Ansia da prestazione e integratori

Abbiamo già parlato qui degli integratori specifici per il gaming: sono prodotti acquistabili in farmacia (ma più spesso in internet) a base di caffeina, vitamine, sali minerali, aminoacidi e piante officinali, finalizzati a mantenere la concentrazione e aumentare le performance in lunghe sessioni di gioco online. Sono prodotti che devono rispettare la normativa stringente degli alimenti e non hanno alcuna azione medicinale, bensì di semplice sostegno alle funzionalità fisiologiche.

Una delle tante motivazioni che potrebbe spingere a ricorrere a questi integratori è però l’ansia da prestazione.

Si definisce “ansia da prestazione” la paura e l’eccessiva preoccupazione di non essere all’altezza di una determinata situazione, di non poter garantire performance adeguate. Questo è ben visibile nei contesti altamente competitivi, come può esserlo il gioco online. Il giocatore che soffre di ansia da prestazione si sente inadeguato, teme di fallire e di finire nella parte più bassa delle varie classifiche. Oppure è perfezionista e il suo obiettivo è il risultato migliore in assoluto. Il tutto può essere accompagnato da nervosismo, agitazione, tachicardia prima e durante le varie sessioni. Un certo livello di ansia è fisiologico prima di ogni prova, che sia un esame, un lavoro o una sessione di gioco, e anzi può incoraggiare a dare il meglio di sé. In questo caso però si tratta di un altro tipo di ansia, più forte e compromettente, accompagnata da sintomi fisici marcati, da pensieri catastrofici, dalla perdita di autostima e dalla paura del giudizio altrui (di altri giocatori, degli amici ecc.).

Tipica dell’ansia da prestazione è la “profezia che si autoavvera”: l’individuo è così concentrato sul dare il massimo e così stressato da compromettere per davvero le sue performance, cosa che alimenta l’ansia e il senso di fallimento.

Gli adolescenti e gli adulti che soffrono di tale tipo d’ansia potrebbero cercare di compensare attraverso il consumo di integratori. Il fatto che alla base ci sia questa motivazione, però, può portare ad alcune problematiche:

  • i prodotti a base di caffeina, teina e altre sostanze stimolanti potrebbero peggiorare un preesistente quadro ansioso;
  • malgrado aumentino sicuramente la vigilanza, non è detto lavorino anche sulle prestazioni (precisione, strategia ecc.);
  • c’è il rischio di incorrere in una sorta di tolleranza o assuefazione, soprattutto se si consumano in concomitanza anche bevande energetiche o caffè: il giocatore è tentato di aumentare leggermente la dose per sopperire a prestazioni che ritiene insoddisfacenti, e questi continui piccoli incrementi possono abituare il fisico alla caffeina, che quindi riduce i suoi effetti.

È importante quindi, per evitare questo rischio, non cedere alla tentazione di aumentare il dosaggio e fare attenzione a tutte le altre bevande che si consumano abitualmente. Occorre però anche lavorare sull’ansia da prestazione (da soli o con l’aiuto di un professionista):

  • ridimensionando le proprie paure e il perfezionismo che porta alla costante insoddisfazione e a pensieri negativi;
  • accettando la possibilità del fallimento;
  • ritornando a una mera funzione ludica del gioco, visto non più soltanto come una competizione in cui primeggiare a tutti i costi, ma anche attraverso la sua funzione primitiva, cioè il semplice gusto di giocare.

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