Lo smartphone a misura d’uomo

Il capo perennemente chino sul telefono, decine di migliaia di incidenti l’anno causati dalla distrazione alla guida, la nostra vita completamente assorbita da internet, social e app…

“La fate tragica! Il telefono è utile, è l’uso che se ne fa ad essere deleterio!”

Proprio così. Il problema non è la tecnologia in sé: lo smartphone ha mille utilità (reperire informazioni, creare itinerari, organizzare, condividere, studiare, tenersi in contatto con gli altri, numerose facilitazioni fornite dalle app). Questo però non cambia la premessa: le problematiche sopra descritte esistono e colpiscono molte persone in modo più o meno grave, anche in assenza di una vera e propria dipendenza. Si calcola che in media usiamo il cellulare dalle 5 alle 7 ore al giorno. Vale la pena quindi ricordare alcuni esempi di utilizzo corretto dello smartphone, un utilizzo “a misura d’uomo”.

  • Abbiamo parlato delle decine di migliaia di incidenti causati da distrazione da telefono, alcuni anche mortali. Pare che il cellulare abbassi la soglia attenzione quasi al pari dell’alcol! Meglio quindi disattivare le notifiche quando si è alla guida (anche con il bluetooth) e trattenersi dal prendere in mano il telefono al semaforo rosso. Per controllare i messaggi, piuttosto, imponiamoci una breve sosta in sicurezza. Questo vale anche per quando si va a piedi o in bicicletta: il web è pieno di video-esempi di pedoni e ciclisti che, completamente distratti dal cellulare, finiscono contro ostacoli, inciampano, cadono o vanno a sbattere contro le auto…
  • L’uso sano della tecnologia deve partire da piccoli. Una volta il problema era il tempo trascorso davanti alla televisione, ora davanti al tablet. Vietare l’uso della tecnologia a tavola, durante i compiti e un’ora prima di andare a letto, stabilire orari senza internet, promuovere i giochi all’aperto e con gli amici prima di giocare a computer, prediligere forme d’intrattenimento tecnologico attivo come giochi d’ingegno ecc. Non è scontato stabilire delle regole sull’uso della tecnologia per i minori, poiché i genitori, per colpa dei troppi impegni che gravano sulle loro spalle, faticano a stare dietro a tutto. Per questo alcune app per il controllo parentale possono aiutare. Qui, per esempio, la descrizione di Family Link.
  • Controllare quanto tempo passiamo per ogni applicazione e porre dei limiti, per esempio non più di 20 minuti ciascuna. I 20 minuti sono anche il tempo massimo consigliato per guardare uno schermo luminoso: dopo ognuno di questi intervalli è bene fare pause di almeno 5 minuti.
  • Trattenersi dal messaggiare a raffica, e soprattutto prendersi il tempo per rileggere il messaggio prima di inviarlo: negli ultimi anni infatti è enormemente aumentato il tempo trascorso a interpretare innumerevoli messaggi frettolosi e incomprensibili…
  • Riflettere prima di cliccare su ogni link, anche quelli inviati dagli amici.Durante una conversazione su qualsiasi social (WhatsApp, Facebook ecc.) usare toni distesi, evitare polemiche e non cedere alla tentazione di comunicare in modo brusco, tentazione fornita dalla sicurezza di essere dietro uno schermo.
  • Fare attenzione alla condivisione di foto e altri media personali.
  • Tenere il cellulare chiuso in tasca o in borsa a tavola o durante le occasioni conviviali. Disattivare le notifiche, mantenendo solo quelle più importanti.
  • Disabituarsi ad usare sempre il cellulare nei momenti morti e fare altro. Se ci riesce difficile, e nel tempo libero non abbiamo voglia di fare nulla se non scrollare lo schermo del telefono, potremmo soffrire di un problema latente dell’umore.
  • Evitare di usarlo durante il lavoro: secondo un’indagine di ACM (Association for Computing Machinery), i lavoratori hanno difficoltà a tornare alle proprie attività dopo aver controllato le notifiche, soprattutto se il lavoro richiede concentrazione e impegno mentale. In generale farsi distrarre dallo smartphone quando si è impegnati (anche nella vita quotidiana) riduce la “produttività” in senso lato. Lavoro, faccende domestiche e compiti scolastici subiscono rallentamenti e i risultati sono meno accurati. A questo proposito è bene impostare il cellulare in modalità non-disturbo quando si è impegnati.
  • Nascondere/bloccare profili o pagine che inducono negatività, che elemosinano apprezzamenti attraverso la polemica, l’indignazione, le provocazioni ecc. Spesso sono uno spreco di tempo e carico emotivo. Un’altra utile opportunità è cliccare “non mi interessa” sulle inserzioni e sponsorizzazioni.
  • Imparare a gestire l’ansia e l’impazienza di rispondere a una notifica.
  • Far capire alle persone troppo invadenti che non devono subissarti di messaggi e che non sei tenuto/a a rispondere all’istante.
  • Provare periodi senza tecnologia, per esempio in vacanza (vedi questo articolo).
  • Resistere alla tentazione di prendere il cellulare appena svegli; attendere dopo la colazione per leggere le notizie del giorno.
  • Evitare di usare il cellulare un’ora prima di andare a letto, per non compromettere la produzione di melatonina e quindi la qualità del sonno.
  • Quando si utilizza il web come anti-ansia (per smorzare una preoccupazione, il rimuginio, uno stress, un’attesa snervante ecc.) non è detto che funzioni: a volte quello che vediamo su internet può anzi rinfocolare l’ansia. Meglio apprendere modalità di compensazione più funzionali, per esempio la mindfulness; oppure, piuttosto, dedicarsi a un uso attivo dello smartphone facendo cruciverba, quiz ecc.
  • Evitare di dipendere dallo smartphone in tutto e per tutto: per esempio leggere anche su lettore e-book (che fra l’altro è studiato per i nostri occhi, a differenza dello schermo del cellulare), ascoltare musica da CD o applicazioni apposite invece che farci sommergere dalla pubblicità di YouTube, usare una sveglia normale, ecc.

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