Ridurre l’impatto del digitale: un breve vademecum

Nel workshop di questa sera sull’impatto ecologico della tecnologia esporremo alcune problematiche del digitale e qualche modalità per farvi fronte. La tecnologia a impatto zero non esiste (come qualsiasi attività umana), anche perché molte delle emissioni e dell’inquinamento avvengono durante le fasi di produzione e smaltimento del dispositivo, ma ci si può abituare a dei comportamenti atti a ridurlo il più possibile.

Vediamone alcuni.

  • Usare motori di ricerca che utilizzano le sponsorizzazioni per progetti in ambito eco-ambientale (tipicamente la piantumazione di alberi). In pratica, per ogni ricerca dell’utente il ricavato degli sponsor serve a finanziare la messa in posa di un certo numero di alberi. Piantare alberi non risolverà in toto la crisi climatica (è impossibile raggiungere nel poco tempo che ci rimane l’ingente quantitativo di massa verde necessaria allo scopo) anche perché non basta piantarli e lasciarli a se stessi, bisogna poi mantenerli in salute. Ma oltre a riequilibrare i livelli di anidride carbonica, il verde apporta numerosi altri benefici: assorbe le sostanze inquinanti, tampona le temperature estreme, mantiene la biodiversità dell’ecosistema, contribuisce al benessere psicologico, riduce l’erosione del suolo, la desertificazione e l’allagamento… per non parlare dei benefici alimentari.
  • A proposito di motori di ricerca, ogni volta che googliamo emettiamo una certa quota di anidride carbonica: usare il più possibile gli URL (se conosciuti), i preferiti e la cronologia riduce tali emissioni.
  • Usare dispositivi a basso consumo, ovviamente a seconda delle esigenze. Per lavorare o giocare è ovvia la necessità di dispositivi più performanti; ma se dobbiamo soltanto leggere le mail o navigare in internet meglio non essere troppo pignoli sulla potenza e la performance del nostro dispositivo: basta per esempio un tablet.
  • Cambiare il telefono o il PC soltanto quando non funziona più, e non troppo frequentemente, è ormai un consiglio lapalissiano. Questo riduce sia le problematiche ecologiche sia quelle etiche, relative all’estrazione dei minerali alla base del processo produttivo (causa di conflitti e sfruttamento lavorativo). Se però ci si trova nella necessità di cambiare dispositivo, oltre all’usato/ricondizionato si possono valutare alcuni modelli studiati per ridurre l’impatto ambientale. Esistono per esempio telefoni dotati di pannelli solari per ricaricare la batteria, oppure prodotti con materiali riciclati (plastica, tungsteno, stagno…), realizzati escludendo le sostanze più inquinanti, con confezioni eco-sostenibili e senza plastica, con componenti riparabili e batteria sostituibile, con documentazione non cartacea e inchiostro a base di soia. Molte aziende iniziano a inasprire i controlli sulla filiera in modo da ridurre i problemi ambientali e il lavoro minorile, e garantire condizioni eque per i lavoratori, scegliendo anche di approvvigionarsi presso miniere al di fuori delle zone di conflitto.
  • Una grossa percentuale di videogiocatori lascia il proprio avatar in stand-by per fare altro: questo tempo, sommato per tutti i gamer del mondo, è responsabile di un gran consumo di energia. Il consiglio è quindi di porre più attenzione a questi momenti, evitando di rimanere online durante le pause. Questo vale un po’ per tutte le attività al PC, anche se i videogiochi consumano di più.
  • Quando è possibile e conveniente, meglio salvare in locale piuttosto che in Cloud che, come espresso in questo articolo, è fortemente energivoro. Lo streaming è un’altra attività enormemente inquinante. Ascoltare la musica offline (per esempio acquistandola e scaricandola) è meglio che farlo su YouTube.
  • Disattivare le app, le connessioni, le attività e i programmi in background e ridurre la luminosità dello schermo sono altri metodi per risparmiare energia e quindi consumare meno. Anche rimuovere l’iscrizione a newsletter che non ci interessano riduce il traffico mail e il consumo energetico. Snellire il proprio archivio della posta elettronica riduce il carico sui server.
  • Infine, esistono delle app (come l’australiana Carbon Thumbprint) che calcolano l’impatto del telefono nell’arco della giornata, contribuendo a creare consapevolezza relativamente alle proprie attività digitali.

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