The Minimalists e il diario del digital decluttering

Joshua Fields Millburn e Ryan Nicodemus erano due manager americani dediti al superlavoro e all’abuso di alcol e droghe. Il loro obiettivo era puntare sempre più in alto, produrre, vendere e guadagnare per potersi permettere gli status symbol della società: la grande e bella villa, la station wagon di grossa cilindrata, i gadget tecnologici più costosi, la possibilità di frequentare ambienti di lusso.

Nel 2009, Joshua dovette affrontare contemporaneamente due traumi: la morte improvvisa della madre e un divorzio. Nel periodo di lutto e smarrimento che ne seguì, fece la conoscenza di un minimalista, Colin Wright: un viaggiatore che a quel tempo si trovava nella sua città e che attirò la sua attenzione.

Ne parlò con il suo socio Ryan, e insieme decisero di avvicinarsi a quello stile di vita, e contemporaneamente allontanarsi da quello precedente che cominciava a sortire frustrazione e ricadute negative sulla salute. Si trasferirono in un appartamento più modesto rispetto alle loro precedenti abitazioni e si disfecero di gran parte degli oggetti (soprattutto mobili, dispositivi elettronici e chincaglieria) che nella loro vita precedente fungevano da vessillo sociale, o da tampone psicologico per il vuoto esistenziale. Insieme divennero i Minimalists e cominciarono a divulgare quella nuova modalità di vita tramite internet e libri. Nel 2011, Joshua rifiutò una prestigiosa offerta di lavoro (che però l’avrebbe caricato di enormi responsabilità e stress) e Ryan subì un licenziamento.

Durante il periodo successivo, i due si mantennero con le donazioni dei loro seguaci e i proventi del libro, dopodiché decisero di avviare una casa editrice fondata sui dettami del minimalismo.

Cos’è il minimalismo?

Il minimalismo è semplicemente un modo di vivere con meno beni materiali possibili, che permette di liberarsi dalle briglie del consumismo moderno. Consiste nel rinunciare all’eccesso per concentrarsi su ciò che è veramente importante e significativo: non certo un oggetto in sé, ma le relazioni, il tempo, le proprie passioni, la salute, uno scopo vitale, la nostra crescita personale. Ognuno decide il superfluo e il necessario della sua vita, ciò che lo rende sereno e appagato: non esiste un modo unico di vivere il minimalismo.

Inutile ricordare che il minimalismo riguarda anche la vita digitale. Abbiamo già suggerito in altri articoli come riemergere dall’eccessiva immersione digitale moderna senza rinunciarvi del tutto, ma mantenendo soltanto ciò che è importante.

Anche i Minimalists parlano dell’importanza del digital decluttering per “ripulire” la quotidianità da un eccesso che appesantisce e causa dipendenza e frustrazione. In genere consigliano di elencare, su un foglio, ciò che riteniamo importante (che fa bene) e ciò che sentiamo superfluo (che fa male). Questo si traduce in un elenco di cosa decidiamo di tenere e di cosa dovremmo disfarci (regalandolo, vendendolo a un mercatino dell’usato, disattivandolo se si tratta di un qualcosa virtuale).

La sfida dei 30 giorni: diario del decluttering

I due hanno anche ideato una sorta di “sfida dei 30 giorni” con un amico o un familiare (in cui vince chi, in un mese, riesce a liberarsi di più cose), che potrebbe essere considerata un “diario del decluttering”. Ogni giorno è dedicato a un decluttering specifico, oppure a un’azione utile al proprio benessere:

