Dante, Van Gogh, le stelle e un progetto di condivisione fra le scuole: intervista a un’insegnante

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”… Uno dei versi più popolari della Divina Commedia, che chiude l’Inferno e introduce la risalita verso il Paradiso. Al giorno d’oggi rappresenta una sorta di augurio per una ripresa generale (dopo anni di pandemia, conflitti e altre crisi). Anche per questo è stato scelto come tema di un progetto di condivisione (chiamato eTwinning) con scuole di altri Paesi (in questo caso della Turchia) da parte di un Istituto della provincia di Milano, a Cuggiono. Progetto che, passando per la Notte Stellata di Van Gogh, unisce l’ambito letterario con quello artistico e linguistico, e incoraggia valori quali la condivisione e la speranza. Un ottimo esempio delle risorse che può offrire il digitale, se usato in maniera partecipativa.

Ne abbiamo parlato con Valentina Naccarato, docente dell’Istituto e promotrice del progetto.

Ciao Valentina, di cosa ti occupi a scuola?

Sono docente presso l’Istituto Comprensivo di Cuggiono, scuola primaria; una Maestra per farla breve, e insegno matematica. In verità la mia formazione è di natura musicale: sono pianista, laureata al Conservatorio Verdi di Milano. Sarà stato l’estro dell’artista, in continua evoluzione, che mi ha portato ad affacciarmi a nuovi orizzonti educativi. In questi anni i nostri studenti, ma anche noi docenti, ci siamo digitalmente evoluti per stare al passo con la DAD. Il mondo digitale, che inizialmente sembrava un disagio, è diventato un punto di forza che ha spaccato in due le correnti del pensiero educativo di molti docenti: chi a favore, chi contro. Per dare ai miei studenti strumenti differenti per approcciarsi a una didattica innovativa, ho approfondito la mia conoscenza di App e WebApp, così nel mio bagaglio formativo ho aggiunto un altro pezzo del puzzle: l’eTwinning.

Che cos’è eTwinning?

L’ eTwinning (qui la pagina sul sito dell’Istituto) è una community di scuole nazionali ed europee e fa parte del programma europeo Erasmus Plus. Si tratta di un gemellaggio elettronico che prende vita su una piattaforma dedicata a insegnanti, dirigenti scolastici, bibliotecari, ecc… dei paesi partecipanti per comunicare, collaborare, sviluppare progetti e condividere idee.

Sentiamo spesso parlare di “innovazione didattica”, di cosa si tratta in verità?

Per i colleghi di una certa leva è difficile pensare a una didattica differente da quella messa in pratica fino ad ora: in fondo ha sempre funzionato! In effetti, perché dar loro torto? Il fatto è che le generazioni sono cambiate, noi insegnanti abbiamo a che fare con i nativi digitali e non è cosa da sottovalutare. L’ideale sarebbe una metodologia educativa in cui alla vecchia didattica si accosta il “nuovo”, capace di incidere significativamente su vecchi modelli educativi. L’innovazione didattica punta non solo all’utilizzo attivo della tecnologia ma anche alla ricerca, alla sperimentazione e a metodologie laboratoriali.

Quali sono i punti di forza dell’eTwinning?

L’eTwinning talvolta viene visto come un’attività secondaria rispetto al curriculum. Tutt’altro! È una pratica didattica fortemente innovativa, nella quale gli studenti sono protagonisti attivi: lavorano perché motivati, sviluppano competenze e imparano a usare le tecnologie in contesti reali. Gli studenti sono parte integrante di un progetto comune documentato e condiviso sulla piattaforma eTwinning, nel dettaglio il TwinSpace, e sono partecipanti attivi di incontri a cadenza mensile tra scuole partner italiane ed europee. Lo scorso anno la mia classe ha portato a casa, per la prima volta, un premio con il progetto artistico “ Open the door ”, in cui ci siamo ispirati al futurismo di Giacomo Balla. Quest’anno ho fondato un nuovo progetto a cui tengo particolarmente “And then we went out to see the stars”, un viaggio che parte da Dante Alighieri fino alla “Notte stellata” di Van Gogh. Ogni scuola partner ha creato la propria notte stellata esposta in una esibizione virtuale condivisa sulla piattaforma e sul sito della mia scuola; non solo, i bambini hanno realizzato un PopUp luminoso che hanno scambiato virtualmente con le scuole partner straniere, nel nostro caso erano scuole turche.

A livello umano cosa comporta l’eTwinning come gruppo di lavoro?

Per il successo di un buon progetto è fondamentale lavorare con il team, in armonia e nel rispetto delle idee altrui: si sa che non è sempre così scontato, specie se si tratta di colleghi che non conosciamo. Dopo aver scritto un progetto si carica in piattaforma, successivamente questo deve essere approvato dall’Unità Nazionale eTwinning. A seguire si cercano i partner interessati, si creano gruppi di lavoro con nuovi colleghi, si propongono attività per singoli gruppi e attività comuni da realizzare insieme. Di fondamentale importanza è l’idea di condivisione delle buone pratiche tra colleghi e studenti.

Cosa ti aspetti dal futuro?

Lo scorso anno ho iniziato da sola questa avventura. Quest’anno ho condiviso l’esperienza del gemellaggio elettronico con tre colleghe della scuola primaria di Cuggiono. L’obiettivo prossimo è di ottenere più Quality Label (premi che vengono conferiti ai docenti eTwinning) e coinvolgere più colleghi affinché la scuola diventi “Scuola eTwinning”.

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