Forse dietro quel profilo c’è un’altra persona

Quante volte capita di collegarsi a social network, aprire whatsapp, (soprattutto) Instagram e TikTok, oppure collegarci ad un gioco online, per esempio Fortnite, e cominciare a chattare o parlare con una persona che di recente ci ha inviato l’amicizia?

Generalmente la risposta è “molto spesso” (fatto riscontrato tramite una raccolta dati effettuata tramite questionari online e non), e sempre “molto spesso” la persona in questione è uno sconosciuto. Ma in genere, se il profilo è ricco di fotografie, tendiamo a fidarci di quella che amo definire “L’immagine Social“. Stiamo parlando di adescamento Online, e tramite alcuni esempi cerchiamo di capirne il “Perchè” che sta dietro ad ogni nostra brutta esperienza.

La fotografia ci da un senso di verità

Ebbene sì, dobbiamo imparare a capire che a livello psicologico, per delle meccaniche ben definite tramite alcune regole di psicologia della comunicazione, un immagine “verosimile” è rafforzativa di un concetto o di una situazione. E questo meccanismo funziona anche per dei falsi profili online: se riesco a creare un profilo Ad-Hoc con una buona corolla di fotografie coerenti, quelle daranno forza alla mia credibilità.

Facciamo un esempio: Vi contatto su Instagram, e comincio a raccontarvi che sono un 18enne, che ama la palestra e i gatti. Soltanto quest potrebbe da largo spazio a degli scetticismi, a meno che, cominciando a spulciare sul mio profilo, non notiate una serie di fotografie mie (per lo meno tutte con la stessa faccia, nonostante non sia davvero mia), con pesi e gatti sparsi per tutta la mia potenziale casa. Se poi il mio feed personale è nutrito da mesi e mesi, è addirittura più credibile!

La quantità di informazioni è indispensabile

Suvvia, se controllando un profilo notiamo che posta da sole due settimane e già questa persona mi sta chiedendo dei dati strettamente personali … spero che tutti noi inizieremmo a dubitare di questa persona.
Ma se così non fosse, dobbiamo capire che profili particolarmente scarni, vuoti o poco nutriti, statisticamente parlando, sono un ottimo segnale di un profilo fasullo.

Questo perché un adescatore meno navigato, meno attento, tenderà ad essere frettoloso nel raggiungere il suo obiettivo, cioè cominciare a porci delle domande, farci delle richieste, entrare sempre di più nel nostro intimo. E tale frettolosità porta a non dare i giusti tempi a quello che è il Background del personaggio inventato o usato per l’attività di adescamento.

Quindi, sempre molta attenzione ai profili poco nutriti.

Domande, domande e ancora … richieste

I pattern comunicativi (cioè quegli schemi mentali ripetitivi posti all’interno della comunicazione) di un adescatore, che ripete in continuazione quello schema con più persone contemporaneamente, sono un ulteriore campanello di allarme, ma solo per chi ne è a conoscenza. Ma per tutti noi, persone comuni, non è facile distinguere uno schema tipico dell’adescatore, se non per un fattore: Le domande.

Tipicamente parlando, un adescatore chiede, richiede e chiede di nuovo, fino ad ottenere, supplicando, gettando delle basi per ottenere le informazioni che vuole, cercando di instaurare un rapporto di fiducia e reciprocità. Svia alle domande postagli, spesso risulta vago, spesso ancora risulta insistente, ossessivo. Nelle sessioni di adescamento più mature, anche offensivo.

Provare per credere

Un detto famosissimo e quanto mai affermato, prova per credere, ci premette che la pratica ci da modo di acquisire il concetto tramite un esperienza diretta, ma quella dell’adescamento è una pratica che non consiglierei mai a nessuno di vivere.

Ma, come dico spesso, anche qui è possibile sfruttare la tecnologia come uno strumento, anziché come un ostacolo.

Da qualche anno abbiamo messo in campo un simulatore di adescamento Online, creato in un ambiente totalmente sicuro e con esperienza anonima, che ci permetterà, tramite svariate simulazioni, di vivere differenti esperienze di questa pratica tutt’altro che inusuale, in differenti ambienti, con pattern (schemi psicologici) differenti.

In quest’articolo vi offriamo la possibilità di sperimentare una DEMO di questa esperienza, cioè una chat basilare, ottima per iniziare a capire le dinamiche che stanno dietro all’attività di adescamento online. (Tasto in fondo all’ articolo).

Analisi dei dati e formazione

Questo software raccoglie dei dati statistici anonimi, che permettono, a del personale qualificato e formato, di effettuare delle valutazione del singolo e/o del gruppo (per esempio un intera classe), e identificare lo stato di consapevolezza, lo stato di coscienza nei confronti dell’argomento e le tematiche all’interno delle quali si presentano le principali lacune in un ottica di auto protezione individuale.

Questo diventa indispensabile, cioè fondamentale. Saper fare una lettura adeguata dei dati elaborati ed evidenziare con un corretto percorso formativo le principali mancanze che si sono presentate all’interno della varie simulazioni prese in esame.

Infatti, per una corretta osservazione del caso, non basta l’utilizzo della semplice simulazione base (o demo), ma sono necessarie ulteriori “specificazioni” del caso in essere.

Possiamo quindi dormire sonni tranquilli?

Quello che possiamo sicuramente dire è che più siamo sensibilizzati su un tema, più la nostra coscienza critica ci permetterà di vigilare su ciò che facciamo e che potenzialmente potremmo quindi sbagliare.

Nel complesso, quindi, sicuramente possiamo assolutamente dormire sonni tranquilli, soprattutto senza l’utilizzo dei Device nelle ore notturne!

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