Autore Maricla P.

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Mi chiamo Maricla Pannocchia, sono toscana e sin da bambina amo scrivere. Ho sempre usato la scrittura come un’arma pacifica per portare consapevolezza su storie di cui sentiamo parlare raramente, e fare la mia piccola parte nel migliorare il mondo. Nel 2014 ho auto-pubblicato (per scelta) il libro “La mia amica ebrea” e nello stesso anno ho scritto il romanzo “Le cose che ancora non sai” (Astro Edizioni, 2017) che racconta l’amicizia fra due adolescenti, di cui una malata di leucemia. Poiché non sapevo praticamente niente sul cancro infantile, ai fini di scrivere il libro mi sono messa a fare delle ricerche al riguardo e, colpita dalla resilienza, dall’amore per la vita e dal coraggio di questi ragazzi in faccia al dolore, alla paura e alla morte, ho sentito il bisogno di fare qualcosa, nel mio piccolo, per supportarli. Essendoci particolare carenza di supporto per gli adolescenti e giovani adulti, ho deciso di fondare la mia Associazione di volontariato Adolescenti e cancro attraverso la quale offro gite e altre attività ricreative gratuite per i ragazzi oncologici e i loro famigliari e lavoro tutto l’anno per fare corretta sensibilizzazione sul cancro infantile e dell’adolescente attraverso varie iniziative fra cui la mostra fotografica online (IN)VISIBILI e il libro “Ascoltami ora – storie di bambini e ragazzi oncologici” (Associazione Aurora, 2020). Lavoro anche per portare le problematiche del cancro infantile all’attenzione delle istituzioni perché penso che sia arrivato il momento che il governo si prenda le proprie responsabilità e cominci a supportare queste famiglie, iniziando con il dedicare più fondi alla ricerca sui tumori pediatrici, che al momento non riceve molti contributi dato che il cancro infantile è considerato “raro” e, di conseguenza, non porta grossi ritorni economici. Mi piace leggere, viaggiare, andare al mare, ascoltare la musica… sono una persona introspettiva, non particolarmente socievole, cerco persone con anime affini alla mia, e in questo mio vagabondare ne ho incontrate almeno un paio, quindi non posso lamentarmi. Ho tanti amici sparsi per il mondo e per questo mi reputo molto fortunata; mi piace conoscere altre culture, confrontarmi con persone sensibili e intelligenti e cercare di rendere il mondo un posto equo e migliore per tutti, nonostante le difficoltà peculiari di questo periodo.