può essere conferito negli appositi contenitori della catena H&M, che provvede a riciclarli (recuperandoli o riducendoli a materia prima) in cambio di buoni sconto;
  • le confezioni di farmaci ancora intatte ed entro la data di scadenza possono essere conferite nei punti di raccolta del Banco Farmaceutico ospitati da alcune farmacie;
  • gli oggetti e i mobili inutilizzati possono essere portati ai mercatini dell’usato, che li espongono in conto vendita consegnando all’ex proprietario il 50-60% del ricavato.
  • i vecchi giocattoli, i libri per bambini e il materiale scolastico possono essere donati ai reparti pediatria di alcuni ospedali, alle associazioni di volontariato di zona, alle scuole per l’infanzia; oppure all’iniziativa Rigiocattolo, che organizza eventi di raccolta, l’eventuale riparazione e la messa in vendita dei giochi (il ricavato viene poi usato per finanziare progetti sociali);
  • i tappi di plastica si possono raccogliere a parte e poi donare alle associazioni di volontariato della zona: queste li vendono ad aziende che riutilizzano il materiale, e con il ricavato si autofinanziano. Alcune hanno contenitori in luoghi pubblici, ad esempio municipi, come la Fondazione Malattie del Sangue;
  • i libri che non si leggono più possono essere infilati nelle “casette dei libri”: piccole vetrine di scambio in cui è anche possibile, volendo, prendere altri libri (alcune sono riportate sulla mappa di Little Free Library, il sito che ha lanciato l’iniziativa, ma ciascun paese può avere una propria casetta indipendente). In alcuni grandi condomini vengono organizzati scaffali in cui ognuno può decidere di lasciare e/o prendere uno o più libri. Anche la catena di negozi Libraccio ritira a propria discrezione libri usati, CD e DVD, pagando in contanti.
  • i piccoli apparecchi elettrici, le pile esauste e le lampadine (RAEE) non hanno posto nella raccolta differenziata casalinga: per fortuna in molti luoghi pubblici (municipi, supermercati, catene di negozi – ad esempio Mediaworld) esistono contenitori per la raccolta di questi rifiuti. Ciò vale anche per le cartucce della stampante. I vecchi apparecchi elettronici possono essere consegnati al rivenditore durante l’acquisto di un nuovo apparecchio. In alternativa, le aziende possono donare ciò che è recuperabile al Banco Informatico Tecnologico e Biomedico, che opera il ripristino degli apparecchi (anche vecchi e usurati) e li dona ad associazioni no-profit e scuole.

Fare la spesa

Anche fare acquisti in modo mirato consente di ridurre parzialmente gli sprechi o di agire a livello sociale ed ecologico. Naturalmente non è possibile orientare proprio tutta la spesa, bensì dare qualche piccolo contributo:

  • Too good to go è un’app che permette di ritirare presso supermercati/negozi/ristoranti, pagandola pochi euro, la cosiddetta “magic box” : un contenitore-sorpresa con merce prossima alla scadenza a prezzo scontatissimo.
  • Il sito https://www.ethicalconsumer.org/ propone classifiche di aziende dal punto di vista dell’etica nei confronti dei lavoratori, degli animali e dell’ambiente.
  • Il Marine stewardship council o MSC è un marchio (riconoscibile dal colore blu) assegnato da questa organizzazione no-profit indipendente al pesce pescato in modo ecosostenibile, in base all’impatto ecologico sull’ambiente marino e alla situazione della popolazione ittica. Migliaia di prodotti sono stati certificati dal 1997 (anno di nascita dell’organizzazione) a oggi.
  • Forest stewardship council è invece un marchio di sostenibilità (un albero stilizzato con la sigla FSC) che riguarda la carta e altri prodotti del legno: esso certifica che il prodotto arriva da foreste e da attività produttive gestite correttamente sia dal punto di vista ecologico che etico (diritti umani dei lavoratori e dei residenti).
  • Addiopizzo e Liberaterra si occupano l’uno di valorizzare gli esercenti che si oppongono all’estorsione, l’altra del recupero dei beni confiscati alle mafie con la vendita di prodotti derivanti per esempio dalla coltivazione.
  • Acquistare prodotti marcati “fairtrade”, “equo-solidale”, “Altro Mercato” ecc. permette di ridurre lo sfruttamento dei coltivatori e dei lavoratori di tutto il mondo (ad esempio per prodotti come cioccolato, caffè, banane e oggettistica).
  • Se hai bisogno di creare gadget, volantini o brochure, potresti pensare alla “carta piantabile”: tramite igreengadget è possibile ordinare volantini prodotti con materiale biodegradabile e con all’interno un seme: una volta esplicata la loro funzione non diventeranno rifiuti, bensì piante.

Sostenere

Infine, ecco un breve elenco di progetti e associazioni impegnate nell’ecologia e nel sociale che puoi sostenere, finanziare o seguire:

  • The Rainforest Site è un sito basato sul sistema della donazione tramite click (quando un utente clicca su un pulsante collegato a uno sponsor, questo elargisce una donazione al sito): tali donazioni sono impiegate in progetti di salvaguardia delle foreste pluviali di tutto il mondo. In pratica ogni click preserva dall’abbattimento, in modo permanente, 0.3 metri quadri di foresta. Un altro sito collegato alla stessa azienda e dallo stesso funzionamento è Hunger Site (in questo caso un click equivale a una tazza di cibo).
  • Treedom è una società che si occupa di piantare e mantenere alberi nel mondo, per contribuire alla riforestazione.
  • Ecpat international è un’organizzazione che, tramite donazioni, si propone di combattere lo sfruttamento sessuale minorile, e promuove la riabilitazione delle vittime di prostituzione minorile e la consapevolezza del problema.
  • Amnesty International, OMCT e Medical Foundation for the Care of Victims of Torture sono organizzazioni che, tramite le donazioni volontarie e/o le firme dei sostenitori, combattono la prevaricazione dei diritti umanitari nel mondo e supportano le vittime di tortura o punizioni ingiuste nel superamento del trauma psicofisico.
  • Per chi se la cava bene con le lingue, su questa piattaforma (https://www.unv.org/tags/online-volunteering) può trovare delle occasioni per fare “volontariato online” (traduzioni, scrittura di articoli, studi ecc.)
  • Gli Hesperian Books sono un’interessante iniziativa di questo ente statunitense che redige libri, documenti e strumenti di facile comprensione per prendersi cura della propria salute, soprattutto a beneficio delle popolazioni più disagiate.

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