Tra Boomers e Zoomers: generazioni a confronto sui social

Nell’era tecnologica e digitale non poteva mancare l’ansia da acronimo. Si fa un gran parlare di generazione Z, dei Millennials, boomers, baby boomers, Gen X, post-millennials, generazione Alpha…ti aiutiamo a capire chi vive sui social (e perché è tanto diffuso il commento su Facebook “Ok, boomer”)

Iniziamo dai Boomers o Baby Boomers. E’ la generazione del boom economico e demografico dopo la seconda guerra mondiale. Nati tra il 1945 ed il 1965, protagonisti delle rivoluzioni culturali, delle lotte per i diritti civili, del movimento hippie, della rivoluzione sessuale, del pacifismo, del femminismo e del rock.  Molti di loro non hanno compreso bene i cambiamenti della società che si è evoluta al digitale e vengono indicati come coloro che hanno cresciuto i propri figli offrendogli tutto quello che volevano. 

I più “adulti” ora hanno circa 75 anni: molti di loro sono già in pensione, e si godono la ricchezza per cui hanno lavorato duramente per tutti questi anni.

I baby boomers sono i maggiori consumatori di media tradizionali come televisione, radio, riviste e giornali. Nati ai tempi del sistema analogico, non hanno un rapporto fluido con il digitale, ma gli smartphone hanno offerto loro l’accesso alla rete. La tecnologia (il 75% ha una pagina Facebook), infatti, gli permette di rimanere in contatto con i membri della famiglia e riconnettersi con i vecchi amici.

“Ok, boomer”, quindi, è diventata una risposta polemica ai giudizi o alle opinioni dei baby boomer sgradite ai più giovani, un modo per liquidare le critiche giudicate paternalistiche o passatiste riguardo a temi che stanno a cuore ai più giovani (vedi categorie successive) come cambiamento climatico, parità di genere, movimento #metoo etc.

La Generazione X, invece è quella compresa dei nati tra il 1965 e il 1980. Hanno vissuto i grandi cambiamenti epocali come la caduta del Muro di Berlino, la fine della guerra fredda e le nuove guerre in tempo di pace. Sono la generazione più propensa ai cambiamenti rispetto alla generazione precedente, hanno iniziato a usare la tecnologia e sono, forse, quelli più concreti considerando che è la generazione che ha fatto nascere i giganti del web. I Gen X sono scettici e disillusi, ma anche pragmatici e aperti al cambiamento.

Dimostrano, infatti, un’apertura mentale maggiore verso le “differenze” di genere, razza, sesso e sono i primi ad esser cresciuti con le nuove tecnologie. Sfruttano ancora i media tradizionali: giornali, riviste, radio e TV. Il loro rapporto con il digitale è conflittuale: lo usano con disinvoltura, ma spesso rinunciano ai vantaggi dell’iperconnessione, da cui a volte si sentono minacciati.

I Millennials. Lo dice la parola stessa, sono i nati a cavallo el nuovo millennio, ovvero tra il 1980 e gli anni 2000: questa generazione è anche stata definita da molti studiosi come la Net Generation (generazione della rete), dato che è cresciuta con le moderne tecnologie della comunicazione, ed Internet ne ha fortemente plasmato i modelli mentali, tra l’avvento del primo iPhone e i Bitcoin.

Figli del nuovo millennio, sono la generazione più studiata e analizzata della storia. Si distinguono dalle generazioni precedenti per la maggior familiarità con i mezzi di comunicazione moderni e le tecnologie digitali. Tre sono le caratteristiche che li contraddistinguono: sono connessi in rete e a tutto il mondo, hanno una gran fiducia in se stessi, vogliono emergere e avere visibilità e aperti ai cambiamenti). Curiosi, impazienti, intraprendenti e consapevoli del loro potenziale, amano informarsi e sono cultori della filosofia dello sharing.

L’aumento delle tecnologie di comunicazione istantanea, rese possibili attraverso l’uso di internet, come e-mail, SMS e IM e i nuovi media utilizzati come YouTube, Facebook, MySpace e Twitter, ha portato le nuove generazioni a vivere una vita totalmente diversa rispetto ai propri genitori o a chi li ha preceduti.

La generazione Z descrive una generazione nata e cresciuta all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle, avvenuto l’11 settembre 2001. E’ la prima generazione di nativi digitali, poichè essi non conoscono e non hanno vissuto una realtà analogica, sono considerati come coloro che nascono con lo smartphone in mano fin dai primi anni di vita, e vivono la realtà dei social network come luoghi di aggregazione e socializzazioni, la loro attitudine all’iperconnessione e alle novità del momento. Sono stati anche spesso definiti Zoomer, un termine in contrasto con la precedente generazione dei Boomer. 

Nata in un mondo minacciato dal cambiamento climatico, dalla cronica mancanza di lavoro e di prospettive, la Generazione Z ha uno sguardo limpido e una resilienza sconosciuta alle generazioni precedenti. I genZ sono per definizione “multi tasking”: sanno alternare lavoro, studio, gioco, intrattenimento tra mille distrazioni. Costretti a muoversi in un mondo che si muove velocemente, in un costante overflow informativo, sono cittadini e consumatori più attenti, consapevoli ed esigenti, anche se fortemente soggetti alle opinioni di amici e influencer ed esposti più frequentemente al cyberbullismo: questo può portare a senso di inadeguatezza, difficoltà a relazionarsi e deficit dell’attenzione.

La generazione Alpha (2012/2056) è anche detta “Generation Glass”, in quanto molti ragazzi di questa generazione crescono toccando schermi di vetro (smartphone e tablet dei genitori) per giocare, comunicare, imparare. Questa generazione è culturalmente immersa nella tecnologia: il multitasking, con loro, trova una nuova definizione, infatti, sono rapidissimi nel cogliere le informazioni da qualsiasi media, cambiano schermo e supporto nel giro di pochi attimi, e si annoiano velocemente.

La pandemia ha stravolto la loro routine: hanno incontrato poco gli amici, sono andati a scuola a intermittenza e hanno dovuto abbandonare le attività sportive ed extra-domestiche. Tra gli aspetti positivi, però, c’è stata la possibilità di passare molto più tempo con la propria famiglia. Non hanno mai visto un mondo senza tecnologia e senza accesso a qualsiasi tipo di informazione: imparano ad usare un tablet o uno smartphone prima di camminare, a scattare e condividere le prima di parlare. Da bambini non passano ore in compagnia della TV, come le generazioni precedenti, ma il loro tempo è accompagnato da un amico invisibile, internet, che spesso viene integrato anche nei giocattoli. Alexa potrebbe essere una delle prime parole che impareranno.

fonte: www.ninjiamarketing.it bsnews.it

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