  • Giorno 1: 5 oggetti
  • Giorno 2: sistemazione del piano di lavoro/scrivania
  • Giorno 3: meditazione
  • Giorno 4: spazzatura, cianfrusaglie
  • Giorno 5: armadio dei vestiti
  • Giorno 6: pulizia digitale
  • Giorno 7: accessori
  • Giorno 8: scarpe
  • Giorno 9: dedicato a una coccola personale
  • Giorno 10: dieci oggetti
  • Giorno 11: decluttering dei social
  • Giorno 12: usa, consuma quello che hai
  • Giorno 13: Dispensa
  • Giorno 14: pentole e padelle
  • Giorno 15: svegliarsi (o iniziare qualcosa) 30 minuti prima del solito
  • Giorno 16: biancheria
  • Giorno 17: prodotti per la pulizia
  • Giorno 18: giornali e riviste
  • Giorno 19: creme, prodotti per la cura della pelle
  • Giorno 20: trucco
  • Giorno 21: fare una passeggiata
  • Giorno 22: medicine e farmaci
  • Giorno 23: mail e scartoffie
  • Giorno 24: vizi e dipendenze (sigarette, alcolici, dolci, internet ecc.)
  • Giorno 25: manufatti, articoli artigianali
  • Giorno 26: ricordi (foto, oggetti, biglietti ecc.)
  • Giorno 27: valutare le proprie priorità
  • Giorno 28: app del telefono
  • Giorno 29: contatti telefono/social
  • Giorno 30: prendersi del tempo per riflettere.

Il diario del digital decluttering

Questo elenco si può declinare in molti modi, anche nel solo ambito digital. Per ogni giorno si decide di concentrare il decluttering su qualcosa di specifico, magari mettendo il tutto sotto forma di sfida come proposto dai Minimals.

Per esempio: 

  • Giorno 1: SMS;
  • 2: Whattsapp;
  • 3: icone del desktop;
  • 4: svuotare il cestino, eliminare documenti e immagini sparse a caso sul desktop;
  • 5: contatti social;
  • 6: disattivare gli account dei social che usiamo poco;
  • 7: smettere di seguire pagine social fastidiose, polemiche e negative;
  • 8: abbandonare i gruppi in cui trascorriamo troppo tempo senza alcun beneficio o dove regnano caos e liti;
  • 9  casella di posta elettronica;
  • 10: immagini: organizzare in album e fare un repulisti;
  • 11: sfoltire la propria playlist musicale;
  • 12: sfoltire la lista dei preferiti web, con particolare attenzione ai siti “pericolosi” in cui si sprecano tempo e soldi (casino online, siti porno, siti con informazioni non controllate ecc.);
  • 13: sfoltire la rubrica telefonica;
  • 14: silenziare la maggior parte delle notifiche;
  • 15: disiscriversi dalle newsletter che non ci interessano;
  • 16: raccogliere i file multimediali (video, audio, immagini ecc.) in un disco esterno;
  • 17: passare in rassegna i programmi di giochi su PC e telefono;
  • 18: leggere o eliminare gli ebook che scarichiamo gratis;
  • 19: audio, podcast, telefonate registrate;
  • 20: applicazioni;
  • 21: nascondere i post pubblicitari sui social oppure installare un programma anti-advertising;
  • 22: cartella dei documenti;
  • 23: cartella dei download;
  • 24: dedicare 30 minuti di immersione digitale a un’altra attività (una passeggiata, una ricetta culinaria, della ginnastica…);
  • 25: disattivare la campanellina di alcuni canali YouTube;
  • 26: provare un giorno senza digitale;
  • 27: provare a usare il telefono il meno possibile per le operazioni quotidiane (es. sveglia, calcolatrice, blocco note, orologio, agenda, radio, specchio ecc.);
  • 28: abbonamenti (canali sportivi, telefilm, notiziari, servizi vari): privilegiare solo quelli che riteniamo importanti;
  • 29: note, appunti, calcoli e agende virtuali;
  • 30: impostare per il mese a venire una routine per un consumo sano del digitale, eventualmente integrato con altre attività del tempo libero.

Questo è soltanto un esempio, ognuno può inventarsi un calendario in base alle proprie esigenze. Se da un lato è bene sempre non demonizzare la tecnologia, dall’altro dobbiamo sempre essere onesti con noi stessi, e ammettere cosa è davvero importante per noi e cosa invece rischia di compromettere la nostra salute psicologica o la nostra quotidianità.

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