Gli acquisti influenzati dagli influencer.

In questi giorni la nostra piattaforma si sta occupando di energy drink, integratori, bibitoni, utilizzati spesso anche dai più giovani: abbiamo l’esigenza di sentirci sempre performanti sia fisicamente che mentalmente e guarda caso c’entrano i social. Influencer, tiktoker e gli youtuber ci consigliano (o ci impongono?) sempre più frequentemente prodotti ad hoc.

Ma perché sentiamo il bisogno di seguire i consigli degli influencer? 

Perché ci capita di sentirci insoddisfatti di noi, di quello che facciamo, dei risultati che otteniamo. Abbiamo l’impressione di non essere all’altezza delle aspettative che gli altri, ma anche noi stessi, nutrono su di noi. Ci sentiamo inadeguati alle richieste che ci arrivano dal mondo che ci circonda. E’ la società, infatti, a dettarci i requisiti e i modelli di comportamento che vengono considerati “vincenti” e che vengono ricompensati con l’approvazione sociale. Possedere questi requisiti eleva a modello e suscita, in chi non li possiede, ammirazione mista ad invidia.

L’ascesa di queste figure è dovuta al cambiamento radicale del mercato e della pubblicità. La quantità immensa di informazioni che ci circonda attira sempre meno la nostra attenzione. I consumatori, specie i più giovani, stanno diventando sempre più scettici nei confronti delle classiche forme di pubblicità, mentre sono attratti da comunicazioni più personali e affidabili.

La raccomandazione di una persona fidata svolge un ruolo fondamentale per maturare la decisione d’acquisto. Proprio per questo molte aziende scelgono di far parlare per sé personaggi di spicco, amati dal target a cui si stanno rivolgendo.

Gli influencer o youtuber piacciono soprattutto perché ispirano fiducia, sono persone reali, percepite come genuine, che comunicano utilizzando i social, filo diretto con il consumatore di oggi.

Ener

Cosa possiamo fare per cambiare qualcosa?

Le parole magiche sono razionalità e comunicazione. Usare la testa e sviluppare spirito critico per capire cosa ci fa bene e cosa no. Sorvegliare attentamente quello che fanno i più giovani sui social, chi seguono attivamente, informarsi e non prendere mai alla leggera sintomi quali ansia, stanchezza, incapacità di staccarsi dal dispositivo. Comunicare coi ragazzi cercando di capire e di avere un dialogo senza imposizioni. Troppo difficile?

Iniziamo a provarci!

Fonte: openmind.it

Lascia un commento