La carta stampata non è più di moda, o no?

Molti sono portati a pensare che la carta stampata abbia fatto il suo tempo e che l’esplosione del digitale le abbia inevitabilmente dato il colpo di grazia: il pensiero comune è che al massimo la carta può essere un supporto di nicchia.

Ma è proprio così?

Dalla carta fatta a mano agli inviti d’autore, fino alla riqualificazione creativa di cartolerie ed edicole. Sono numerose le iniziative che rispondono al bisogno di focalizzare l’attenzione sulla carta per tornare al piacere di sfogliare libri e scrivere a mano.

Da Tik Tok a YouTube a Instagram impazzano i tutorial per la bella scrittura.

Il digitale mette a disposizione di chiunque una grandissima ricchezza conoscitiva e accrescitiva. Ma la sensazione restituita, oltre all’entusiasmo, è la difficoltà, a difficoltà di selezionare un mondo potenzialmente infinito di scelte e approfondimenti a portata di click. Dalla verifica della fonte, all’identificazione di ciò che soddisfa davvero le nostre esigenze. La ricerca arriva ad essere infinita, risultando sempre migliorabile. La conseguenza è una sensazione di disorientamento, frustrazione e affaticamento mentale. Troppe opzioni possono rendere il processo di selezione eccessivamente costoso in termini di energia, a fronte del beneficio che si può ottenere. La mente ha bisogno di concentrazione, di spazi bianchi, di focalizzarsi su una sola cosa alla volta.

La necessità è quella di avere certezze rassicuranti, e il pensiero non può che tornare ai tempi della scuola, alle lezioni di bella scrittura e al sussidiario. Al piacere di scrivere a mano e di sfogliare e annusare libri, come fossero scrigni preziosi. Si sente il bisogno di sedersi e di aprire una rivista o un catalogo curatissimo. Dalle grandi fotografie e con testi ariosi incorniciati da spazi ampi e rilassanti che non prevedono notifiche digitali, ma neanche troppi micro-testi che sembrano emularle. Ecco, quindi, il ritorno alla carta.

E poi volete mettere perdersi nelle librerie o nelle biblioteche invece che perdersi nella giungla del web?

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